La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The court of the air


Autore: Stephen Hunt
Editore: Tor Books
Prezzo: € 6.81
Pagine: 582

Steam-fantasy.
Non so se esiste, nè se è la classificazione adatta a questo libro, ma leggendolo è l’unica cosa che mi è venuta in mente.

Perchè The court of the air è un fantasy, su questo non ci piove.
C’è il regno di Jackals, protetto dal resto del mondo da una mortale barriera magica e dalle sue navi volanti che lo rendono imbattibile. Ci sono vecchi templi dedicati a oscure divinità che un tempo proteggevano un impero sanguinario, divinità bandite dal mondo dopo una lunghissima lotta per la sopravvivenza di tutte le creature viventi.
C’è la magia, che scorre nella terra e che viene incanalata dai maghi, i wordsingers. E ci sono zone in cui entra la contaminazione del fey, un’altra dimensione.. zone di magia pura e incomprensibile, che modificano chiunque vi entri a contatto. Uccidendo i più, modificando gli altri. Dandogli poteri magici enormi.

Ma è un mondo molto alla Dickens, sembra quasi di essere nella Londra dell’esplosione industriale.
Le atmosfere sono molto grigiastre, ci sono giornali e sopratutto storie a puntate in libricini economici.
Una vecchia rivoluzione aveva destituito la monarchia portando in auge la democrazia, con rappresentati eletti dal popolo in età di voto, partiti, contese parlamentari risolto con duelli. E i nobili tenuti in vita come simbolo, dati in pasto alla popolazione perchè riversi su di loro il proprio disappunto. Marionette nelle mani dei governanti, che li fanno riprodurre come animali da allevamento per avere sempre qualcuno di sangue reale cui amputare le braccia per dimostrare alla gente che la monarchia non gli farà mai più male.
Una nazione dove una sorta di corrente comunista aveva tentato una rivoluzione, fallendo in passato contro i democratici.

Un mondo enormemente steam.
Il cuore pulsante del mondo è dato dalla meccanica. Vecchi motori giganteschi risalenti al precedente e sanguinario impero sono alla base di tutto, le navi volanti devono la propria esistenza a terribili miniere di celgas, le comunicazioni avvengono tramite tubi e centri di snodo. Ci sono macchine per il sangue per identificare univocamente ogni cittadino, ci sono pistole, sottomarini, mezzi di trasporto velocissimi.
E sopratutto, gli steammen. Il popolo del Free State, gli alleati storici di Jackals. Coloro che avevano sconfitto le vecchie divinità. Creature di metallo, dotate di intelligenza e capacità di crearsi da sole, dotate di anima e di spiriti.
Robot, androidi, quello che si può volere.
Che detto così suona quasi male, ma sono perfettamente integrati come in un’altro fantasy potrebbero esserlo gli elfi, o i nani.
Del resto qui non ci si basa sulla natura protettrice degli elfi, o sulle rocce dei nani: qui tutto si basa sulla meccanica, sui cristalli. E gli Steammen sono nel loro elemento. Ci sono da sempre, e probabilmente sopravviveranno agli umani. Gli steammen e i loro Laos, i loro Cavalieri, le loro armi sacre senzienti, i loro divinatori, il loro cimitero delle schede dell’anima, i loro architetti, i loro sleepthinker in grado di controllare più corpi contemporaneamente, come Ultron.

In questa bellissima e coinvolgente ambientazione, seguiamo le vicende dei due protagonisti.
Molly è un’orfana, cresciuta in una delle case per orfani gestite dallo Stato. Lavora per portare soldi alla Casa, come tutti, ma il suo carattere fa sì che lei passi continuamente da un lavoro all’altro, da un licenziamento all’altro. Ha sempre avuto una naturale e sorprendentet affinità con le macchine, ma quei lavori sono per gente nata in condizioni migliori, non certo per lei.
La sua vita cambia quando qualcuno decide di darle la caccia, lasciandosi alle spalle un’impressionante scia di morti nel fare ciò. Nella sua fuga disperata, Molly finisce con l’entrare in contatto con degli steammen prima, e in seguito con uno scrittore e un pirata, incontri che le faranno alla fine capire il perchè sia cacciata così ferocemente dal più temibile assassino della nazione e quale sia il suo destino.
Oliver è un ragazzo vissuto sempre in uno stato di isolamento, almeno fin da quando l’aeronave su cui viaggiava con la sua famiglia si era schiantata in una zona contaminata e lui ne era uscito dopo addirittura quattro anni, ancora bambino. Senza memoria di quel tempo trascorso lì, senza apparenti cambiamenti. Ma i wordsingers dello Stato lo avevano messo sotto ordinanza restrittiva, impossibilitato ad allontanarsi dal suo quartiere, obbligato a lunghi interrogatori periodici. Schivato da tutti i suoi vecchi amici.
Finchè suo zio non viene barbaramente ucciso, così come i poliziotti cui aveva chiesto aiuto. Uccisi da individui misteriosi, da cui si salva solo grazie all’intervento di un amico dello zio, Harry. Che si rivela essere uno wolftaker, qualcosa creduto solo una favola per bambini. Ma la favola è realtà, e a quanto pare la Corte dell’aria ora è sulle loro tracce.
La Corte dell’aria, un qualcosa ritenuto non reale… un organismo che risiede sopra le nuvole, invisibile e irraggiungibile per le aeronavi, un organismo che controlla i guardiani dello stato. Un’autorità superiore, si potrebbe dire, che passa il tempo spiando la vita a terra con potenti telescopi intervenendo se qualcosa minaccia la pace della nazione.
Solo che ora pare che qualcosa sia andato storto, e dei traditori nella Corte stanno cercando di cambiare le cose… quanto è profondo il marcio nella Corte? E che cosa c’entra con i ribelli nascosti nella città sotterranea di Grimhope? Cosa lega il capitano delle Guardie al principe Alpheus?

