La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il nuovo o il vecchio?


Lo spunto per questo post mi è venuto leggendo questo articolo su Speculative Horizons.

E’ vero, con l’avvento dei blog dedicati alla letteratura è aumentata la possibilità dei lettori di farsi un’idea sui libri prima di comprarli, diminuendo così la probabilità di prendere delle fregature clamorose in libreria.
Basta trovare un blog o un utente  (anche su Anobii) che abbia dei gusti simili ai nostri, e tenersi informati. Se un libro non gli piacerà, e le motivazioni saranno tali da far dire al possibile lettore “ommammamiacheschifo”, molto probabilmente il libro non gli piacerà.
E se poi le stesse cose saranno dette da più fonti, la possibilità diventerà quasi una certezza. Il libro non sarà comprato e ci sarà un lettore scontento in meno in giro.

Tutto vero.
Del resto io ho cominciato seguendo il blog di Mirtillangela, che aveva gusti abbastanza simili ai miei. Poi sono strabordato dalle parti di Fed (quando ancora parlava di libri invece che solo di rugby e batteria, sfaticata che non è altro) e del grappomane Val. Poi sono passato ai blog americani, che hanno una tradizione più lunga rispetto a noi, oltre a un bacino di utenti enorme e a un’editoria che sforna titoli in quantità industriale ogni singolo mese.
Lì i blog seri hanno più persone che recenciscono i titoli. Fanno approfondimenti. Addirittura ricevono parecchi titoli in uscita dalle case editrici, che hanno compreso quanto possa essere utile farsi recensire da chi la gente ascolta realmente (e no, non sono i critici sui giornali).

Certo, la cosa mi lascia perplesso sulla validità di recensioni fatte su libri ottenuti in dono dall’editore… ma le peso con criterio, valuto quelli che vengono definiti come punti di forza, valuto la trama, valuto altre opinioni, lascio il titolo a fermentare per un bel po’ che tanto prima che arrivi in Europa passa del tempo. Solo i più forti sopravvivono e finiscono in whishlist, è la dura legge di Darwin applicata ai libri americani.

Ma sto divagando.

Quello che viene segnalato nell’articolo è verissimo.
Tutte queste recensioni, o almeno quasi tutte (mi viene in mente l’iniziativa di Eleas qualche tempo fa, supportato da diversi bloggers che hanno recensito svariati libri classici) riguardano libri nuovi. Partono dal presupposto, se vogliamo dire così, che il lettore abbia già letto quello che c’è da leggere.
Che si tratti di Dante, di Dumas, di Verne, di Pirandello, di Tolkien, della Le Guin, di Heinlein, di Asimov.
Cioè, il mio blog è cominciato un paio di anni fa, e quindi non ha mai preso in considerazione nemmeno Gli inganni di Locke Lamora, o Jonathan Strange & Mr. Norrell… oltre a quasi tutti i libri di Martin e di Jordan, tanto per dirne alcuni.

E in effetti quando ho cominciato a leggere fantasy non avevo nemmeno idea di cosa fosse un classico e cosa magari fosse minestra riscaldata. Ho avuto un po’ d’aiuto dai forum, ma anche lì comunque la maggior parte dei topic erano su libri nuovi. Al limite qualcuno chiedeva consigli “per cominciare, avendo letto solo questo e quest altro” e lì venivano citati gli autori “fondamentali”.
Era utile, anche se molto vago.

E non sarebbe male fare qualcosa del genere.

Non ho certo intenzione di mettermi a rileggere tutte queste opere (che pure meriterebbero una bella rilettura, ma sono umano e ho un tempo limitato per la lettura: se leggo quelli, ignoro nuovi libri… buon per chi riesce a leggersi un libro a notte), magari però ogni tanto riprendere in mano, chessò, l’esalogia di Dune e parlarne, darne una valutazione per quello che mi ha lasciato dentro a distanza di tempo (non molto, saranno un paio d’anni, ma tant’è). Oppure tirar fuori Dragonlance, la Riftwar, le saghe di Shannara, Elric di Melnibonè, la Troisi, Salgari, il romanzo di Excalibur…
Potrebbe essere interessante. Bello per me, che così tornerei a pensare magari a libri che da tempo non prendo nemmeno in mano, e -spero- utile per qualcuno che potrebbe cercare dei consigli più datati.

E i miei venticinque lettori che cosa ne pensano?

