La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The golem’s eye


Autore: Jonathan Stroud
Editore: Miramax Books
Prezzo: € 6.34
Pagine: 562

Sono passati due anni dagli eventi del primo libro della trilogia di Bartimaeus.
Ora Nathaniel è l’apprendista della Whitwell, ha un lavoro al ministero degli affari interni e ovviamente è il pupillo di Deveraux, il Primo Ministro dell’Impero.

Ovviamente il giovane prodigio -è solo quattordicenne- è anche accompagnato da una bella schiera di invidie, gelosie e odii. Dopotutto, così giovane, ha già più fama, potere e prestigio di quanti molti maghi potranno mai ottenere in tutta la loro carriera.
E non deve solamente fronteggiare queste vipere, ma anche occuparsi del suo vero lavoro: sistemare una volta per tutte la Resistenza, il gruppo di persone comuni che ruba oggetti magici ai maghi per usarli in attentati  contro il governo.

Quando però oltre ai furti e agli atti dimostrativi della Resistenza viene fuori un misterioso strumento di inimmaginabile potenza distruttiva, Nathaniel si vede costretto a convocare nuovamente Bartimaeus, il djinni che gli aveva permesso in passato di sventare i piani di Lovelace.
E anche questa volta i due si troveranno invischiati in una storia di tradimento, tanto per cambiare.

Ecco, intanto va detto da subito che la trama è abbastanza prevedibile e rimane giusto una domanda nell’aria alla fine, che immagino sia quella intorno alla quale ruoterà il terzo libro.
Detto questo, però, va anche detto che il libro scorre bene lo stesso, aiutato non poco dalle considerazioni bellissime di Bartimaeus.

Uno dei punti di forza del libro è che nessuno dei protagonisti si può definire buono.
Bartimaues è… beh, è Bartimaeus. Un djinni costretto a servire un mago, una creatura potente e scaltra, priva di morale, che punta solamente ad adempiere il suo compito per poter essere libera di allontanarsi dal mondo materiale.
Nathaniel poi è sempre più un mago. Come le personalità che tenta di imitare, dedica infinite attenzioni all’aspetto e alla moda, tratta con aria di superiorità gli altri, non si preoccupa di mantenere la propria parola.  Come non manca di notare più volte Bartimaeus, sta diventando sempre più come gli altri, allontanandosi costantemente dal Nathaniel che era stato un tempo.
Tanto per fare un paragone con un altro maghetto giovane, potente e famoso… diciamo che Nathaniel è più simile al giovane Draco Malfoy che non a Harry Potter.

Paradossalmente, l’unico personaggio buono si può trovare nel terzo punto di vista, quello del nemico.
Kitty, una della Resistenza. La ragazza che aveva derubato Nathaniel nel primo libro.
Una ragazza con una brutta vicenda nel suo passato, che l’ha portata a trovarsi ora nell’underground di Londra a tentare di lottare contro maghi e demoni.
Ecco, probabilmente mi ha stupito la fine di Kitty con Nathaniel… per questa cosa avevo pensato a un altro sviluppo, lo ammetto.

Nel libro ci sono quindi il giovane e ambizioso e altezzoso mago Nathaniel aka Mandrake, il suo riluttante servitore djinni Bartimaeus, Kitty e i ribelli della Resistenza, un golem intento a seminare distruzione a Londra, un traditore, diversi complotti, un viaggio a Praga tra agenti segreti quanto meno melodrammatici e vecchie conoscienze… il tutto mescolato con un buon ritmo e qualche piccolo colpo di scena.

Come storia direi che non è al livello dell’Amuleto di Samarcanda, ma come companatico… come ambientazione, personaggi, relazioni direi che gli è superiore. L’ambientazione si espande e scopriamo diverse cose interessanti sul passato, una in particolare interessantissima. I personaggi sono maturati, cresciuti… e il protagonista adesso è raramente tale da suscitare simpatia, immedesimazione o anche solo un blando tifo. Cosa che adoro, ovviamente!

In definitiva mi è piaciuto, ora attacco il terzo libro. Sono curioso di vedere se Nathaniel continuerà con la maturazione che lo sta portando a divenire Mandrake, o se invece il pensiero di quanto successo nello scontro finale lo riporterà un poco sui suoi passi.
E sopratutto, voglio saperne di più su Tolomeo!

Voto: 7/10

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3 agosto 2009 - Posted by | Stroud Jonathan | , , , , ,

6 commenti »

  1. Ah, Tolomeo… 😉
    Chi leggerà vedrà!

    Commento di Azusa | 4 agosto 2009

  2. Al terzo libro alzerai il voto 😉

    Commento di Valberici | 4 agosto 2009

  3. Letto i primissimi capitoli.

    L’inizio è quello che speravo, con Tolomeo e Bartimaeus… abituato a Nathaniel, sentire quel “grazie” è stato quasi sconvolgente 😀

    E poi si vede che son passati tre anni, per Nathaniel ma sopratutto per Bartimaeus… o come si è ridotto, povero diavolo!

    Commento di tanabrus | 4 agosto 2009

  4. L’occhio del Golem ancora devo leggerlo, quindi passo direttamente al voto. 🙂

    Commento di StefanoRomagna | 5 agosto 2009

  5. Povero jinn, semmai!

    Commento di Azusa | 7 agosto 2009

  6. […] 2001 – The leap 2003 – The last siege 2003 – L’amuleto di Samarcanda 2004 – L’occhio del golem 2005 – La porta di Tolomeo 2009 – La valle degli eroi 2010 – L’anello di […]

    Pingback di L’anello di Salomone « La torre di Tanabrus | 14 aprile 2011


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