La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The blade itself


Autore: Joe Abercrombie
Editore: Prometheus Books
Prezzo: € 13,50
Pagine: 531

Di questo libro, di questa saga avevo sentito parlare molto bene da svariate fonti. La prima volta era stato sul blog di Rothfuss, che si diceva estasiato dalla saga The first law.

Ho preso il primo libro per tastare il terreno.

Che dire?
I personaggi penso rasentino la perfezione, caratterizzati divinamente e sempre coerenti con sé stessi. E che personaggi!
Abbiamo il feroce guerriero barbaro del nord, il famoso Bloody Nine temuto in tutte le terre settentrionali, ormai stanco di guerre e massacri, che alla fine seguendo le voci degli spiriti si mette al servizio del primo dei Magi;
c’è Bayaz, un mago che dopo aver vissuto ritirato a lungo nel freddo nord decide di tornare nel mondo civilizzato dell’Unione, che aveva contribuito a creare secoli, millenni addietro: è il primo dei Magi, una figura ritenuta mitologica e fantasiosa dalla gente moderna, ormai dimentica della magia. Ma Bayaz non ha dimenticato niente, e mentre vecchi nemici del passato tornano attivi nel presente, decide di scendere in campo per fermarli radunando a sè dei prescelti per cercare un misterioso Seme;
c’è Jezal, giovane nobile arrogante e presuntuoso, ambizioso e indolente, che nel giro di pochi mesi sperimenterà il massimo successo, l’amore, il terrore di vecchi miti che si rivelano reali;
c’è Glotka, un tempo il migliore spadaccino dell’Unione e ora, dopo due anni di torture nelle prigioni dei nemici, ridotto a uno storpio sdentato, di professione Inquisitore. Probabilmente la persona più raccapricciante e onesta che si possa trovare, odia l’intero mondo per ciò che soffre quotidianamente e per ciò che ha perso;
Maljinn, una schiava del sud in fuga dall’Imperatore, una ribelle ricercata in tutto l’Impero, una combattente esperta braccata dai demoniaci Mangiatori;
e ancora intrighi di potere tra gli alti nobili del Concilio Ristretto, guerre, oscuri miti del passato che si rivelano presenti e reali, un’aria di rivoluzione che soffia violentemente contro i nobili che vessano sempre di più i popolani.

Come dicevo, personaggi caratterizzati alla perfezione. E per fare questo Abercrombie si prende il suo tempo.
Troviamo Logen quando ancora è con il suo gruppo di soldati, intento a combattere gli Shanka, ben prima di arrivare a mettersi al servizio del mago. Seguiamo Jezal lungo una sorta di percorso di crescita personale, lungo il quale scoprirà di provare dei sentimenti, di essere meno stronzo di quanto pensasse, più forte di quanto sperasse. Maljinn pure compare mentre è in fuga nel lontano Impero del sud, affiancata da un mago interessato a lei per i suoi oscuri motivi.
Glotka invece fluisce trasversalmente lungo tutto il libro, sfiorando i più o meno riluttanti membri della compagnia di Bayaz mentre porta avanti le proprie indagini, la propria vita.

A dispetto però di questi ottimi personaggi, e di una buonissima ambientazione, c’è una grossa pecca: la storia.
O almeno, la storia vissuta in questo libro.
Perchè mentre la storia che intuiamo, quella completa di tutta la trilogia, è interessantissima (maghi immortali, eredi di creature divine, che tornano a muoversi apertamente nel mondo per i propri fini; creature mitologiche e malvage che scendono dal nord; creature demoniache, i Mangiatori, al servizio dell’Imperatore del sud; un misterioso Seme da trovare, eredità dell’ultima delle creature divine… un oggetto pericolosissimo, che pare però necessario per contrastare il male che sale dal sud; le Leggi della magia: la seconda -mai mangiare la carne di un umano- infranta dai malvagi del sud, causando l’avvento dei Mangiatori; la prima -mai toccare l’Altro Lato- che i buoni intendono infrangere per combattere i Mangiatori), la storia narrata in questo primo libro è enormemente carente.
In effetti, si limita a presentare i personaggi, a mostrarceli a lungo fino a farceli diventare estremamente familiari… e a farli riunire in una sorta di compagnia, in partenza per la misteriosa quest decisa da Bayaz.
Stop. Tutto qui.

