La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il viaggio dell’assassino


Autore: Robin Hobb
Editore: Fanucci
Prezzo: € 9.90
Pagine: 776

Avevo letto i primi due libri della Trilogia dei Lungavista un paio di anni fa, ma per ultimare la saga avevo deciso di aspettare di trovare il libro in edizione economica, così come per i primi due. E come spesso mi capita, tra una cosa e l’altra mi era passato di mente fino a quando non me lo sono ritrovato davanti su ibs, e sono riuscito a colmare questa lacuna.

Premessa: i primi due libri, letti prima del blog e quindi non recensiti, mi erano piaciuti davvero tanto.
Nel primo libro, L’apprendista assassino, seguivamo il giovane bastardo reale Fitz mentre veniva portato a corte, allevato e addestrato per diventare un uomo del re, suo consigliere e suo assassino personale. Il tutto mentre si scopriva un’ambientazione affascinante e viva, con la magia nobile dell’Arte e quella selvaggia dello Spirito. E con Fitz in grado di padroneggiare entrambe.
Nel secondo libro, L’assassino di corte, Fitz è cresciuto. Dopo gli avvenimenti finali del primo libro, è sempre più indipendente dai suoi istruttori e comincia a vivere quasi di vita propria, come uomo del re. Ha trovato una sua dimensione al fianco del principe Veritas, vicino alla sua moglie Kettricken e alla moglie di suo padre, Pazienza, con l’affetto di Molly e di Occhi-di-notte.

Sia il primo che il secondo libro si chiudono con Fitz ridotto malissimo, dopo i tentativi del principe Regal di ucciderlo.
Solo che nel secondo tentativo il principino era riuscito nel suo intento, e solo lo Spirito che legava Fitz a Occhi-di-notte lo aveva salvato. Lo Spirito e le trame ordite da Umbra e da Burrich.

Così in questo ultimo libro troviamo ad accoglierci un Fitz inedito. Rabbioso, animalesco, terrorizzato. Più lupo che uomo, come conseguenza del tempo trascorso nella mente del suo lupo mentre il corpo riposava sotto terra in una bara.
Seguiamo la sua lenta risalita verso l’umanità, il suo graduale distaccarsi dal lupo per riacquistare coscienza di sè.
La sua necessità di vivere una vita propria, dopo aver sacrificato tutto quello che aveva mai avuto per i suoi re.

Il suo bisogno di indipendenza penso sia riassunto perfettamente nel duro scontro verbale che Fitz ha con i suoi mentori, al termine del quale se ne va per la sua strada assieme al suo compagno animale.
Una buona metà del libro direi che si focalizza quasi esclusivamente sulla mente di Fitz, sul suo ondeggiare tra l’umanità e l’animalità, sul suo rapporto con il lupo. Una sorta di romanzo di formazione.
E un romanzo di formazione scritto benissimo, senza scelte forzate nè salti bruschi.

Poi gli eventi tornano a prendere il sopravvento.
La minaccia di Regal e della sua Confraternita è sempre più vicina e grande, il bisogno di raggiungere re Veritas impellente, le razzie dei Pirati Rossi sulle coste proseguono inesorabili e spietate… e a ogni scorreria Fitz assiste impotente, trascinato da sogni d’Arte, sballottato in diversi corpi a fare da testimone delle sconfitte e delle poche vittorie dei suoi concittadini contro gli attacchi dei Forgiati.
E c’è la regina in esilio, ancora in attesa del ritorno del suo re; le trame di Umbra, risorto a nuova giovinezza nel periodo più cupo del regno; l’incompetenza di Regis come re contrapposta all’eroismo dei nobili delle coste e di dama Pazienza; il segreto di Molly; l’incontro con una cantastorie segnata dal passato e con una vecchia misteriosa; la missione di Veritas e la verità sugli Antichi…

Un libro pieno zeppo di avvenimenti e di introspezione, uno stile fluido e accattivante che cattura totalmente.
Avevo dimenticato quanto possano essere avvincenti i libri della Hobb, ho appena finito il libro e già vorrei avere tra le mani una nuova trilogia di questa autrice.  I mercanti di Borgomago la leggerò in inglese, trovo patetiche le operazioni commerciali che dividono un libro originale in due volumi italiani.

