La torre di Tanabrus

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Tutti parlano del disastro ambientale nel Golfo del Messico


ma alla fine salta fuori che questa situazione, col petrolio riversato in mare, l’inquinamento, le coste in stato di allerta, gli animali morti e l’economia turistica in crisi, è addirittura una situazione privilegiata.

Perchè se ne parla, tutti i telegiornali del mondo gli dedicano ampio spazio, Obama cerca in ogni modo di arginare il petrolio (inutilmente, certo, ma almeno fa vedere che tenta qualcosa… si dovrebbe far meglio, ma si potrebbe anche far peggio), la BP pagherà un conto salatissimo per tutto questo.

Come potrebbe essere peggiore la situazione, dunque?

In Nigeria in pratica abbiamo in media un disastro come quello della BP ogni anno.
1.5 milioni di tonnellate di petrolio sparse nell’acqua negli ultimi 50 anni.
La poolazione locale che vede distrutta una delle principali fonti di reddito, si vede privata dell’acqua pulita, si vede crollare l’aspettativa media di vita intorno ai quaranta anni.

E nessuno che dice niente.
Non ci sono i giornalisti con le telecamere: la Nigeria fa meno audience della costa Americana.
Non ci sono i volontari che vanno a cercare di arginare l’inquinamento, o che propongono soluzioni per debellarlo: non diventi famoso andando in Africa.
Non ci sono presidenti che si muovono: qui i capi sono succubi dei soldi delle aziende petrolifere.

Adesso stanno tentando di muovere un’azione legale contro queste aziende, chiedono un paio di miliardi di dollari di risarcimento.
E che magari si effettui manutenzione sui condotti, che si rompono di continuo e sono vecchi di quarant’anni.
E che magari, se la gente protesta e manifesta, non vengano mandate le forze di sicurezza personali a disperderli.
Non che qualcuno nutra grandi speranze di successo per questa azione legale, ma è comunque un buon segnale.

Ora, se magari qualche giornalista decidesse di fare il suo lavoro e di puntare per diverso tempo i riflettori su questa storia le cose potrebbero andare anche un po’ meglio…

Articolo originale

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26 giugno 2010 - Posted by | Altro | , , , , ,

3 commenti »

  1. Credo che sia un po’ come Seveso e Bhopal. A Seveso sappiamo tutti (spero bene!) cosa è successo, di Bhopal credo che molti non sappiano niente. Le conseguenze del disastro di Seveso sono state importanti e gravi, ma quello di Bhopal (nel 1984) è stato un massacro con migliaia di morti, mai quantificati con certezza, e la lotta per avere giustizia si sta protraendo fino ai nostri giorni.
    Forse se avessimo degli standard minimi di sicurezza per l’industria, in TUTTO il mondo, si starebbe un po’ meglio. E magari qui in Italia avremmo perso qualche centinaio di migliaia di posti di lavoro in meno.

    Commento di bruno | 26 giugno 2010

  2. Ne parlavo giorni fa con il mio fidanzato. Certi disastri sono all’ordine del giorno in paese poveri quali la Nigeria, e poi nessuno dei responsabili ne pagherà mai le conseguenze. Le popolazioni locali, l’ambiente, gli animali, la nostra salute…in questi termini si pagherà il conto: povertà, morte, distruzione.
    Non per questo quanto combinando dalla BD è meno grave, ovviamente.

    Commento di giulia | 26 giugno 2010

  3. Quello che mi rompe è che capisco che a cose normali il giornalista non parli di queste cose, ma quando ti viene dato un assist del genere, invece di accodarti alla colonna che segue mamma oca prova a fingerti un vero giornalista e sfrutta l’occasione per dire “visto che gran casino? Economia, avvelenamento, distruzione della fauna… bene, in Nigeria succede tutti gli anni. Da decenni. Nel silenzio generale…”

    Invece niente. Non capisco se per ignoranza, incapacità o timore di offendere troppi potenti.

    Commento di tanabrus | 27 giugno 2010


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