La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Tutti i racconti (1923-1926)


Autore: Howard Phillips Lovecraft
Editore: Mondadori
Prezzo: € 10,00
Pagine: 500

Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni anche la morte può morire.


Il primo volume dei racconti di Lovecraft mi era piaciuto. Erano comunque i racconti giovanili, c’erano solo alcuni timidi abbozzi alla mitologia che in seguito sarebbe fiorita nelle pagine delle sue storie, ma l’atmosfera era già intrigante e affascinante.

Questo secondo volume oserei dire che mi ha conquistato definitivamente.

I topi nel muro è stata una vera e propria boccata d’aria fresca dopo il cattivo odore che avevo respirato in American Psyco (e lo so, definire aria fresca i racconti di Lovecraft pare quasi una presa per i fondelli..)

E’ stato interessante anche La casa sfuggita, con i suoi rimandi storici, ma ho apprezzato maggiormente la successiva Orrore a Red Hook, un bel mix di azione, culti esoterici, magia, mistero.

Affascinante poi L’incontro notturno, con il misterioso individuo che guida il protagonista attraverso il tempo, alla ricerca dei luoghi in cui si respiri lo spirito del passato. Lovecraft sarà anche stato male a New York, ma i racconti scritti in questo periodo sono davvero belli: Orrore a Red Hook, L’incontro notturno e Nella cripta.

Sembra quasi fantascienza il racconto Aria fredda, come atmosfere mi è sembrato meno Lovecraftiano del solito.

Ma sopratutto, in questo volume mi sono potuto gustare Il richiamo di Chtulhu.
Bello, davvero bello. Da notare che l’ho letto di notte, e il mattino dopo al tg ho sentito la notizia di un terremoto in Messico. Il mio primo pensiero è corso alla città sommersa di R’lyeh, ovviamente, e agli sfortunati marinai che dopo aver sconfitto i cultisti vi erano approdati.

Ma oltre ai racconti con le atmosfere classiche, follie, richiami al Necronomicon e quant altro, ci sono anche un paio di racconti più leggeri che riportano in auge il personaggio di Randolph Carter: La chiave d’argento e sopratutto Alla ricerca del misterioso Kadath (titolo che mi piace meno dell’originale, The dream-quest of the unknown Kadath).
Mentre il primo racconto è una sorta di analisi di come il mondo in cui viviamo tenti di farci smarrire il sense of wonder, la fantasia con la quale guardiamo e interpretiamo ciò che ci circonda, il secondo è un lunghissimo viaggio nelle terre del sogno, un fantasy,  una storia epica d’altri tempi con il viaggiatore mosso da un ardente desiderio e pronto a tutto pur di coronare il suo sogno. Pronto anche a cercare la dimora degli Dèi per supplicarli di non nascondergli più la città meravigliosa sognata un paio di volte, la città che il suo spirito anela raggiungere. E a caccia di Dèi andrà, tra incontri con creature sue alleate e creaturee ostili, asservite al subdolo Nyarlathotep, il caos strisciante. Forse un racconto un po’ troppo lungo, e in alcuni tratti fin troppo fantasy (e lo dico io…) ma decisamente godibile, epico e interessante.

Dei racconti revisionati (o scritti) per altri, mi sono piaciuti invece solo Cieco, sordo e muto (che immagino sia scritto in buona parte da Lovecraft) e Sotto le piramidi.

Voto: 8/10

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12 aprile 2010 - Posted by | Lovecraft Howard Phillips | , , , ,

10 commenti »

  1. Il “sommo” Lovecraft è uno dei miei scrittori preferiti, sono contento che sia piaciuto anche a te 🙂

    Commento di Valberici | 12 aprile 2010

  2. Ti dirò, mi dispiace solo di averlo scoperto così tardi 😉

    Commento di tanabrus | 12 aprile 2010

  3. Aria fredda: meno cthulhoide di altri racconti, ma a mio parere sempre efficace…

    Commento di Bruno | 12 aprile 2010

  4. Vedrai, il terzo volume è ancora migliore.
    LA CASA SFUGGITA l’ho trovato notevole all’epoca.

    Ma “Kadath” proprio non sono riuscito a finirlo. Caso unico, con HPL.
    Ci riproverò appena possibile.

    Commento di devero | 13 aprile 2010

  5. @Dev: perchè, avevi digerito “Le montagne della follia”? Primo incontro con Lovercraft, e ultimo. Vediamo se i saggi che mi hai regalato mi convertono. ^^

    Commento di Azusa | 13 aprile 2010

  6. @ Devero: beh, certo è pesantuccio e lungo, Kadath. Ma è anche molto epico, tralasciando alcune ingenuità

    @ Azusa: cioè… pensavo tu conoscessi Lovecraft a menadito, Chtulhofila come sei… mi hai colto davvero di sorpresa!

    Commento di tanabrus | 13 aprile 2010

  7. Mio marito è sacerdote di Chtulhu.
    Io sono giusto la governante, che per caso vive con entrambi.

    Commento di Azusa | 14 aprile 2010

  8. Eppoi, credo nell’invito a non scegliere il male minore. :LOL:

    Commento di Azusa | 14 aprile 2010

  9. Il “LOL” finale è tremendamente da Bakuman.
    Ne sei conscia, vero? 😀

    Commento di Tanabrus | 14 aprile 2010

  10. Zitto e leggi. 😛

    Commento di Azusa | 16 aprile 2010


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