La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Alice nel paese della vaporità


Autore: Francesco Dimitri
Editore: Salani
Prezzo: € 16,80
Pagine: 277

Devo ammettere che all’inizio avevo un po’ paura, di Alice: con le aspettative elevatissime che nutrivo per questo libro dopo aver letto Pan e La ragazza dei miei sogni ero terrorizzato di pretendere troppo e di rimanere deluso dal libro a prescindere.

Per fortuna questa paura si è rivelata infondata, e anche questa volta mi ritrovo ad applaudire il lavoro di Francesco. Ne sono davvero contento, visto che è stato il primo autore al quale abbia scritto per complimentarmi dopo aver letto un libro (Pan), e visto anche che proprio per far conoscere a più gente quel libro avevo aperto questo blog.

Ma passiamo al libro, adesso. Direi che sono necessarie almeno due letture, qui.

La prima lettura ci vede intenti ad affrontare questo libro avendo in testa Alice nel paese delle meraviglie. E, per quanto mi riguarda, anche Alice di SyFy, The looking glass wars di Beddor, l’Alice di Tim Burton.
L’atmosfera è cupa, nebbiosa, dura. Abbiamo un ghetto che trasuda violenza e criminalità, una bambina selvaggia e abusata, la meraviglia della vaporità che eprmette di volare e di fare combattimenti mozzafiato. E un vecchio studioso che porta in salvo quella bambina.
La bambina cresce, diventa Alice. E nella Londra steampunk in cui vive, nel pieno dell’era del vapore, si annoia. Mortalmente. La parte in cui dice di non essersi uccisa solo perchè sapeva che tanto il mondo non sarebbe morto con lei mi ha riportato alla memoria alcuni dialoghi di Narutaru, e questo è bene sotto ogni Aspetto.

A questo punto inizia il viaggio di Alice, che tutti ci aspettiamo. Non segue alcun coniglio, ma si lancia consapevolmente nelle nebbie fuori Londra alla ricerca di qualcosa che la faccia sentire viva, di emozioni che non siano la noia e la stanchezza.
I mutanti che incontra sembrano quasi familiari: un ragazzino castoro, un ragazzo dodo, un uomo lumaca. Il bruco, una versione umana dello stregatto. C’è una Regina e c’è un Bianconiglio, c’è una profezia e c’è una guerra.

Certo, ci sono anche vampiri, monaci, biciclette volanti a vapore guidate da monaci nomadi, tetracommodori a cavallo di umani giganteschi e brutalizzati… non ci sono le carte da gioco, il cappellaio, i gemelli… ma fin qua può sembrare una rivisitazione di Alice. Come i libri di Beddor, anche se ambientata in un passato mai esistito.

La differenza sta nella vaporità, un prodotto di scarto della Londra steampunk che genera allucinazioni e mutazioni. I sensi si mescolano, le percezioni variano, ogni secondo è pura psichedelia. E nel fatto che alcune persone conoscono gli Aspetti tanto cari a Dimitri, Carne Incanto Sogno.

Per buona parte del libro ho letto inarcando un sopracciglio e dicendomi che era interessante, ma i personaggi erano un po’ piatti; che non era male, ma la parte delle torture subite da Alice era stata liquidata troppo di fretta, troppo approssimativamente; che era simpatico sentire il monaco recitare Lovecraft o vedere Alice ritrovare una vecchia copia del Signore degli anelli, ma che infilarci dentro anche una copia di Pan era un po’ troppo narcisista.
Per buona parte del libro ho cercato di capire che diavolo ci facesse Ben nella storia. Era uno spettro visto dalla Steamland? Sarebbe finito di là? Avrebbe salvato Alice, a un certo punto?

Poi si conosce il Profeta, e poco a poco la percezione di tutto cambia. Fino allo scontro finale, fino alle decisioni critiche che vengono prese per salvare il mondo.
Fino al momento in cui il libro finisce, e si deve cominciare la seconda lettura.

Adesso i personaggi non sembrano più un po’ piatti: sono i personaggi di un mito, e il mito non è fatto di inutile introspezione. I miti hanno tratti caratteristici, sono esempi positivi o negativi facilmente identificabili. Alice è la ragazza coraggiosa e testarda che intraprende il viaggio, Miyamoto è il guerriero invincibile, Clint è il leader forte e combattivo…
Le torture non sembrano più così importanti, ora che si sa tutta la storia. Cosa ci farebbero descrizioni accurate delle sofferenze di Alice, nella storia diventata mito? E perchè mai Alice dovrebbe tornare a pensare a ogni istante vissuto incatenata, violata, sfregiata, uccisa lentamente?
La comparsa di Pan non è più narcisista… ok, invece lo è, ma francamente me ne infischio.