Davvero un bel libro, con un’ottima ambientazione e dei personaggi interessanti. Buona anche la storia, buono il finale.
Buono il fatto che ci siano altri libri ambientati lì.

Voto: 8/10

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29 settembre 2009 - Posted by | Hunt Stephen | , , , ,

12 commenti »

  1. Metto in lista 🙂

    Commento di Valberici | 29 settembre 2009

  2. Sembra veramente intrigante…

    Commento di Azusa | 29 settembre 2009

  3. Sulla carta mi ispira tantissimo. Però è solo in inglese, giusto?

    Commento di Stefano Romagna | 30 settembre 2009

  4. Eh si, per ora non mi sembra che sia stato pubblicato in Italia.

    (E, tanto per la cronaca, non è un libro nuovissimo. Hunt sta scrivendo il quinto libro…)

    Commento di tanabrus | 1 ottobre 2009

  5. Sembra interessante. Era uno dei (probabili) libri SteamFantasy che avevo indicato qui qualche mese fa, ma non l’avevo ancora comprato. Forse lo prenderò, visto che ne hai parlato bene.

    ^_^

    Commento di Il Duca Carraronan | 5 ottobre 2009

  6. Con mia somma vergogna, devo ammettere che avevo letto il post ma non la parte con i consigli stempunk.

    Ero rimasto abbagliato dal pickelhaube, e quando avevo visto la mole di libri che citavi mi ero detto “ripasso più tardi e me ne segno qualcuno”.
    Ovviamente poi me ne sono dimenticato 😦

    Comunque considera che di steampunk non ho letto praticamente niente, e che è enormemente mischiato con il fantasy 😉

    Commento di tanabrus | 5 ottobre 2009

  7. La bellezza del Duca fa sempre un certo effetto. ^__^

    Ok, appena avrò smaltito un po’ di roba mi prenderò una copia di quel libro. Sono curioso di leggerlo. E non vedo l’ora che Scott Card pubblichi la sua trilogia “young adults” dichiarata steampunk fantasy, mentre invece sono parecchio scettico per lo steampunk Leviathan: ottime premesse, tante belle cosette che si potrebbero sfruttare, citazioni gradevoli varie (la mappa delle nazioni del 1914 è graziosa) ma forti rischi che si riveli una minchiata… e sarebbe un’occasione sprecata per l’attuale ritorno in auge dello steampunk. ^_^””

    Commento di Il Duca Carraronan | 5 ottobre 2009

  8. Riguardo al ritorno in auge del genere, sul suo blog Dimitri ha scritto che

    “Qui negli UK sta tornando di moda lo Steampunk, o così pare (con tanto di mostre a Oxford).”

    Commento di tanabrus | 5 ottobre 2009

  9. Sì, i segnali evidenti c’erano da almeno un paio di anni. L’accelerata tra videogiochi con elementi steampunk, arte correlata ecc… è stata molto più evidente nell’ultimo anno, in particolare prodotti con elementi fantasy incorporati (incluse boiate di mmorpg come Neo Steam che fanno piangere sangue al ricordo delle ambientazioni di Victoriana e Castle Falkenstein… o anche New Crobuzon), ma era già nell’aria da prima.

    Il ragno meccanico La Princesse dei La Machine, francesi, penso non sia sfuggito a nessuno nel 2008. O anche anche l’elefante e la bambina del 2006, ispirato all’elefante-meccanico che appare in La maison à vapeur (1880) (roba da steampunk tecnologico, evviva, meglio di Merlino e i maghi egizi dei primi steampunker ritardati della “Historical Gonzo Fiction”, Jeter e Powers!).

    Io ho comprato il dominio “steamfantasy.it” nel 2003, appena ho sentito odore di steampunk fantasy nell’aria tra Arcanum e altre cosette… un po’ troppo presto, e lo sapevo, ma avevo visto giusto e sapevo che c’era del potenziale per il futuro: nel dubbio ho pensato che era meglio prendersi l’ultimo dominio buono per l’Italia rimasto prima che un altro lo prendesse (.com, .net e .org erano già presi da quelli del gdr Thyria Steamfantasy, forse gli inventori della parola… e infatti in Germania è più diffusa che altrove).

    Della mostra steampunk ho visto qualcosa su un sito di settore, ma non ricordo se era BrassGoogles o altro. L’impressione era “retards on work”, ma forse ricordo male le facce. ^___^

    Commento di Il Duca Carraronan | 5 ottobre 2009

  10. Che dire… il Duca è un’enciclopedia vivente come sempre, tanto di cappello! 🙂

    Commento di tanabrus | 6 ottobre 2009

  11. Rimanendo in tema Steampunk, Tor.com (un pezzo grosso) ha messo online il racconto “Zeppelin City” di Michael Swanwick (che ho adorato per The Iron Dragon’s Daughter) ed Eileen Gunn:
    http://www.tor.com/index.php?option=com_content&view=story&id=57989

    Magari dopo la segnalo pure su Baionette, se mi ricordo. ^_^””

    Commento di Il Duca Carraronan | 6 ottobre 2009

  12. Grazie della segnalazione!

    Commento di tanabrus | 6 ottobre 2009


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