Un ottimo libro, che chiude perfettamente un’ottima trilogia. Un lieto fine come piace a me (penso al desiderio di Fitz di avere una vita normale con Molly e Urtica, penso all’amore di Kettricken per Veritas, penso al Matto e a Stornella), tutte le domande principali che trovano rispsota ma al contempo qualcosa che pare continuare ad aleggiare, un vago senso di incompiuto che immagino porti direttamente alla seconda trilogia dei Lungavista, la trilogia dell’uomo ambrato: come fare in modo che il cerchio si chiuda di nuovo, per la forgiatura? cosa ne è della bambina? e dell’Arte, adesso? senza Regal l’Antico Sangue non è più braccato… tornerà tutto come prima?
Sono fortemente tentato di inserire nella prossima valanga di acquisti -lontana, ahimè- almeno due trilogie intere della Hobb…

Voto: 9/10

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2 maggio 2010 - Posted by | Hobb Robin | , , , ,

9 commenti »

  1. ciao, approdo qui dal blog di Gianrico.

    E’ una delle mie storie preferite, quella di Fitz, e son felice di trovare qualcuno che le dà il giusto risalto. Fantasy maturo, fortemente introspettivo ma mai noioso, originale e dannatamente verosimile nella descrizione delle infrastrutture sociali. Con protagonisti che non sono mai il fratello più figo di superman, Fitz stesso nonostante “mastichi” un po’ di tutto è superbamente fallibile sia di capacità che di volontà 😉

    Curiosità: dunque nella tua edizione il fratello di Veritas si chiama Regis e non Regal? La mia è questa: http://www.anobii.com/emacs77/books?searchType=1&itemIdFade=0166b1ba3057712d74
    Il link alla tua libreria anobii non funziona…
    (Altra genialata, quella dei nomi “ritagliati” su un aggettivo della persona, vero o presunto!)

    Buona lettura con l’Uomo Ambrato, in cui tutti i temi si chiudono. Non ti dirò se (a mio avviso) è migliore o peggiore di quella che hai appena concluso, o se vuoi te lo dico 😉

    Commento di Ema | 3 maggio 2010

  2. Errore mio, ero tutto preso da Fitz e da tanto che sdegnavo Regal come una nullità totale, ho trasformato il suo nome in Regis.
    Che comunque mi ricordava qualcosa, e infatti pensa e ripensa ho ricordato chi fosse Regis, un personaggio dei Forgotten Realms. Un ladro, se non erro…

    Che vergogna! 😀

    Commento di tanabrus | 3 maggio 2010

  3. Io preferiscosu tutte i Liveship traders. Non la saltare, ci sno degli accenni che vengono ripresi in Tawny Man.
    @Ema: sei per caso su Blood Memories? io sono Tintaglia, signroa deii Tre Reami. ^^

    Commento di Azusa | 6 maggio 2010

  4. @Azusa: no, lo scopro ora il sito italiano della Hobb 😉
    Tintaglia, eh? ti sei presa un personaggio leggero leggero…

    Commento di Anonimo | 6 maggio 2010

  5. Bazzicavo il web con quel nick da prima della nascita di BloodMemories.
    Quando si è draghi dentro…!
    @Tan: pigra creatura, la Hobb farà tappa fiorentina, nel caso ti interessi.

    Commento di Azusa | 6 maggio 2010

  6. Mi chiami “pigra creatura” ma poi mi dici che la Hobb sarà a Firenze… non ci vedi un leggero controsenso?
    A parte che io e Firenze non andiamo molto d’accordo, visto che ogni mia sortita fiorentina (tranne che per dei concerti) ha prodotto dei disastri come deragliamenti e rapine… ma Firenze è lontana! Se anche riuscissi ad arrivarci, non troverei mai la libreria.

    In compenso sabato ci sarà Barbi a Pisa. Purtroppo conosco la città, e conosco pure la libreria (si, è quella dove abbiamo bivaccato a lungo a ottobre 😀 ) e visto che so arrivarci e che si tratta di Barbi, se ce la faccio fisicamente lì ci andrò.

    Pensare che mi muova fino a Firenze… ma che roba… 😀

    Commento di tanabrus | 6 maggio 2010

  7. …ma è Robinuccia bella! OO
    Blasfemo…

    Commento di Azusa | 6 maggio 2010

  8. Ho apprezzato molto anche io la trilogia dei Lungavista, trovo che Robin Hobb abbia uno stile di scrittura veramente coinvolgente e appassionante.

    Molto bello anche il tuo blog!

    Saluti!

    Commento di Sekhemty | 3 settembre 2010

  9. Grazie!

    Quanto prima voglio proseguire con la lettura della Hobb, ma questa volta in inglese (visto che, mi dicono, la traduzione italiana non è molto buona. E i libri spezzati mi fanno inorridire)

    Commento di tanabrus | 3 settembre 2010


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