Francamente, un po’ poco per reggere un libro.
Di certo prenderò gli altri libri, visto che personaggi e trama complessiva mi intrigano alquanto, e per questo valuto il libro più di quanto lo valuterei altrimenti.
Diciamo che meriterebbe massimo un cinque per la storia (che non c’è), ma si salva con i personaggi e con il desiderio che ho di leggere gli altri.

Giudizio sospeso in attesa di vedere i seguiti, via.

Voto: 6/10

29 agosto 2009 - Posted by | Abercrombie Joe | , , , ,

6 commenti »

  1. Concordo sostanzialmente con te: sebbene in questo primo volume si imbastiscano i fili delle trame future, “The Blade Itself” è un mero prologo, che però ti lascia con la voglia insaziabile di leggere ancora. I personaggi sono tridimensionali, straordinari, e non vedo l’ora di leggere le evoluzioni della storia. Ora ho cominciato “The darkness that comes before” di Bakker, e mi sta intrigando moltissimo, sebbene il suo inglese sia maggiormente ostico rispetto a quello di Abercrombie.

    Commento di Max | 31 agosto 2009

  2. E’ prevista una uscita italiana?

    Commento di GeneraleMerdez | 31 agosto 2009

  3. Non che io sappia, Generale. Per ora i furbi editori nostrani lo snobbano bellamente (e si parla di un autore non solo talentuosissimo, che rappresenta la nuova “onda” di scrittori giovani e innovativi nel genere -con lui ci sono ad esempio Lynch e Rothfuss-, ma anche estremamente prolifico: questo libroè del 2006, da allora ha finito questa prima trilogia, scritto un libro a sé stante e ora sta preparando un nuovo libro. Un libro all’anno…) e chi legge solo in italiano pare condannato a immusonirsi viste le checklist mensili…

    Commento di tanabrus | 31 agosto 2009

  4. Generale, ti consiglio di leggere il libro in inglese, è molto, molto comprensibile. Puoi leggere una sostanziosa parte del libro (63 pagine) direttamente sul sito dell’autore:
    http://www.joeabercrombie.com/downloads/TheBladeItself_US.pdf
    Io ho cominciato così, e sono rimasto piacevolmente invischiato…

    Commento di Max | 31 agosto 2009

  5. Mah! Non so Max ???
    Non è che io sia proprio ferrato in inglese, ma se arriverò alla canna del gas (vale a dire penuria di libri decenti) ci proverò sicuramente.
    Comunque grazie Max
    Per adesso ho un cumulo di libri da leggere ^^ (tra cui quelli di Bernard Cromwell che vi consiglio, sono romanzi a fondo storico ma che assomigliano molto ad un fantasy lowissimo magic ben fatto soprattutto la serie “I re del Nord”)
    Scusate la digressione

    Commento di GeneraleMerdez | 1 settembre 2009

  6. Ti assicuro che è un inglese molto, molto comprensibile.
    Non si dilunga in descrizioni prolisse -che bene o male sono i punti peggiori, per leggere in inglese: chi li conosce tutti quei sinomini???-, è scorrevolissimo… per dire, ora sto leggendo Heroes Die di Stover, un misto di fantasy e fantascienza.

    Nella pausa pranzo ho letto i primi due capitoli e ho chiuso il libro, questo almeno all’inizio lo dovrò leggere lentamente e col dizionario di fianco visto che è pieno di termini che non conosco. Che volendo potrei magari saltare a piè pari, ma rileggendo le frasi svariate volte per capirne il senso malgrado i termini mancanti…

    Abercombie invece questi problemi non te li dà 😉

    Commento di tanabrus | 1 settembre 2009


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