La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Gardens of the moon


Autore: Steven Erikson
Editore: TOR
Prezzo: € 7,25
Pagine: 657

Una premessa.
Questa serie, The Malazan Book of the Fallen, è tradotta anche in italiano.
Perchè allora me la leggo in inglese? Non solo per i libri tagliati a metà, in puro stile Martin o Hobb, il che è una cosa che odio dal profondo. Non solo. Anche il fatto che il titolo stesso della serie sia diventato  La caduta di Malazan.
Non sono certo un traduttore, ci mancherebbe, ma mi sembra un tantinello diverso da una sorta di Il libro Malazan del caduto (o della caduta).
E la metamorfosi del titolo mi ha fatto temere altre metamorfosi all’interno. Poi c’erano i libri spezzati, e la decisione è stata rapidissima.

Dopo la doverosa premessa,  il libro.
Sono partito con l’idea che fosse in qualche modo simile a Le cronache del ghiaccio e del fuoco, e non c’ero andato lontanissimo. La mole di personaggi fa effettivamente venire in mente i libri di Martin, ma c’è più azione e meno introspezione psicologica.
Martin passa interi capitoli a farci entrare nella testa del personaggio, creando così odio imperituro verso un’aberrante Sansa Stark e simpatia verso il prode Jon, l’eccelso Tyron, la povera Arya… in quelle pagine arriviamo a conoscere realmente i personaggi, vivi e tridimensionali. Ma l’azione spesso latita.
Qui invece l’azione è il fulcro di tutto. C’è una solida trama, viva, e ci sono sottotrame su sottotrame, giochi di potere nascosti da mosse e contromosse. E sopratutto ci sono magia e divinità. Siamo in un mondo realmente fantasy.
Ecco, potrei definire questa saga, basandomi sul primo libro, come un incrocio tra la saga di Martin e  quella del compianto Jordan. E magari con un’infarinatura di Forgotten Realms, perchè no.

Raccontare un poco di cosa parla questo libro è proibitivo, così come sarebbe proibitivo riassumere brevemente ciò di cui parlano i libri di Martin.

Abbiamo una prima trama che è linere: giochi di potere all’interno del grande impero Malazan, con la nuova Imperatrice ancora intenta a fare piazza pulita di chi è rimasto leale al vecchio imperatore (ucciso da lei, peraltro). E tra i bersagli di questo suo desiderio di pulizia ci sono il generale Dujek Onearm e la compagnia dei Bridgeburners del sergente Whiskeyjack. Questo mentre l’impero, mai in pace, affronta delle guerre di espansione verso le città di Pale e di Daruhjistan.
I nemici dell’impero, queste nuove città da sottomettere, sono supportati dal temibile signore della guerra Caladan Brood e sopratutto da Anomander Rake, Signore della progenie della luna, che vive sulla sua città volante a forma di luna assieme agli ultimi della sua razza, i Tiste Andii.

Ma a questa storia si mescolano i giochi delle divinità e le loro influenze.
Così abbiamo Dei che si risvegliano, divinità che decidono di interferire nei piani altrui gettando nella mischia una spada e una moneta mossi dalla Fortuna, antichissime e potentissime creature che tornano in vita cercando la distruzione totale di ciò che li circonda.
Abbiamo il cavaliere dell’Alta Casa Oscurità lottare contro l’impero Malazan, così come l’Alta Casa Ombra vede Shadowtrone e il Patrono degli Assassini fare dei piani complessi per ottenere la loro misteriosa vendetta nei confronti dell’Imperatrice.
Abbiamo i Mastini dell’ombra e i draghi, creature non-morte e cavalcature volanti, un interessante sistema di magia basato sui Warrens e un passato ricchissimo di razze e di eventi.

Le informazioni relative al background del mondo, al mazzo dei Dragoni, alla magia… tutte queste notizie sono centellinate, senza paternali o lunghi e noiosi paragrafi esplicativi.

Come ho detto, non c’è l’introspezione di Martin. Non mi sono mai sentito veramente vicino a Paran, o a Lorn, o a Tattersail, Whiskeyjack, a Crokus, a Kruppe. Partecipe delle loro vicende, certo, ma mai vicino a loro come lo sono stato a suo tempo con Tyron Lannister o con gli Stark, inutile negarlo.
Ma la storia ti prende, e mentre sulla scena irrompono sempre più giocatori il timore che la cosa si disperda troppo rendendo questo primo libro solamente un “prima parte di tot” scompare grazie a un’utilissima trovata: Il potere attira il potere. Cioè, una spiegazione insita nella struttura stessa di quel mondo, che spiega come mai finiscono col crearsi convergenze di poteri, luoghi in cui si riuniscono inconsapevolmentee creature di grande potere. Crocevia per il destino della storia.

