La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Mistborn – L’ultimo impero


Autore: Brandon Sanderson
Editore: Fanucci
Prezzo: € 22,00
Pagine: 692

Un pericolo inimmaginabile che minaccia di distruggere il mondo.
Un’antica profezia che un profeta riesce a comprendere.
Un campione designato dal destino quale Campione delle Ere, colui che affronterà il Baratro per la salvezza del mondo. Un ragazzo riluttante a fare l’eroe, pieno di dubbi sul suo ruolo e sul suo essere veramente l’eroe della profezia.

Ecco, tutto questo non c’è nel libro.
O meglio, tutto questo è successo ma mille anni prima.

L’eroe ha vinto, ma dopo la vittoria ha unificato il mondo intero sotto il suo dominio dispotico, assurgendo a uno stato divino e governando ininterrottamente questo suo mondo per un millennio.

Comincio parlando dell’ambientazione. Buona, molto buona.
Ci troviamo in un mondo post-fantasy, lo scontro epico è già avvenuto e la profezia si è avverata. Però poi la vita continua.
E in questo caso, il moralmente dibattuto eroe sembra aver deciso che il mondo appena salvato si sarebbe trovato meglio se unificato sotto la tirannide di qualcuno. Lui.
E ora il mondo è da mille anni avvolto da una spessa coltre di nubi che nascondono il cielo e lasciano solo intravedere un pallido sole rossastro. Piove cenere. Le piante sono stentate e sofferenti, e da tempo ormai il verde è sparito dalla vegetazione.

Questo mondo creato dall’Eroe vede la popolazione divisa in due caste.
Ci sono i nobili, altezzosi e coinvolti in intrighi politici tra di loro, che godono di privilegi e vivono di commerci; sono i discendenti di chi un millennio addietro aveva sostenuto l’ascesa al potere del Lord Reggente.
E ci sono gli skaa, la vile plebaglia, la massa. Schiavi. Proprietà del sovrano, costretti a lavorare per il semplice cibo, vittime indifese di ogni tipo di sopruso. Le loro volontà spezzate da mille anni di schiavitù e dall’imponente presenza del loro Dio, l’immortale Lord Reggente.

Mi piace come ambientazione. Cupa e abbastanza priva di concrete speranze.

Un altro punto a favore del libro è la magia, molto originale. Qui viene chiamata Allomanzia.
L’allomanzia è possibile solamente a certi individui, principalmente per un fattore di sangue. Origini. Antenati. E consiste nella capacità di inghiottire un metallo puro, immagazzinarlo dentro di sè e quindi bruciarlo per ottenere un determinato potere. Ci sono otto metalli utilizzabili, e a seconda del metallo che l’allomante è in grado di bruciare viene chiamato con diversi nomi: Lottatore, Offuscatore, Sedatore, Sobillatore…
Questi allomanti sono anche detti Misting.
Ci sono poi delle persone più rare, in grado di bruciare tutti e otto i metalli. Questi sono i Mistborn, e sono molto potenti.
Più potenti di loro, oltre al Lord Redentore, ci sono solo gli Inquisitori d’acciaio. Si tratta di persone modificate dal Lord, con due spuntoni d’acciaio che gli trafiggono gli occhi. Questi Inquisitori sono in grado di usare i poteri di un Mistborn, ma sono al contempo molto più forti e in grado di guarire velocemente da ogni tipo di ferita.

Detto dell’ambientazione e del sistema di magia, passiamo ora alla storia.
Inizialmente la storia mi aveva dato un vago senso di deja vu, visto che alla fin fine il gruppo di protagonisti era un gruppo di ladri. Dotati di poteri allomantici, quasi sbruffoni, fondamentalmente buoni e goliardici. Mi ricordavano i Bastardi Gentiluomini, tanto che sono andato a controllare le date di pubblicazione dei due libri. Questo libro è stato pubblicato ben 21 giorni dopo il libro di Lynch, quindi direi che nessuno dei due autori ha preso spunto dallo scritto dell’altro. Una simpatica coincidenza, dunque.
Dicevo che i protagonisti sono ladri. Il loro essere ladri però si interseca con il piano di scatenare una ribellione skaa, ed essendo simili ai Bastardi Gentiluomini pensano anche loro in grande: intendono semplicemente prendere possesso della capitale con un esercito ancora da creare e uccidere o imprigionare l’immortale e divino Lord Reggentee. Un gioco da ragazzi, insomma.
La storia comunque non presenta sbavature o contraddizioni, e fa quasi tenerezza la mutazione della giovane Vin da ladruncola cinica e spaventata a ragazza in grado, per l’amore e per gli amici, di affrontare Inquisitori e Lord Reggente.

I personaggi sono ben caratterizzati, anche se alcuni rimangono per lo più sullo sfondo in questo primo libro. Qui i protagonisti sono Kelsier, la sua apprendista Vin, l’aiutante Sazed. Tutti gli altri compaiono, sono ben delineati, hanno ruoli importanti… ma rimangono in disparte. Le loro personalità non sono sfaccettate come quelle di questi tre. Ham è il guerriero, anche se ciò è in parte mitigato dal suo porsi domande filosofiche di continuo; Breeze ha modi aristocratici e ama le sfide; Clubs è scontroso ma leale; Dock è la spalla silenziosa e coscienziosa.

