La torre di Tanabrus

Did you miss me?

American Psycho


Autore: Bret Easton Ellis
Editore: Einaudi
Prezzo: € 11,00
Pagine: 517

Non so bene cosa mi aspettassi da questo libro.
Ricordavo vagamente dai tempi del liceo lo stile di Ellis, comunque pensavo di leggere di una persona apparentemente normale che invece era un efferato assassino.
Tecnicamente si, è quello che ho trovato. Ma mi ha lasciato l’impressione di un guscio vuoto.

Cerco di spiegarmi.

Ammetto che il fatto di descrivere continuamente nei minimi dettagli i vestiti delle persone, per quanto renda benissimo l’idea della mentalità imperante tra questo tipo di persone, mi abbia indisposto fin dai primi capitoli visto che per me quei brani erano arabo e praticamente li avrei potuti saltare allegramente senza perdere niente.
Ammetto anche che, per quanto apprezzi un po’ di sana ultraviolenza come chiunque altro, certe scene superano in perversione e in orrore quanto abbia finora trovato, a volte anche troppo eccessive per i miei gusti. Ma non me ne lamento certo, era ovvio ci fossero queste scene nel libro.

Quello che semmai ha cominciato seriamente a disturbarmi è stato il fatto che le vittime fossero completamente casuali, il protagonista non era mosso da chissà quale psicosi o mania di grandezza o desiderio di rivalsa. No, era semplicemente spinto da una sete di sangue. Il bisogno di violenza, il bisogno irrefrenabile di uccidere e fare soffrire.
Un bisogno reso ancora più strano dal fatto che lui stesso non ne provasse chissà quale piacere.
A dire il vero, non provava assolutamente niente.

Una specie di Dexter, se ricordo bene l’unica stagione che ho visto del telefilm.
Una persona incapace di provare emozioni e sentimenti, totalmente priva di empatia, attratta dalla morte e dal dolore (altrui).
Bene, Dexter alla fin fine non mi era dispiaciuto. Ma quello che qui mi è mancato, è l’approfondimento.
Ma andiamo per ordine.

Patrick Bateman si muove in un ambiente totalmente finto, la Wall Street degli anni ’80. Un mondo di cloni, tutti vestiti eleganti, tutti curati e in perfetta forma fisica e sorridenti e amici di tutti. Un mondo dove tutti si assomigliano, in un modo o nell’altro, tanto che quasi sempre quando qualcuno pensa di aver visto una certa persona in giro, gli viene detto che no, non è lei ma tale altra persona.
Giovani, ricchi, di successo. Accompagnati da corpoduro, ragazze bellissime, alte, bionde, prosperose, magre. Quasi sempre troie, sceme e legate solo ai soldi dei loro ragazzi del momento.
E tutti, uomini e donne, preda della cocaina.

Inoltre, come ho detto, Patrick ha questo impulso omicida, questa violenza dentro (ereditaria? gli accenni a suo padre, la madre pazza, il cugino stupratore farebbero pensare di si) che lo spinge ad atti sempre più efferati.
Tortura animali, uccide e tortura barboni per la strada, abborda ragazze che si porta a casa e che con calma sevizia, stupra e uccide ragazze trovate per strada. Arriva anche al cannibalismo, alla fine.
E porta gli abiti sporchi di sangue in tintoria a lavare, i resti dei cadaveri li mette in sacchi della spazzatura fuori dal palazzo.

Ma in tutto questo, poche volte vediamo cosa provi realmente Patrick.
Momenti di introspezione in cui Patrick osserva l’oscurità in sè non sono frequenti, e invece sono ciò che avrei voluto trovare.

Può essere che in realtà questo sia un capolavoro, e che io a metà ne fossi talmente schifato saltandone paragrafi e addirittura un paio di capitoli (dopo essermi accertato non avessero attinenza con la storia… la carriera musicale di Janet Jackson che c’entrava nel tutto?) da non accorgermene.
Ma il fatto di aver dovuto saltare paragrafi e forzarmi a leggere fino alla fine non mi accadeva dai tempi di Cose preziose e per quanto mi riguarda significa solo che il libro non mi è piaciuto.

Interessante il soggetto, interessante l’idea del personaggio e di tutto il contorno umano che lo accompagna, ma per me la cosa è stata sviluppata male. Sbaglierò, possibilissimo, ma a ora penso solo che purtroppo assieme a questo libro ne ho preso un altro di Ellis e prima o poi dovrò leggermelo.

Voto: 4/10

5 aprile 2010 - Posted by | Ellis Bret Easton | , ,

2 commenti »

  1. A me il libro non era piaciuto per gli stessi tuoi motivi.
    L’ho trovato davvero noioso, ripetitivo, e senza una vera e propria personalità.
    Al contrario, ti consiglio di recuperare Dexter.
    La prima stagione è la peggiore perché tratta dai libri (a me non era piaciuta granché, nonostante vedessi delle potenzialità) ma dalla seconda stagione in poi è anarchia pura, è come se la serie si liberasse totalmente dell’eredità dei libri prendendola a calci.
    Sia la storia che i personaggi evolvono in maniera splendida 🙂

    Commento di Muscaria | 5 aprile 2010

  2. In un certo senso quel libro dovrebbe proprio dare l’impressione di un guscio vuoto…

    Commento di Bruno | 11 aprile 2010


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