La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Dance Dance Dance

Autore: Murakami Hiruko
Editore: Einaudi
Prezzo: € 13,00
Pagine: 492

Ci rinuncio.

E’ la quinta volta che provo a parlare di questo libro, e per cinque volte finisco col cancellare tutto.
Perchè tenermi sul vago non rende merito al libro, ma entrare nei dettagli diventa una cosa troppo lunga, diventa un raccontare tutto quanto.

Mi limito quindi a dire che la trama riguarda una ricerca da parte del protagonista.
Comincia come la ricerca di una persona appartenente al suo passato, e finisce col diventare la ricerca di sé stesso. Il tentativo di chiudere un ciclo per ripartire, per ritornare a vivere lasciandosi alle spalle il passato.

Perchè il protagonista è una persona strana, lo è sempre stata. E ha subito molte perdite.
Il ratto è morto, la moglie ha divorziato, lui stesso ha abbandonato il suo vecchio amico e ha scoperto che ora vive meglio. Tutti quelli che sono entrati nella sua vita, poi ne sono usciti portandosi dietro un pezzo di lui.
E ormai sembra condannato a una vita piatta e monotona, apatica e solitaria.

Ma durante questa ricerca arriverà a capire delle cose riguardo al suo passato, riscoprirà lentamente la vita, come andare avanti.

Danza, gli ha detto l’uomo pecora in una stanza inesistente alla fine di un corridoio oscuro di un’altra dimensione.
Danza, gli ha detto, o tutto sarà finito.

E così, seguendo il consiglio di quell’individuo misterioso e soprannaturale che ha il compito di connetterlo, lui riprende a danzare. A muoversi. A seguire il corso degli eventi, ad abbandonarsi alla corrente.

Tanti i comprimari che entrano in gioco in questa sua ricerca, in questa sua lotta per non chiudersi definitivamente in sé stesso: la tredicenne Yuki sensitiva, bellissima e incapace di vivere; e sua madre Mae, persa nel suo mondo interiore e assolutamente incapace di rapportarsi normalmente con gli altri; Dick, il poeta con un braccio solo, solare, volenteroso, totalmente anonimo tranne che nella morte; Mei, un’affascinante squillo; il Letterato, un poliziotto onesto e dedito alla giustizia, tragico nel suo insieme; Gotonda, l’amico perfetto devastato nell’interno dall’impossibilità di vivere come vorrebbe; Yumiyoshi, la receptionist amante degli alberghi.

E l’uomo pecora, fuggito da guerre e mondo moderno per rintanarsi nel suo cantuccio onirico, al sicuro da tutto e tutti;
Kiki, che si fa inseguire spingendo alla danza il protagonista;
l’hotel del Delfino, che fa parte del protagonista quanto il protagonista fa parte dell’albergo;
il salotto alle Hawaii dove sei scheletri lo aspettavano, sinistra promessa di morte che lo circonda;
l’oscurità che minaccia di circondarlo, la scelta finale da compiere su come vivere.

Un romanzo intenso, definito erroneamente come un folgorante noir giapponese in copertina -cosa che potrebbe portare a molti errori da parte dei lettori.
C’è del noir, ma non è certo il fulcro della storia.
E’ un libro, come è ovvio visto l’autore, sulla psiche umana, su come affrontare la vita, la solitudine, le perdite.

Perchè col tempo si cambia, si affrontano perdite. Ed è facile lasciarsi andare, chiudersi a riccio tenendo fuori tutto il resto. Ma è solo sopravvivenza.
L’unico modo per continuare a vivere è non smettere di danzare, seguire gli eventi, muoversi sempre, non fermarsi mai.

Voto: 9/10

12 Mag 2009 Posted by | Murakami Haruki | , , , | 11 commenti