Personaggi buoni, storia buona, trama buona. Anche se sembra che venga detto subito quasi tutto, quando si entra nel vivo del libro pare quasi che le uniche domande che rimangono siano riguardanti cosa accadde allo scontro finale del Campione contro il Baratro, come il mondo si sia ridotto così e cosa sia accaduto al fratello di Vin. Perchè pare ovvio che il fratello di Vin sia qualcuno potente, o che comunque sappia molto e aspetti solo l’occasione adatta per saltare fuori. Più volte mi sono detto “se ora salta fuori che il  fratello è questo e quest altro, sarà una mezza delusione visto che la cosa è troppo ovvia”.
Alla fine il fratello salta fuori. E no, non avevo intuito un cavolo. Ottimo!

Ma come dice spesso Kelsier, c’è sempre un altro segreto.

C’è il segreto dei cristalli di Atium; c’è il segreto dietro al piano di Kelsier, che quando viene infine rivelato completamente mi ha lasciato stupito e mi ha fatto quasi pensare a Dune; c’è il segreto del Lord Reggente; c’è il segreto dietro agli Inquisitori.
Tutta roba alla quale per la maggior parte del tempo quasi non si pensa, finchè non finiamo con lo sbatterci contro.

Inoltre questo libro fa parte di una trilogia, ma è perfettamente fruibile come volume a sé stante. Rimangono senza risposta le domande su cosa accadde mille anni prima per arrivare a questa situazione, ma quelle relative agli eventi del libro ricevono risposta, e gli eventi stessi giungono a una conclusione.
Una conclusione che a cose normali mi avrebbe lasciato indispettito, con tutta l’eccessiva confidenza mostrata dal nemico di turno, ma vista la particolare situazione e la noia che una persona deve provare dopo mille anni, la maggior parte dei quali senza niente da fare né nemici che diano fastidio, direi che il tutto è molto comprensibile e giustificabile.
Lo stile di Sanderson è piacevole, semplice e scorrevole. Le pagine scivolano quasi senza accorgersene, le settecento pagine sembrano molte meno per come van via.
Inoltre l’inizio dei capitoli alla Dune, con brani tratti da un libro -che poi saarà presentato durante la narrazione- alimentano la curiosità del lettore riguardo a questo Campione poi divenuto il dispotico e malvagio Lord Reggente.

Tutto bene e bello, quindi?
Via, a voler cercare il pelo nell’uovo posso dire che il finale è troppo a lieto fine per i miei gusti. O che manca di epicità, almeno in questo primo volume.

In definitiva, un’ottima lettura. Spero che i due volumi successivi si mantengano su questi livelli, e sopratutto che la Fanucci li pubblichi quanto prima.

Voto: 9/10

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17 gennaio 2010 - Posted by | Sanderson Brandon | , , , ,

6 commenti »

  1. Lieto che Mistborn ti sia piaciuto 🙂
    E non preoccuparti: per il secondo non dovrai aspettare molto 😉

    Comunque, ora che l’hai letto, ti rimando a un vecchio post sul mio blog (che tra l’altro avevi commentato): http://darak.iobloggo.com/108/driving-mister-rothfuss
    Perché? Che c’entra? Vediamo se lo scopri 😉

    Lunga vita e prosperità,

    Gab/Darak

    Commento di Darak | 20 gennaio 2010

  2. Uhu… lascerai trapelare qualche anticipazione sul secondo libro di Pat?
    O ti hanno avvisato che a breve ti arriveranno tante belle pagine da tradurre, in vista magari di un’uscita italiana in contemporanea con la statunitense? O comunque ti hanno dato delle date?

    Se non è nessuna di queste, posso pensare solo a un Sanderson che verrà in tour in Italia!!!

    Commento di tanabrus | 20 gennaio 2010

  3. Nulla di tutto questo e nessuna novità o anticipazione particolare.
    Il post è esattamente come l’ho scritto mesi fa, solo che… nasconde qualcosa, che si può trovare solo… pensando come Kelsier 😉

    Commento di Darak | 20 gennaio 2010

  4. Boh, l’unica cosa che mi viene in mente è la conferma di te come traduttore anche per il secondo libro, ma pensavo fosse ovvia come cosa.

    Commento di tanabrus | 20 gennaio 2010

  5. Lo so, sono criptico… e in più adoro l’enigmistica, quindi provo a svelare l’arcano.

    Ai tempi in cui scrissi il post stavo appunto traducendo il primo volume di Mistborn. Come ho affermato varie volte sul mio blog, non è mia abitudine rivelare quello su cui sto lavorando al momento, e dei libri che traduco parlo solo una volta pubblicati.
    In quel caso feci una sorta di eccezione, ben conscio del fatto che nessuno se ne sarebbe potuto accorgere senza un’apposita imbeccata (in alternativa, per riuscirci, sarebbe stata necessaria una mente bacata come la mia ;))

    In quel post, infatti, si nascondono non uno, ma ben due indizi in tal senso.
    Il primo, dal sapore puramente enigmistico, è una frase (o potremmo dire LA frase) emblematica di Kelsier: guarda attentamente determinate parole e dovresti trovarla.
    Il secondo è invece celato tramite opzioni testuali, e riporta a chiare lettere nome e titolo… virtualmente invisibile (quasi come lo smilino in fondo a questa tua pagina)… a meno che non si sappia COME cercare.

    Sono pazzo, lo so 😀

    Commento di Darak | 21 gennaio 2010

  6. Ma meraviglioso!!!! 😀
    Tra l’altro, non sapendo di preciso cosa cercare mi sono messo a spulciare la sorgente html invece di limitarmi a selezionare tutto… diafolo d’un Darak, altro che l’Enigmista! 😀

    Commento di tanabrus | 21 gennaio 2010


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