E malgrado la psicologia non sia il punto forte del libro, trovo che Anomander Rake sia caratterizzato ottimamente. Forse la migliore caratterizzazione, assieme a Tattersail e a Lorn.
Quando il Taste Andii spiega come mai fa lottare il suo popolo per i cittadini di Pale o di Daruhjistan acquista uno spessore notevole. La malinconia derivata da millenni di vita, l’indifferenza verso le vicende del mondo, la lenta morte che ormai alberga negli spiriti della sua gente, la speranza che una qualche causa esterna possa riaccendere in loro la vitalità. Molto bello.
Così come è bello l’incontro tra la maga Tattersail e Lorn, il braccio dell’imperatrice. Tattersail pronta a pagare per  il vechio errore di gioventù, Lorn che vede distrutta l’impassibilità della sua maschera imperiale facendo riaffiorare la donna che vi si nascondeva dietro e che solo Paran aveva intravisto, anni prima. Una maschera che si incrinerà sempre di più durante il viaggio della donna, rendendola sempre più umana e dibattuta tra la propria coscienza e il proprio dovere imperiale. Affascinante.
Tra l’altro, ho pure un sospetto sul motivo dell’odio tra l’Alta Casa Ombra e l’Imperatrice, chissà se alla fine ci avrò visto giusto…

In definitiva sono rimasto molto contento di questo libro, primo volume della saga.
Personaggi con motivazioni non banali e con doppi giochi a vagonate, tutti hanno i loro motivi reconditi per agire e raramente sono quelli che vengono sbandierati ufficialmente.
L’unico mio dubbio ora è se gli altri libri li leggerò facendo arrivare i libri in inglese, o se la lettura avverrà tramite e-reader…

Voto: 8/10

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21 marzo 2010 - Posted by | Erikson Steven | , , , ,

8 commenti »

  1. Lo sai quel che penso delle traduzioni italiane, non posso quindi far altro che essere d’accordo con te.
    Il titolo della serie in italiano sfiora il ridicolo.

    PS: lo sai che True Blood ricomincia il 13 giugno? 🙂

    Commento di Muscaria | 22 marzo 2010

  2. Certo che lo so! 😛
    E Sons of Anarchy ricomincerà a settembre, immagino… date troppo lontane.

    Per ora mi gusto Caprica (e proverò Pacific).

    Commento di tanabrus | 22 marzo 2010

  3. Immagini bene infatti, per Sons of Anarchy la data è settembre!
    Caprica sto continuando a rimandarlo, ma mi sa che è tempo di guardarlo 😀
    Anche io pensavo di provare Pacific (per il momento ne ho visto solo alcuni minuti)

    PS: di True Blood hai visto il video “Back in Production”? 😛

    Non vedo l’ora che ricominci!!!!

    Commento di Muscaria | 22 marzo 2010

  4. Oddio, io non sapevo la data! (Tan, un altro appunto sul mio libro nero…)
    grazie Muscaria! ^^
    Dove posso trovare Back in Production?

    Commento di Azusa | 24 marzo 2010

  5. Con tutti i tuoi appunti sul libro nero, sono fortunato che
    1) non sei Light e il libro non è il Death Note
    2) anche se volessi venirmi a cercare per farmela pagare, non mi riusciresti mai a trovare 😛

    Commento di tanabrus | 24 marzo 2010

  6. @ Azusa: scusa ho letto solo adesso!
    Il back in production lo trovi qui: http://www.hbo.com/true-blood/index.html
    (sul lato destro)

    Oppure da me, se ti manca anche il video “Corrupt” (quello coi Depeche Mode)

    http://foodwrigraphy.blogspot.com/2010/03/true-blood-back-in-production.html

    Evvaiiiii una persona in più che guarda True Blood! 😛

    Commento di Muscaria | 25 marzo 2010

  7. […] 6,84 Pagine versione cartacea: 1021 Data di pubblicazione: 2002 Saga: Malazan book of the fallen Gardens of the moon (1999) Deadhouse gates (2000) Memories of ice (2001) House of chains (2002) Midnight tides (2004) […]

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  8. […] Pagine versione cartacea: 836 Data di pubblicazione: 2008 Saga: The Malazan book of the fallen Gardens of the moon (1999) Deadhouse gates (2000) Memories of ice (2001) House of chains (2002) Midnight tides (2004) […]

    Pingback di Toll the hounds « La torre di Tanabrus | 6 ottobre 2015


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