La torre di Tanabrus

Did you miss me?

L’acchiapparatti


Autore: Francesco Barbi
Editore: Baldini Castoldi Dalai
Prezzo: € 18,50
Pagine: 466

Più che una lettura, questa è stata una rilettura.
L’acchiapparatti è infatti la riproposizione de L’acchiapparatti di Tilos, fantasy italiano del pisano Barbi che lo scorso anno aveva avuto un discreto successo, pur essendo pubblicato da una piccola casa editrice.
Io lo avevo apprezzato parecchio, ed evidentemente non sono stato il solo: i diritti del libro sono stati acquisiti dalla BCD che dopo aver fatto dare un’ulteriore controllata al libro all’autore, lo ha ripubblicato. Questa volta dandogli maggiore visibilità.

Ammetto di essere stato contento, quando l’ho visto sugli scaffali dell’Esselunga.
In un certo senso, mi sembrava quasi di aver conosciuto questo libro quando muoveva i primi passi, e ora me lo sono ritrovato spavaldo e maturo, in bella mostra accanto ai best seller e ai titoli delle grandi case editrici.
Complimenti!

Non starò a parlare del libro. La storia è la stessa dello scorso anno, ovviamente, rimando quindi alla recensione della sua prima versione.

Ho riletto il libro, però, in parallelo con la prima versione. Per poter vedere cosa è stato cambiato, e capire se nel passaggio il libro ha guadagnato o meno.
Alla fine della rilettura, posso affermare senza problemi che si, il libro ci ha guadagnato.

Premetto che non sono portato per le analisi tecniche, solitamente parlo di quello che mi lascia il libro, di cosa ne penso. Ma visto che della storia ho già parlato e devo parlare delle differenze tra i due libri, un minimo dovrò provarci…

Del prologo penso di avere già parlato in passato. Il nuovo prologo è nettamente migliore del vecchio, malgrado gli eventti siano gli stessi: c’è più visione d’insieme, visto che poi il ragazzo ricompare; e ha più senso il tutto, con i briganti che cercano di tenere un basso profilo invece di comportarsi da bulli e attaccabrighe.

Poi, nei capitoli successivi, ci sono diversi tagli di parti che penso di poter identificare come infodump. E nelle parlate vengono spesso eliminati termini troppo forbiti per uscire dalle bocche di chi sta parlando.
Anche le parlate e i pensieri di Ghescik e di Gamara sono resi molto meglio, con meno raffinatezze. Più consoni ai personaggi.

Mi sono piaciute anche le nuovi parti relative al Mietitore con Ghescik nella testa: il passaggio al presente rende bene l’idea di immedesimazione e sopratutto di stacco netto con il resto della narrazione.E poi ci sono i cambiamenti più corposi.
Un capitolo, quello del racconto della storia del Mietitore a Giloc, diviso in due capitoli; un capitolo aggiunto di sana pianta -e che di certo non stona, rendendo più pressante il pericolo del Mietitore in libertà- e il ritorno sulla scena di Isotta, che si dimostra seriamente preoccupata per i due compagni di viaggio malgrado il trattamento sempre ricevuto da Ghescik. E che si dimostra pure l’onesta professionista che è, cosa che nella vecchia versione non era mai apparso così lampante come durante il suo ritorno in scena.
C’è una maggiore… coralità, ecco. Più personaggi che ritornano, anche brevemente.
E sopratutto mi è piaciuto che Zaccaria sia stato reso più cosciente di ciò che accadeva, più misterioso e profetico. Fino ad arrivare alle sue spiegazioni prima dello scontro finale, con tanto di rivelazione sullo spirito dello stregone intrappolato nella terza parte.
Nota folkloristica, invece, il fatto che gli occhi di Gamara siano passati dall’azzurro al nero. Ancora più cupo, il nostro cacciatore d’uomini!!!
In definitiva, direi che la cura ha fatto bene al libro, anche se i miglioramenti sono comunque abbastanza superficiali visto che il libro non necessitava di chissà quale ritocco.
Anche la rilettura ha confermato i giudizi che avevo espresso all’epoca, rileggendolo mi è venuta voglia di leggere il seguito.
Torno a consigliarlo a chi volesse un buon fantasy low magic, ambientato in un paesaggio estremamente realistico.

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29 marzo 2010 - Posted by | Barbi Francesco | , , , , ,

6 commenti »

  1. cavolo ho letto al tua recensione della prima lettura e mi sa che da oggi mi metterò in cerca 🙂 tanto da quello che ho capito potrei non dover penare troppo per trovarlo.

    Commento di fed | 29 marzo 2010

  2. Io lo trovo ovunque, di questi tempi… anche sabato sera alla Edison (ed esposto tra le novità, non buttato nella sezione “Bambini”. Merito della nuova copertina più cupa, penso).

    Commento di tanabrus | 29 marzo 2010

  3. @tanabrus: Merito della nuova copertina, ma soprattutto dei tipi della Baldini Castoldi Dalai.
    Grazie mille per l’articolo e per tutto il tempo che hai deciso di dedicare ancora all’acchiapparatti.
    Sono molto contento che tu abbia apprezzato modifiche, tagli e aggiunte. In particolare sono felice che tu abbia colto il lavoro (leggero, ma complesso) per rendere più verosimile e comprensibile l’evoluzione di Zaccaria. Il fatto che tu, infine, abbia notato anche il particolare degli occhi di Gamara, e ne abbia cercato il possibile motivo, mi ha colpito.

    Commento di Francesco Barbi | 29 marzo 2010

  4. Beh, quando parlo di lettura in parallelo intendo proprio in parallelo: prima edizione sulla sinistra, seconda sulla destra. Leggo dalla destra, comparo con la sinistra.

    Non penso di fare mai più qualcosa del genere, è stancante 😛

    Commento di tanabrus | 29 marzo 2010

  5. io ho comprato a suo tempo la prima edizione…e chissà che un domani non mi ritrovi un piccolo tesoretto da collezione tra le mani!! 🙂

    Commento di coco | 16 maggio 2010

  6. […] Torre di Tanabrus: L’acchiapparatti […]

    Pingback di Qualche recensione tornata a galla | | 15 marzo 2011


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