La torre di Tanabrus

Did you miss me?

La ragazza dello Sputnik


 

Autore: Haruki Murakami
Editore: Einaudi
Prezzo: € 10.50
Pagine: 236

 

Devo ancora capire come faccia Murakami a lasciarmi sempre così intontito e spaesato, con i suoi libri. Ci sono solo due autori che devo leggere con cautela e a piccole dosi, per evitare di estraniarmi completamente dal mondo: Palahniuk e Murakami, anche se per motivi diversi. Palahniuk colpisce forte attaccando di volta in volta qualcosa che si da per scontato, demolendolo e ricostruendolo a suo piacere, mettendolo a nudo e mettendo a nudo nel contempo abitudini, usanze, modi di vivere.
Murakami invece è più sottile. Non attacca, non alza la voce. Racconta storie calme, introspettive, riflessive. Storie che partono in un modo, e inevitabilmente ti portano a riflettere sulla vita, sulla tua esistenza, su cosa fai e come lo fai.
Due autori molto diversi, che io accomuno per l’abilità di devastarmi psicologicamente.

La ragazza dello Sputnik ricorda parecchio Norvegian Wood.
Come ambientazione e atmosfera, almeno fino quasi alla fine del libro, sembra quasi un Norvegian Wood 2, solo più breve. Più condensato e pieno.
E anche come personaggi, sembra ricadere nello stesso filone: abbiamo il protagonista, K., un ragazzo logico e maturo, responsabile, appassionato di libri, da pochi anni uscito dall’università e ora maestro elementare; abbiamo Sumire, la ragazza di cui è innamorato, che ha abbandonato l’università per cercare di vivere della sua scrittura senza però riuscire mai a finire un romanzo, che non ha alcuna esperienza di vita e che ha K come unico amico e niente di più.

Le cose cambiano quando Sumire incontra Myu, una donna più vecchia di diciassette anni. E per la prima volta in vita sua si innamora. Un amore folle e travolgente che la spinge a cambiare totalmente la propria vita facendola uscire dal guscio nel quale viveva.

Fino a quando non subentra l’elemento soprannaturale, onirico. Proprio quando pensavi che non ci fosse, che fosse davvero un romanzo alla Norvegian Wood.
E invece no, si scoprono eventi soprannaturali che riguardano un altro mondo, i sogni, la disperazione. Eventi di cui non dico nulla per evitare spoiler inutili, visto che tutto avviene nel finale del libro.

E dietro il soprannaturale, dietro le vite dei due ragazzi, dietro i discorsi sui libri e i concerti di musica classica… dietro tutto questo c’è il tema del libro.
La solitudine.
La solitudine di Sumire, incapace di aprirsi con altri che non con K o Myu, l’aspirante scrittrice che non ha mai vissuto realmente.
La solitudine di Myu, priva della parte più vera di sè, priva del suo essere donna, del suo amare, delle sue emozioni.
La solitudine di K, incapace di avvicinarsi veramente a persone diverse da Sumire, che la vita per lo più si limita a guardarla nelle altre persone.
La solitudine di persone identificabili con dei satelliti, destinati a percorrere orbite solitarie che occasionalmente possono incontrarsi, avvicinarsi, sfiorarsi ma che poi si allontaneranno per continuare il proprio cammino.

 

Voto: 8/10

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1 dicembre 2009 - Posted by | Murakami Haruki | , , ,

2 commenti »

  1. Concordo con il giudizio… ho letto tutti i libri di Murakami Haruki ed è uno dei miei scrittori preferiti… a proposito di autori “estranianti” ti consiglio il mio scrittore preferito, Tom Robbins… puoi iniziare con uno qualsiasi dei libri… non resterai deluso!

    Commento di marcotar | 2 dicembre 2009

  2. Ok, lo proverò! Grazie del consiglio 🙂

    Commento di tanabrus | 2 dicembre 2009


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