La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Gothica


Autore: Francesco Falconi
Editore: Verdenero
Prezzo: € 16.00
Pagine: 264

Ingegneria genetica.
Eugenetica.
La razza perfetta.
La clonazione umana.
Gli OGM.

Questi sono alcuni dei temi di questo libro, insieme al dilemma dell’etica nella scienza e dell’accettazione del progresso da parte della Chiesa.
Esistono dei limiti che lo scienziato non dovrebbe superare? O tutto è consentito? E se ci sono, chi li stabilisce?

Falconi non ci dà risposte, ci mostra però dove potrebbe portare un eccesso negativo di scienza senza controllo. Lo spauracchio del superuomo, della razza perfetta auspicata da Hitler.
Esperimenti su cavie umane, una multinazionale potentissima e inarrestabile combattuta nell’ombra da alcune persone pronte a tutto per smascherarne i loschi piani.

La trama è interessante. Semplice e abbastanza lineare, a parte i flashback del protagonista che ricostruisce i suoi ultimi mesi di vita poco a poco, aiutato da queste sue visioni.

Ma mi ha dato l’impressione di qualcosa di affrettato.
Faust a volte sembra un parroco di campagna ingenuo e inconsapevole perfino di internet, altre volte invece sembra trovarsi a suo agio nei complotti.
Helena riesce a farsi scoprire dal prete ospite del monastero, niente male per la mente dell’organizzazione che dovrebbe fermare Volk.
Inoltre in diversi punti la storia si impantana in dialoghi tra i due protagonisti, che sembrano però più un saggio sulle critiche che Chiesa e scienziati si muovono vicendevolmente che non un vero scambio dialettico tra una scienziata e un prete: abbiamo il prete onesto e completamente ligio ai suoi obblighi pastorali, ingenuo e spaventato, fermo oppositore del progresso; e abbiamo la scienziata che capisce che ci siano linee da non oltrepassare ma rifiuta di ammetterlo, di limitare la ricerca. Ovviamente lei non è credente, tanto per mettere in totale contrapposizione i due punti di vista.

Un altro punto debole a mio avviso è dato da Gothica, la città. Che ci viene spesso presentata come una metropoli della perdizione e del male, ma della quale vediamo poco e il poco che vediamo non giustifica affatto questa descrizione. Diciamo che mi sono ritrovato smarrito come mi era capitato in occasione di Prodigium, incapace di farmi un’idea precisa del tempo e del luogo.
Qui è più facile individuare il tempo, con la Chiesa, le varie nazioni, le varie scoperte, le automibili e internet e le televisioni. Ma il luogo in sè resta quasi astratto, come in Prodigium c’è una grande città con un suo governo.

Resta comunque una storia interessante, con Faust intento a ricostuire il suo passato recente un passo alla volta, notte dopo notte, visione dopo visione.
Faust e l’angelo della morte, la creatura infernale che vaga seminando morte e distruzione ovunque passi. La creatura legata a Faust, novello dr. Jekyll e mr. Hide, dr. Banner e mr. Hulk.
L’averlo legato a un prete integerrimo di certo dà maggior risalto ai dilemmi morali che assillano Faust, portato quasi a interpretare questa sua condizione come una punizione divina per il suo peccato.

Non un brutto libro, ma onestamente mi aspettavo di meglio.

Voto: 6/10

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19 maggio 2010 - Posted by | Falconi Francesco | , ,

1 commento »

  1. […] come il tradimento di un certo personaggio, telefonato da capitoli prima o, e qui concordo con Tanabrus, il fatto che Helena si faccia scoprire così facilmente dal prete… e lei sarebbe una spia, […]

    Pingback di Castel Oricalco » Gothica | 21 giugno 2010


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