La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The looking glass wars


Autore: Frank Beddor
Editore: Speak
Prezzo: € 7,70
Pagine: 358

Alice nel paese delle meraviglie penso sia un libro ben noto a tutti. Libro famosissimo, cartone della Disney altrettanto famoso, film di Burton in arrivo, libro di Dimitri in arrivo (e non vedo l’ora!).

Questo libro ne è una rilettura, si può dire.

E se in realtà l’avventura di Alice nel Paese delle Meraviglie fosse stata un bel po’ differente? E se Carroll avesse semplicemente riadattato sotto forma di libro fantasioso e allegro ciò che una bambina gli aveva raccontato essere reale?

Il prologo ci mostra un’Alice infuriata con il reverendo Dodgson, che le aveva promesso di scrivere un libro su ciò che lei gli aveva confidato. I suoi ricordi del Paese delle Meraviglie, quelli che all’orfanatrofio e nella sua famiglia adottiva l’avevano fatta passare quasi per matta. Aveva sperato che quel libro potesse gridare al mondo al verità, ma scopre che è stato tutto stravolto.
La sua infanzia in Wonderland, dove l’immaginazione dà vita alle cose e viene usata dalla Regina di Cuori per far prosperare il regno; il suo essere la principessa Alyss, erede al trono; la sua amicizia con il coetaneo Dodge, figlio del capo delle guardie reali; Hatter Madigan, la guardia del corpo della Regina; Bibwit Harte, il dotto insegnante albino; gli eserciti divisi in mazzi di carte soldato, il corpo dei pezzi degli scacchi; i grandissimi caterpillar, oracoli e veggenti, custodi di un’enorme sapienza; e la sorella esiliata di sua madre, che torna dall’esilio per prendersi il trono; Il Gatto, il suo spietato killer; tutti i suoi cari morti; la fuga con Hatter attraverso la Polla delle Lacrime, un portale verso un altro mondo…

Il libro è diviso in tre parti. Più il prologo.

La prima parte ci mostra gli eventi che portano alla pubblicazione del libro di Carroll.
Dall’infanzia di Alyss in Wonderland alla sua fuga per l’attacco di Redd, dall’arrivo a Londra separata da Hatter Madigan al suo ingresso in un orfanatrofio, fino alla sua adozione e alla sua speranza che Dodgson le potesse credere realmente.
E la lenta, progressiva scomparsa dei suoi poteri di immaginazione, mentre il mondo intorno a lei si rifiuta di crederle e lei stessa comincia a dubitare di sè stessa.
Mentre Hatter, comparso a Parigi, comincia a girare il mondo alla ricerca della sua principessa.

La seconda parte ci mostra come le cose sono precipitate a Wonderland, sotto la ferrea dittatura di Redd che ha imposto l’immaginazione nera e bandito quella bianca. Una sorta di magia nera – magia bianca.
Hatter finalmente trova Alyss, ormai ventenne e in procinto di sposare il principe Leopoldo. La trovano anche i sicari di Redd però, guidati dal Gatto, e solo l’intervento di un cupo Dodge fa sì che Alyss riesca a tornare nel suo mondo natale.

E si arriva alla terza parte.
Alyss si unisce ai ribelli, e lentamente riprende confidenza con il potere dell’immaginazione e con il suo ruolo di principessa. Intraprendono una quest per riuscire a far emergere l’intero potenziale di Alyss quale regina guerriera, incalzati dalle forze preponderanti della malvagia Redd…

Il libro è interessante.
Di sicuro è notevole l’immaginazione di Beddor, che prendendo spunto dal libro di Carroll crea un mondo che ha giusto alcuni dettagli in comune con il paese meraviglioso e fanciullesco in cui finisce Alice.
Il Bianconiglio altri non è che l’anagramma del dotto insegnante albino di Alyss, il Cappellaio Matto è il guerriero più forte del mondo, i bruchi sono saggi profeti… e poi il deserto Scacchiera, la foresta dei funghi, la polla delle lacrime… geniale, semplicemente geniale.

Dopo aver tributato i giusti onori alla fantasia di Beddor, si arriva però alla nota dolente.
Non starò certo a sindacare su come Alyss comprenda da subito il linguaggio inglese di Londra mentre Hatter non capisce una parola di francese (parlano inglese a Wonderland? Oh, quale comodità!), ma quasi due terzi del libro si svolgono prima che cominci l’azione.
Perchè l’azione iniziale, con l’attacco di Redd, si sa fin da prima del prologo come finisce, e sopratutto che è un qualcosa di passato, lontano dal presente.
E dopo la fuga da Wonderland, c’è solo Alice che cerca di sopravvivere a Londra abbandonando la sua vecchia esistenza per adeguarsi a come la vogliono in questo nuovo mondo, e Hatter che continua per anni e anni a cercare in tutto il mondo la sua protetta.

E quando finalmente si torna a Wonderland… beh, la Regina Redd che sembrava tanto onnipotente, alla fin fine tanto onnipotente non si è dimostrata.
Si fa fregare bellamente da un triplogiochista e da un doppiogiochista, non si impegna mai per debellare i ribelli se non quando annusa il pericolo del colpo di stato -avesse fatto prima quello che fa poi, avrebbe vinto senza problemi-, e assurdamente concede ad Alyss di proseguire la sua quest pensando -come tutti i cattivi scemi- di fregarla all’ultimo istante.
Uccidila e basta, mandale contro eserciti di carte, di cercatori, di occhi… falle crollare addosso la città, ma non lasciarle fare ciò che deve fare per sconfiggerti!
Odio i cattivi stupidi, invalidano tutto quanto.

In definitiva, ottima l’ambientazione, buona l’idea, ma forse si dilunga troppo sull’antefatto e rende ridicolo il cattivo malvagissimo e fortissimo (in teoria).
Ah, a metà libro ci sono anche delle bellissime illustrazioni a colori dei personaggi della storia. Punto a favore dell’edizione del libro.

Questo libro fa parte di una trilogia, il cui seguito è Seeing Redd e il capitolo finale, Arch Enemy, è appena uscito (o in uscita a breve) in America.

Voto: 6/10

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5 ottobre 2009 - Posted by | Frank Beddor | , , , ,

4 commenti »

  1. Sembra interessante, senza contare che adoro Dimitri. Piccola nota: il titolo del secondo volume è una citazione di Buffy, almeno credo. So che l’autore è un grande fan dell’ammazzavampiri (mega punto a suo favore), ma c’è una minuscola possibilità che non sia voluto…

    Commento di Luca Centi | 5 ottobre 2009

  2. Ovviamente nella prima parte parlo di Dimitri, nella seconda dell’autore del romanzo. Il discorso altrimenti sembra ambiguo, ma cerca di capirmi, scrivo a razzo perché non so quanto durerà il momento di grazia della mia vodafone key!!!

    Commento di Luca Centi | 5 ottobre 2009

  3. Non sapevo che Beddor fosse un fan di Sua Eccellenza Whedon… in effetti Seeing Redd ricorda parecchio Seeing Red come titolo 😀

    Commento di tanabrus | 6 ottobre 2009

  4. Episodio tra l’altro eccezionale. W le svolte dark!

    Commento di Luca Centi | 9 ottobre 2009


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