La torre di Tanabrus

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Manga scan


Leggo ora su MangaForever che in parecchie case editrici di manga, sia giapponesi che americane, intendono muovere guerra al fenomeno delle scanlation.
Gli danno la colpa dei cali negli introiti.

Una scena già vista: in principio era l’industria musicale, poi quella cinematografica. Ora i manga, a breve fumetti e libri.

Che dire, il digitale spaventa. Anzi, no, terrorizza. Terrorizza le case produttrici\editrici.

La mia opinione penso sia nota: sono tutte stronzate, per usare un francesismo.
Ho sulla libreria i cinque volumi finora editi in italiano di Bokurano – Il nostro gioco. Un manga che in Italia ha ricevuto una pubblicità pari a zero, ma che leggendo online ho adorato. E che proprio per questo ho deciso di procurarmi, recuperando gli arretrati e attendendo le nuove uscite.
Ho sulla libreria la meravigliosa collezione degli Slum dunk deluxe edita dalla Panini qualche anno fa. Una splendida edizione con volumi da 7,50 € l’uno, interrotta di punto in bianco lasciandomi con 11 volumi monchi. Se non avessi potuto leggere la fine della storia sulle scanlation che avrei dovuto fare? Comprarmi da capo la vecchia edizione, cercando per bancarelle i numeri esauriti?
Ho sulla libreria anche i volumi di Pluto. Una serie costosa, che prima di acquistare ho testato con le scanlation per vedere se mi piacesse o se si sarebbe risolto tutto in uno spreco di denaro.
Non ho sulla libreria Seven seeds, una delle serie più belle e avvincenti che abbia letto. Non per cattiveria, ma perchè da noi la snobbano, le case editrici. Ho recuperato quanto ho potuto tramite scanlation, e aspetto pazientemente che prima o poi traducano anche gli ultimi numeri usciti.
Non ho sulla libreria Dead men wonderland, o Code breaker. Perchè li avevo già provati su scanlation: deludenti.
Non ho nemmeno Alive: the final evolution perchè dopo una prima parte molto bella e per la quale avrei volentieri comprato il manga, la seconda parte è stata talmente deludente da farmi abbandonare la serie anche su scanlation.

Altre serie invece le seguo grazie agli anime visti su youtube o scaricati: è il caso di Evangelion e di Code Geass. O di Monster, quando arriverà la nuova edizione del manga.

Per quel che mi riguarda, queste lamentele delle case editrici sono ridicole come quelle delle case cinematografiche e musicali. Ma smettetela di spaventarvi per la mdoernità, crescete e utilizzatela a vostro vantaggio!

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13 giugno 2010 - Posted by | Manga | , , , ,

4 commenti »

  1. Sono d’accordo, il modo più stupido per affrontare queste cose è il tentativo di reprimerle senza minimamente cercare di capirle, studiarle ed utilizzarle a proprio vantaggio.
    Del resto è Steve Jobs dà il meglio di sè nell’affrontare questi “problemi” esempio ne è l’iTunes Store.
    Il “segreto” è nell’abbassamento del costo e nella grande diffusione. Internet ed il digitale permettono entrambe le cose, sarebbe meglio che si dessero una svegliata.

    Commento di Valberici | 13 giugno 2010

  2. Concordo! io ho fatto lo stesso! Cosa pretendono? che compriamo volumi da 6 o 7 euro l’uno per poi arrivare a metà serie a capire che ci fa schifo?? personalmente se il loro piano di rimuovere le scan da internet va in porto avranna un vero e proprio crollo!
    Io per primo smetterò di iniziare serie nuove (salvo riesca a vedere l’anime). Prima di inziare una serie senza conoscerla minimamente inzio a leggere almeno fino al 7 o 8 volume( con le scan)

    Commento di Novar | 22 luglio 2010

  3. vi auguro di fare un fumetto, magari bello…. di lavorarci per mesi e mesi con dedizione e fatica.
    Poi vi auguro che il 50% dei lettori lo scarichi perchè bla bla e blablabla!

    Speriamo solo che se iniziate a fare i pizzaioli qualcuno non faccia in modo da scansionare anche le pizze!!

