La torre di Tanabrus

Did you miss me?

La valle degli eroi


Autore: Jonathan Struod
Editore: Salani
Prezzo: € 16,50
Pagine: 404

Con colpevole ritardo, mi sono procurato e letto l’ultima fatica di Stroud, autore già apprezzato con abbondanza con la trilogia di Bartimaeus.

Sapevo già che questo libro era diverso dalla trilogia: non solo non aveva niente a che fare con quella storia, ma anche le tematiche erano differenti. Non immaginavo quanto, però, né che Stroud fosse così bravo a saltare praticamente da un genere a un altro.

Abbiamo una valle isolata, pacifica, circondata dai leggendari e mostruosi Trow. A difendere la valle da queste creature notturne che strisciano sottoterra -delle sottospecie di Tremors- ci sono solo i tumuli degli antenati, e sopratutto i tumuli dei dodici eroi che nei tempi antichi lottarono contro i Trow, scacciandoli dalla valle e infliggendogli perdite così pesanti che ancora oggi basta la loro presenza nei tumuli, armati di spade, per tenere i nemici alla larga.

Abbiamo Halli, figlio del Giudice di una casata montanara. Un discendente dell’eroe Svein, che sogna di ripercorrere le sue gesta malgrado la valle sia totalmente pacificata e la violenza sia bandita. Malgrado sopratutto sia un nano deforme e bruttissimo a vedersi, con un destino di malvagità da sopportare poichè nato durante il solstizio. Malgrado la sua intelligenza e curiosità, superiori a quelle di tutti i parenti messi assieme, gli abbia già attirato le antipatie di tutta la sua gente. Sopratutto dei fratelli e della madre. Mi ha ricordato tantissimo Tyron, il folletto di casa Lannister della saga di Martin… e visto che è uno dei personaggi migliori della saga, la cosa è splendida! Chi non avrebbe mai voluto vedere Tyron come protagonista, nei panni dell’eroe?

Abbiamo Aud, figlia del Giudice di una casata vicina al mare, e vicina sopratutto alla potente Casa di Hakon, guidata dal Giudice Hord che sogna come Halli di seguire le antiche usanze e di comportarsi come aveva fatto il suo eroico antenato. Aud che non sopporta il servilismo del padre, il fatto di dover finire sposa a chi lui deciderà.

Halli invece non sopporta che il padre sia in pratica solamente un ottimo contadino e pacificatore della sua gente, lui vuole vivere delle avventure, viaggiare, essere libero.

Quando si tiene un’assemblea annuale nella Casa di Svein, un innocuo scherzo fatto da Halli a un gruppo di ragazzi sbruffoni della Casa di Hakon porterà a conseguenze inimmaginabili, risvegliando antiche faide e odi malamente sopiti.
E i due ragazzi si troveranno sempre più vicini, tra tradizioni centenarie che si infrangono e il desiderio di libertà che li spinge a muoversi, tra le storie delle leggende e le verità che possono celarvisi dietro.

Sono esistiti davvero gli Eroi?
E i Trow, sono reali o frutto di fantasie?
Le imprese degli eroi sono avvenute realmente, o sono state create per tenere unite le dodici case?
E la proibizione assoluta di abbandonare la valle, da dove viene? Da dove venivano i dodici eroi?

Queste domande  accompagneranno i due ragazzi per tutto il libro, mentre le peripezie passate faranno maturare e crescere Halli, aiutato da Aud che pare già ben salda nelle sue convinzioni e pronta a tutto per raggiungere i propri obbiettivi.
E sopratutto, Stroud riesce abilmente a farci cambiare idea sulle risposte da dare a queste domande per due o tre volte, convincendoci senza problemi di una cosa o del suo opposto, fino alla rivelazione finale che mi ha colto completamente di sorpresa.

Una storia narrata benissimo, scorrevole, leggera. Stroud sa scrivere davvero bene, oltre a saper variare il tipo di libro completamente e senza risentirne minimamente.
L’ho letto tutto di un fiato, coinvolto come ero nelle vicende di Halli, fino al giustissimo finale.
Mi ha sorpreso favorevolmente!

Voto: 8/10

Annunci

24 giugno 2010 - Posted by | Stroud Jonathan

3 commenti »

  1. Lo recensii per FantasyMagazine. Concordo appieno.

    Commento di Francesco Falconi | 24 giugno 2010

  2. Concordo, è un gran bel libro. Io decisi di prendere la trilogia di Bartimeus dopo averlo letto.
    E’ davvero bello il modo in cui ha costruito il personaggio rapportandolo a Svein e l’evoluzione che ha con lo scorrere delle pagine. L’unica cosa è che a me la rivelazione finale non mi ha sorpreso…
    Ma siamo proprio sicuri che non ci sarà un seguito?
    iri
    ps guardati la cover della uk edition *__*

    Commento di iri | 24 giugno 2010

  3. […] di Samarcanda 2004 – L’occhio del golem 2005 – La porta di Tolomeo 2009 – La valle degli eroi 2010 – L’anello di […]

    Pingback di L’anello di Salomone « La torre di Tanabrus | 14 aprile 2011


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: