La torre di Tanabrus

Did you miss me?

X


Autore: Cory Doctorow
Editore: Nord
Prezzo: € 14.90
Pagine: 315

X non è il vero titolo di questo libro. E’ la brutta scelta editoriale italiana.
Niente in contrario a una semplice X, sia mai, sa di misterioso, di illecito, affascina il giusto.
Ma il titolo originale trascina dentro al cuore del romanzo, inevitabilmente.

Little brother.
Il piccolo fratello.

Un richiamo non casuale al grande fratello Orwelliano: siamo di nuovo di fronte a uno stato che tenta in tutti i modi di monitorare e controllare ogni aspetto della vita dei suoi cittadini, sfruttando telecamere intelligenti in grado di riconoscere le persone dalla camminata, etichette rintracciabili sugli oggetti, controllo totale di ogni bit che passa sui computer scolastici, controllo della Rete, ricostruzione di ogni spostamento di una persona attraverso carte di credito, telepass, tessera della metro.
E quale scusa migliore di un attentato terroristico per aumentare a dismisura questo controllo sulla popolazione?

Siamo a S.Francisco, un’ottima location scelta proprio per acuire il contrasto tra le misure restrittive prese e la fama di una città libera. Una New York in queste condizioni, per dirne una, avrebbe senza dubbio colpito meno.
Siamo a S.Francisco, e il protagonista è un diciassettenne come tanti. Un po’ più bravo con i computer, un po’ più amante dei giochi di ruolo, un po’ più desideroso di libertà.
Marina la scuola per giocare con gli amici, sfrutta le falle dei sistemi di sicurezza per avere un po’ di privacy, muove piccole e insignificanti guerre personali contro il sistema dispotico che lo vuole controllare.

Ma quando arriva l’attentato, lui e i suoi amici si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Sono arrestati, interrogati.
Lui li sfida, e i soldati si accaniscono su di lui. Lo torturano, ne spezzano la dignità prima di liberarlo sotto l’inevitabile minaccia di ricatturarlo se parlerà di ciò che è successo.

E lui non parla, ovviamente. E’ terrorizzato.
Ma vuole vendicarsi, e vendicare l’amico ferito  che non è più uscito dalla prigione segreta dei militari.
Poco a poco crea una rete clandestina difficilmente rintracciabile, piena di altri giovani che, un po’ per ideali e un po’ per moda o voglia di mettersi in mostra, finiscono con l’accettarlo come loro capo.
Cominciano a disturbare i piani di controllo dello stato, a creare il caos facendo apparire quasi tutti come sospetti.

Inizia una guerra tra questa rete telematica di ragazzi e lo stato, che li dipinge come terroristi. Una guerra in cui c’è in palio la libertà delle persone, il loro diritto alla privacy.

C’è qualcosa di veramente liberatorio nel sapere che hai una parte della tua vita che è solo tua, e che nessun altro vede eccetto te. […]
Non si tratta di fare qualcosa di vergognoso. Si tratta di fare qualcosa di privato. Si tratta di essere in possesso della propria vita.

Il governo, con la scusa della protezione dal terrorismo, controlla tutto e tutti, spia ogni momento della vita dei cittadini. E come fa notare ilprotagonista, Marcus, riesce solo ad aiutare i terroristi nel loro scopo di portare terrore tra la gente: i cittadini sono spaventati, braccati, impauriti; i terroristi non sono stati catturati.

L’intero libro è condito di spiegazioni tecniche sul mondo dell’informatica in cui è ambientato il libro, e fanno capolino i movimenti di rivolta del passato di S.Francisco. E la musica come veicolo di protesta.