    Commento di nik | 15 agosto 2010

  4. Nik, forse ti sfugge il fatto che
    1) la stragrande maggioranza di chi legge online un manga\fumetto lo fa perché non lo comprerebbe. Magari perché è rimasta spesso fregata dalle pubblicità degli editori, comprando roba che poi si è rivelata una schifezza. Non parlo dei fumetti\manga introvabili perché hai tirato in ballo il giovane fumettista tradito dai lettori cattivi.
    2) Se sei un lettore di fumetti\manga, avrai preso inculate. Tante. Se il nuovo fumetto magari bello è italiano, a meno di miracoli sai che non costerà nemmeno poco. Comprensibilissimo: c’è il fattore rischio, c’è il fattore “editore piccolo”… mi pare ovvio che costi più dei comics tradotti dall’America. Ma converrai che spendere parecchi soldi per tentare un fumetto che poi scopri che ti fa schifo, non è una bella cosa. Ti stimola a non fare più di questi tentativi.
    (E lascio perdere l’effetto “Trigger”, dove l’editore famoso chiude la miniserie prima del dovuto facendo infuriare il lettore già incazzoso di suo)
    3) Se una cosa scopro online che mi piace, me la compro.

    Quindi, ricapitolando: abbiamo il giovane fumettista che pubblica un fumetto, magari capolavoro, perché no? Ma il fumetto costerà parecchio, il giovane è semi-sconosciuto, la trama del fumetto è ovvio che non sia indicativa.

    Se il giovane fumettista spera che tanta gente compri la sua opera a scatola chiusa, temo che nel 99% dei casi dovrà utilizzare la laurea in geologia e non camperà di quel che scrive. Perché, per l’appunto, prima deve FARSI CONOSCERE.

    Tralasciamo ora il fatto che in questo caso non troveresti le scansioni in rete, fingiamo che si trovino.
    Prima regola del mago: fare parlare di sé. A cose normali pochissimi avrebbero comprato il suo fumetto, così invece mettiamo che lo legga il doppio della gente. Questo 50% “abusivo”, se il fumetto gli piace, ne parlerà bene in giro. Una parte di loro passerà a comprare la versione cartacea, e così faranno pure parte di quelli che loro avranno convinto. Tutta gente che senza le scansioni non sarebbe mai stata raggiunta. E più la voce circola, più copie saranno vendute.

    Da cui si passa alla seconda regola del mago: fatti furbo.
    Hai il fumetto, sei fiducioso che sia forte, ci credi. Bene.
    Siamo nel terzo millennio, avrai un sito. Metti online il primo capitolo, le prima venti-trenta pagina… qualcosa che sia significativo, che la gente legga e rimanga interessata, avvinta, catturata.
    Così 1) sapranno davvero di cosa parla, 2) potranno “testarlo”, 3) se davvero il fumetto è bello, dopo la “demo gratuita” vorranno continuare a leggere la storia, e lo compreranno.
    E in più hai i feedback istantanei da parte dei lettori.

    E così il giovane fumettista si è fatto pubblicità, fa toccare con mano ai lettori ciò che compreranno… scommettiamo che vende di più che se fosse rimasto nel guscio e il suo lavoro non fosse mai finito in rete?

    Come ho già detto: seguo ogni settimana le scansioni di Bakuman, ma ogni mese compro il manga della Panini. Perché mi piace. Ho letto Bokurano con le scansioni, e ora mi sono procurato tutti i numeri usciti in Italia.
    Ero interessato da Deadman Wonderland e Code Breaker, fortunatamente ho letto le scansioni e dopo poco li ho abbandonati. Risparmiando in tutto, immagino, un 15-20 euro che altrimenti sarebbero stati buttati al vento.
    Prima di comprare Pluto ho letto i primi capitoli online, visto quanto costava.
    Quando la Panini mi ha inchiappettato interrompendo Slam Dunk, ho finito di leggerlo online.
    Se una cosa è bella, farla conoscere online serve solo ad aumentarne le vendite. Le vendite crollano solo se la cosa è invece deludente.

    It’s evolution… stiamo entrando nell’epoca del “provo e poi compro”. Perfino con i libri su Amazon, prima ti puoi scaricare il primo capitolo gratuitamente e poi, se ti piace, compri tutto il libro.
    Due strade disponibili: tenere il tutto piratato, oppure che gli autori (o gli editori) si facciano furbi e mettano loro stessi delle parti rilevanti di queste opere a disposizione online. Gratuitamente. Per fare pubblicità, mostrare che ci credono, e far provare con mano al lettore prima dell’acquisto.

    Se il fumettista crede nella sua opera, converrà che farla conoscere servirà solo ad aumentarne le vendite.

    Commento di tanabrus | 15 agosto 2010


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