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24 marzo 2010 - Posted by | Altro |

7 commenti »

  1. Non sono una grande lettrice di fantasy, però sono una vera e propria divora-libri, e l’argomento mi interessa tantissimo.

    E’ vero quel che dici, internet coi suoi mezzi di diffusione influenza senza alcun dubbio le vendite (e le non vendite) dei libri.
    Anzi, io credo che questo sia diventato il punto forza (e allo stesso tempo debole) delle case editrici in generale, perché è un’arma a doppio taglio.
    Se da un lato si ottiene pubblicità gratuita, dall’altro c’è il risvolto negativo: il prodotto, quando non piace, viene criticato non in privato, ma pubblicamente, davanti a migliaia di possibili lettori.

    Anche io non sono del tutto convinta sulla validità della recensione di libri ricevuti in dono dalle case editrici.

    Fra l’altro vuoi mettere quanta passione possa esserci nella recensione negativa di un libro che ti è costato 18 euro, o più, e che ti ha fatto schifo?
    Sei portato a notare anche i più piccoli dettagli e a voler infierire su essi.

    Poi c’è il fattore “interesse”, nel senso che… cosa ne sappiamo che chi recensice in una certa maniera non abbia poi un certo tornaconto?

    La cosa migliore è, come hai detto tu, dare il giusto peso e fare decantare il tutto, in attesa di poter poi controllare di persona.

    La tua idea di prendere in mano ogni tanto un classico è un qualcosa che mi sta balenando per la testa già da un po’.
    Ma è sempre stata solo un’idea che non ho poi mai messo in atto, forse sarebbe l’ora di farlo? 🙂

    Commento di Muscaria | 24 marzo 2010

  2. Di stare attento, soprattutto se vuoi rileggere librri cui eri affezionato. 🙂
    Io ho iniziato a leggere fantasy con Brooks, e due anni fa ho impiegato tre giorni (IO!) per leggere un racconto di una cinquantina di pagine su un’antologia.
    Ci sono classici che resistono al tempo, e in cui riscopri sempre nuove cose; altri che erano magari innovativi al tempo, ma che hanno perso la loro carica.
    In genere, li si riconosce, a distanza; e io consiglio di mantenere il tenero ricordo, ma non riprenderli in mano.

    Commento di Azusa | 25 marzo 2010

  3. Ma infatti non intendo rileggerli, altrimenti dovrei prendermi una vacanza apposta per quello.

    Mi limiterò a prenderli in mano, guardarli con aria meditabonda e pensare a ciò che ne ricordo. Alle emozioni provate all’epoca, e a quello che a oggi mi rimane di quelle emozioni, cosa ne penso ora di quel libro letto tempo fa.

    Commento di tanabrus | 25 marzo 2010

  4. p.s. tempo fa ho dato una “rilettura” alla Spada di Shannara. Rapida. Saltando molti pezzi, andando al sodo.
    Tre ore, direi. 😛

    Commento di tanabrus | 25 marzo 2010

  5. Ne penso bene. 🙂
    Su blog di Eleas tempo fa iniziammo a recensire i classici, però fino ad ora nessuno di “noi” ha parlato di “modernariato”. Da che libro cominciamo? 🙂

    Commento di Valberici | 25 marzo 2010

  6. Userò un metodo scientifico dal nome in codice “mosca cieca davanti ai libri”, immagino 😀

    Commento di tanabrus | 25 marzo 2010

  7. E’ un peccato che il blog di Mirtillangela da te citato non sia più aggiornato….

    La presenza dei commenti dei blogger per me è importante, se non hanno vincoli con questo o quell’editore. Non serve granché invece il parere dei personaggi (per quanto paludati) delle case editrici, visto che devono tirare l’acqua al proprio mulino.

    Leggere i blog, o le pagine di aNobii con le recensioni di altri lettori, per me è sempre utile (e se la maggioranza è sfavorevole almeno sappiamo che, se leggiamo quel libro, ce la stiamo andando a cercare). Ma i “pareri degli altri” sono più utili se sappiamo chi è che li scrive e come la pensa…

    Quanto al commentare libri del passato… beh, io scrivo il mio parere su quello che leggo, e posso leggere oggi libri anche molto vecchi. Ad esempio ho letto Ursula LeGuin soltanto di recente.
    Ma andare a commentare un libro letto dieci anni fa, senza ricordarselo bene, è un po’ difficile, no?

    Commento di Bruno | 28 marzo 2010


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