La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Annibale


Autore: David Anthony Durham
Editore: Piemme
Prezzo: € 12.00
Pagine: 541

L’anno scorso ho letto un bel fantasy epico d’oltreoceano, Acacia, di uno scrittore che non conoscevo assolutamente.
David Anthony Durham.
Sul suo sito avevo scoperto che quello era il suo primo libro fantasy, e che in precedenza aveva scritto altri due libri, uno dei quali pubblicato anche in Italia.

Il libro in questione è questo Annibale, un romanzo storico. Quando qualche mese fa mi ci sono imbattuto in libreria, l’ho preso mosso dalla curiosità visto che lo stile di Durham mi era piaciuto. E anche perchè si trattava di un romanzo storico ambientato nell’antica Roma, periodo storico tra i miei preferiti.

Ovviamente, come si può intuire dal titolo, il libro parla di Annibale Barca e della sua tremenda guerra contro Roma, partendo dalle guerre in Iberia fino ad arrivare alla traversata delle Alpi, alla battaglia del Trasimeno, a Canne, a Cartagine.
Non è che ci sia molto da dire al riguardo, la storia è arcinota e avvincente di per sè.

Posso dire che, dal mio basso livello di conoscenze, non ho visto errori storici.
Un difetto del libro però è che non c’è un punto di vista, ma al contempo non c’è nemmeno un racconto organico. La storia per la maggior parte del tempo viene narrata stando vicini ad Annibale, ma spesso si cambia e ci si trova vicini ai fratelli Annone, Asdrubale o Magone. O anche a qualche romano come gli Scipioni o Fabio Massimo, alle donne della famiglia dei Barca, allo scriba greco Sileno. L’ho visto come difetto perchè mi sembra che sia una scelta di mezzo, un compromesso tra l’assumere il punto di vista di un solo personaggio limitando così la conoscenza dei fatti fornita al lettore, il seguire più punti di vista obbligando però lo scrittore a dare maggior risalto ai vari protagonisti anche in fasi nelle quali non hanno rivestito alcuna importanza, e il limitarsi a raccontare da estraneo l’intera vicenda.
Di sicuro nel libro successivo, Acacia, questo difetto è scomparso visto che lì Durham si muove a proprio agio tra i quattro protagonisti e il capo dei Mein.

Inoltre, una sottotrama presente lungo tutto il libro appare abbastanza incomprensibile.

Un soldato che immagino inventato da Durham, Imco Vaca, baciato dalla fortuna visto che malgrado la sua paura sopravvive a tutte le battaglie fino a diventare capitano e ammesso nella cerchia dei consiglieri di Annibale, si innamora di una donna intravista per caso durante una pausa dalla campagna militare. La donna, Aradna, è una greca ridotta a fare la nomade in coda all’esercito cartaginese per sopravvivere. Col tempo i due si incontrano più volte, un po’ per scherzi del destino e un po’ perchè Imco la sta cercando. Finchè finalmente si riuniscono coronando il loro sogno d’amore. Proprio poco tempo prima di partire per Cartagine e per Zama, che fortuna!
Ecco, se è comprensibile l’utilizzo sporadico del punto di vista del soldato semplice e impaurito per rendere meglio l’idea di queste grandi battaglie, se si può capire il perchè della descrizione dei nomadi che vivevano alle spalle dell’esercito, questa storia d’amore è perfettamente inutile ai fini del libro.
Non lo erano gli amori di Asdrubale, di Annibale, di Massinissa. Amori tragici ma storici e funzionali alla storia. Amori che motivano scelte dolorose, amori che fanno comprendere gli orrori della guerra.
Questo amore fittizio inserito lì in mezzo sembra solo essere stato inserito per mostrare la crescita nel tempo di Imco Vaca, ma mi sembra eccessivo per un personaggio di fantasia in un libro dedicato alla guerra di Annibale contro Roma.

In sostanza, la storia è ovviamente avvincente per sua natura e lo stile è buono.
Ma la mancanza di una scelta netta sul punto di vista e le divagazioni su Vaca non hanno contribuito a rendere il libro avvincente, mentre il fatto di scrivere di una storia straconosciuta avrebbe dovuto spingere a cercare di rendere più intrigante la storia cercando di fare immedesimare il lettore, o di presentargli il tutto sotto una forma totalmente a racconto, tipo il racconto dello spartano in 300.
Diciamo che si vede del buono nella scrittura, che poi fiorirà in Acacia.

Voto: 5/10

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12 gennaio 2010 - Posted by | Durham David Anthony | , , , ,

2 commenti »

  1. Onestamente? Non mi ispira moltissimo. Non so perché, forse è proprio il protagonista a non esaltarmi. Potrei ricredermi però, eh! Spesso romanzi con una trama banale sulla carta mi hanno conquistato dopo poche pagine.

    Ok, questo era il vero commento. Ora il commento editore/politically correct:

    Romanzo bellissimo, consigliatissimo!!! XD

    Commento di Luca Centi | 13 gennaio 2010

  2. Bellissimo il commento editorial correct!!!! 😀

    Commento di tanabrus | 14 gennaio 2010


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