Perchè rileggendo Alice con la consapevolezza derivante dall’aver già finito il libro, capiamo chi sia il narratore iniziale. Cosa sta raccontando, e a chi.
Capiamo che la storia che stiamo leggendo è una storia divenuta mito, per dare vita a un universo che era solo un’ombra di altri universi.
Capiamo che Ben è Alice, che la Carne ha lottato per anni con la nuova presenza dentro di sè e che la storia è ben lontana dall’essere finita. Perchè Alice deve tornare a casa, perchè Miyamoto è arrivato di qua, perchè Dagon è nei paraggi.

E che dire dell’idea dietro la vaporità?
Che da prodotto di scarto, da effetto secondiario dello sviluppo londinese  diventa scopo dell’esistenza della città; da allucinogeno diventa strumento per raggiungere la verità, per aumentare le proprie percezioni.
Un’ottima idea, così come quella della terra che non esiste, albero mera ombra di altri alberi nella foresta scossa dallo scontro tra due entità (Pan e Greyface, magari, nelle loro accezioni più universali?) o come l’idea dell’immortalità del profeta dovuta alla consapevolezza della non vita di chiunque altro.

Non all’altezza di Pan, anche perchè strettamente dipendente da questo per poter essere goduto, ma un ottimo libro.

Voto: 9/10

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22 maggio 2010 - Posted by | Dimitri Francesco | , ,

8 commenti »

  1. Condivido in pieno. Non stupisce come Pan ma resta comunque un ottimo romanzo.

    Commento di Stefano Romagna | 22 maggio 2010

  2. Assolutamente d’accordo! Anch’io l’ho letto due volte, ma già nella prima lettura avevo intuito che la seconda parte avrebbe fornito una diversa interpretazione della prima. Dimitri…è pur sempre Dimitri. I personaggi non sono piatti, ma funzionali alla prima parte. Un lavoro eccellente, a mio parere, questo romanzo.

    Commento di giulia | 22 maggio 2010

  3. Che dire? A questo punto fremo dalla voglia di leggerlo (e già fremevo prima). Spero solo che Dimitri abbia limato un pochino alcuni difetti che ho riscontrato in Pan, come un’eccessiva presenza dell’autore all’interno della storia. Ma possono anche essere dettagli.
    Complimenti per la recensione! 😀

    Commento di JackVenom | 23 maggio 2010

  4. Bella recensione, mi ha fornito un diverso punto di vista (o Aspetto), ma sinceramente non la penso allo stesso modo. Io ho adorato Pan e come te, per la prima volta, ho scritto a un autore per complimentarmi del suo lavoro, e ho perfino avuto risposta e buoni consigli. Per certe cose si vede che Alice è figlia della stessa mano (la scena di Charlie, il bruco, bellissima, o il personaggio di Chesy, lo stregatto; perfino quella terribile della Macchina Nera… per non parlare del Profeta, col suo cappello e il compleanno che non festeggia mai, e che in effetti lo rende la personificazione steamlander del Cappellaio). Ma nel complesso non penso che puoi scrivere un intero romanzo con personaggi piatti, scene inspiegate ed alquanto inutili (come l’ingresso in città, che si è rivelato un fallimento senza motivo), collegamenti di idee che non afferri del tutto, e ti chiedi come i personaggi ci riescano all’istante… e non posso giustificare queste cose dietro il concetto del ‘mito’. E’ un romanzo scritto stilisticamente bene, con idee profonde e geniali, come credo che in effetti sia Francesco Dimitri, però gli manca ben più di qualcosa. Non voglio fare un’altra recensione o aprire polemiche… giusto un’opinione 😉 magari, una seconda lettura gioverà.

    Commento di Layla | 24 maggio 2010

  5. Ci mancherebbe altro, Layla! Sono solo opinioni, considera che invece la prima opinione che ho letto su Alice era di grande delusione proprio per i motivi che dici te.
    Conosco una persona che dopo aver sentito quella cattiva opinione ora ha paura di leggerlo per rimanerne delusa anche lei 😀

    Commento di tanabrus | 24 maggio 2010

  6. E sta facendo terrorismo psicologico. 😛

    Commento di Azusa | 25 maggio 2010

  7. concordo praticamente in tutto, forse in troppo (fra un po’ uscirà il mio di commento e te ne potrai rendere conto) 🙂

    @JackVenom: la presenza dell’autore onnisciente è molto ridotta rispetto a Pan. Anche se c’è comunque. Però non spara a zero 😉

    Commento di Ema | 26 maggio 2010

  8. […] 2004 – Guida alle case più stregate del mondo – Tutti i luoghi in cui (non) vorreste passare la notte 2004 – Comunismo magico – Leggende, miti e visioni ultraterrene del socialismo reale 2005 -Neopaganesimo – Perché gli dèi sono tornati 2006 – Il manuale del cattivo – Cattivi si nasce. Bastardi si diventa 2007 – La ragazza dei miei sogni 2008 – Pan 2010 – Alice nel paese della vaporità […]

    Pingback di Manuale del cattivo – Cattivi si nasce. Bastardi si diventa « La torre di Tanabrus | 28 gennaio 2011


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