Non fidarti di nessuno sopra i 25

E Marcus si ritrova sempre più lontano dalla sua vita, sempre più immerso nel suo ruolo di capo dei ribelli. Un capo segreto che nessuno conosce, un capo che arma i suoi seguaci mandandoli alla guerra.
Finchè non capisce che le cose si stanno mettendo male, che quei ragazzi che lo seguono rischiano di sparire come il suo amico. Ma ormai è tardi per tornare indietro, e le vie di uscita sembrano poche.
La fuga all’estero, in esilio; l’arresto e lo sparire in qualche prigione segreta; vivere in fuga in America.

La situazione di Marcus, che involontariamente si ritrova a guidare un movimento ribelle di grandissime dimensioni… e che consapevolmente, per sfuggire alla cattura, organizza una manifestazione pubblica con la quale attirare l’attenzione degli inseguitori e potersi dileguare, lasciando arrestare tutti i partecipanti, mi ha fatto scattare un campanello di allarme nella testa. Mi ricorda qualcosa, ma non ricordo cosa di preciso.
Libro? Film? Fumetto? Manga? Telefilm?

Non lo so, ci penso da un paio di giorni ma tutto quello che mi è venuto in mente è una somiglianza nel finale con la freddezza di Lelouch, anche se dura poco.
Mah, prima o poi mi verrà in mente.

Di sicuro mi ha fatto tornare in mente Invisibles, ottimo fumetto che verte proprio su queste tematiche.
E mi ha fatto pensare anche alle recenti discussioni sulle intercettazioni, su quanto debbano essere fatte e come e da chi, sulla volontà di non essere intercettati a prescindere, sul diritto alla privacy.
Le telecamere ovunque servono per individuare criminali e terroristi, l’analisi dei movimenti delle persone in metropolitana e in macchina serve a far notare strani viaggi che potrebbero indicare spacciatori o cospiratori. Ma per prenderne uno, attaccano mille. E anche se non faccio niente di male, non voglio che sappiano in ogni istante dove sono e cosa sto facendo. E’ una questione di libertà. Di quanto ogni singola persona è disposto a cedere per la propria sicurezza.

Nell’antica Roma erano più avanti di noi, infinitamente. In casi di necessità e di pericolo, eleggevano un dittatore. Con poteri assoluti.
Ma aveva una carica a tempo, finita quella tornava al suo vecchio impiego. Tornava al proprio orticello, agli affari della propria gens, alla propria carriera politica.
Pieni poteri per un periodo limitato, poi il ritorno della Repubblica. C’era una bella e sana avversione per la monarchia, nessuno provava a restaurarla o a diventare il padrone di Roma. (Cesare, vabbè, ma molto tempo dopo. E in condizioni particolari. E mannaggia a Bruto)

A noi purtroppo manca l’autoregolamentazione del tempo limitato, dai una mano e ti mordono fino al collo.
Situazioni come quella del libro sono eccessive, ma più che altro per la tanta tecnologia. Non certo per mancanza di buona volontà… c’è da stare attenti.

Voto: 9/10, per quanto mi fa pensare.

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15 giugno 2010 - Posted by | Doctorow Cory | , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Wow, come un deja vu (se si scrive così)… La copertina è praticamente uguale a quella dell’ed planet di X delle CLAMP (manga), solo che lì la “x” è rossa e c’è il sottotitolo “il loro destino era già deciso”.

    Commento di Francesca | 15 giugno 2010

  2. Molto interessante.
    Ora non so nel dettaglio il tipo di tecnologia che viene descritta, ma tieni presente che i software che “riconoscono” le fisionomie da un video esistono già. Timbri vocali, pattern morfologici, andature, tutto quanto.

    Commento di Ema | 16 giugno 2010

  3. Non penso però siano la norma nelle scuole, con controlli in ogni campo della vita scolastica dell’alunno. Non ancora, almeno. 😉

    Ho letto oggi, tra l’altro, che il libro ha ispirato a qualcuno in America l’idea di fare un campus estivo di hackeraggio per giovani, basato proprio su questo libro. Ah, fossi giovine e americano… 😀

    Commento di tanabrus | 17 giugno 2010


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