La torre di Tanabrus

Did you miss me?

L’ultimo elfo


Autore: Silvana De Mari
Editore: Salani
Pagine: 316
Prezzo: € 9,00

Effettivamente, ora che l’ho letto, capisco la difficoltà incontrata da Mirtillangela nel recensire un libro di questa autrice.
Perchè non è facile, per niente.

Potrei definirla “una fiaba fantasy”, nel senso che è una fiaba la cui struttura è costruita a somiglianza della classica struttura fantasy: un gruppo che si aggrega quasi per caso, una profezia che spinge a una ricerca. Elfi, draghi, orchi, soldati…
Ma quella del fantasy è solo la forma scelta per raccontare questa storia, e il fulcro reale del racconto è il messaggio che l’autrice lancia.

La paura e l’odio del diverso, i pregiudizi, il desiderio di libertà, la ridicolaggine di un’eccessiva burocrazia.
Un’ottima fiaba, si può dire, visto che trasmette alla perfezione tutto questo. Mentre la De Mari racconta una storia fantasy con una scrittura scorrevole e ironica.

Il protagonista è Yorsh, un piccolo elfo. Un bambino, si direbbe noi. Uno nato da poco, puntualizzerebbe lui.
Veste di giallo, perchè in quel mondo gli elfi sono obbligati a vestire solo di giallo, per essere immediatamente riconoscibili da chiunque.
E viaggia da solo perchè solo lui è riuscito a fuggire dal luogo per gli elfi dove la sua gente era stata rinchiusa, una sorta di campo di concentramento sorvegliato dai soldati dove la remissiva popolazione elfica viveva di stenti, impossibilitata ad andarsene pena la morte.
Sono stati internati perchè da anni una pioggia furiosa si è abbattuta sul mondo, e gli umani hanno trovato negli elfi i colpevoli. Gli elfi che hanno poteri magici: creano il vento, parlano agli animali, creano il fuoco, curano le ferite. Gli elfi che un tempo avevano un grande regno, ma che da quando hanno compreso il valore della vita, imparando ad entrare in comunione con ogni creatura vivente, rifuggono la violenza ad ogni livello. Sono addirittura vegetariani.
Poi l’acqua ha allagato i luoghi per elfi, e solo il piccolo Yorsh è riuscito ad andarsene. Solo lui è stato mandato via, gli altri erano ormai pronti a morire, senza alcun motivo che li spingesse a vivere.

Vaga da solo. Affamato, al freddo, bagnato.
E incontra Sarja, un’umana che come tutti odia gli elfi. Come tutti li reputa responsabili di ogni male al mondo.
Ma si intenerisce vedendo quel bambino, e divide con lui il cibo e il fuoco. Lo tiene con se e con il suo cane, e a loro in breve si unisce Monser, un cacciatore. Anche lui intenerito dal’elfo.

E proprio questo primo contatto tra umani ed elfo è la parte quasi totalmente comica del libro.
Yorsh che inizialmente si esprime in maniera totalmente sgrammaticata, e che non è in grado di capire la logica che seguono gli umani. Non capisce come loro non possano riuscire ad accendere il fuoco con la mente, non capisice come mai quando sono tristi piangano, non capisce i sottintesi dei loro discorsi e risponde alla lettera alle loro richieste, con loro enorme sconforto (“devo scontare qualche grave peccato di una vita precedente…”)
Yorsh che vede il buono anche nel troll e nei briganti che arrivano a derubarli, e che con la sua magia riempie chi gli sta vicino delle sue stesse emozioni al punto di cambiare i tre malviventi.
E che dire della città di Daligar, con il suo Giudice e le sue guardie intente a far rispettare un’assurda burocrazia?
Nessun estraneo è ammesso in città, e anche i dintorni sono proibiti. Prendere della legna è reato, accamparsi è reato, e la multa è tutti i soldi che hai.
Quando i due umani nascondono il significato della parola “impiccagione” all’elfo, dicendogli che è un gioco e che la donna piange perchè soffre di vertigini… un colpo durissimo, sembrava di rivedere Benigni in La vita è bella.

Ma a Daligar i tre trovano la profezia. Che riguarda l’ultimo elfo, e il suo dover trovare l’ultimo drago per salvare il mondo.
E Yorsh capisce di essere l’ultimo elfo, che tutti i suoi simili sono ormai morti. Cominciano così la ricerca di questo drago, una ricerca che li porterà a ripercorrere il cammino del padre di Yorsh fino al rifugio di Erbrow, il vecchio drago solitario.

Ovviamente il libro non finisce qui, questa è solo la prima parte. Un percorso di formazione, se vogliamo, che fa pian piano maturare il piccolo elfo e i due umani che lo accompagnano.

La seconda è più seria, malgrado i momenti comici non manchino certo. Più d’azione, visto anche il tema che tratta: la libertà. La perdita della libertà ad opera di chi vuole che la gente sia una massa di schiavi ignoranti e miserevoli. La lotta per la libertà di chi non accetta tutto ciò passivamente e decide di lottare. Il desiderio di libertà che giace nascosto in ogni persona.

Diciamo che non sorprende che abbia vinto tutti i premi che ha vinto, questo libro.
Penso proprio leggerò anche gli altri due libri, L’ultimo orco e L’ultimo incantesimo.

Voto: 8/10

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3 marzo 2009 - Posted by | De Mari Silvana | , , , , ,

9 commenti »

  1. Completamente concorde con la tua analisi. 🙂

    Un libro eccellente che ho avuto la fortuna di leggere un paio di anni fa, in virtù di un regalo tanto inatteso quanto gradito, e che non può che lasciare colpiti, coinvolti, appassionati, entusiasti.

    Commento di Sean MacMalcom | 3 marzo 2009

  2. Io l’ho preso solo per merito di Tintaglia, gliene devo dare atto.

    La Hobb, la De Mari… la rosea mi dà buoni consigli, non c’è che dire 😀

    Commento di tanabrus | 3 marzo 2009

  3. Concordo, e ti consiglio di leggere i due libri rimanenti.

    Credo proprio che io e te abbiamo gusti assai simili, a parte la Troisi…ma sarà l’eccezione che conferma la regola 😉

    Commento di Valberici | 3 marzo 2009

  4. Mi ha sempre incuriosito questo romanzo. Pensa che proprio ieri mi sono imbattuto nell’edizione economica ed ero ad un passo dal comprarlo! Poi però mi sono ricordato dei tremila romanzi di letteratura inglese che devo ancora leggere…

    Commento di LucaCP | 3 marzo 2009

  5. @ Val: Eh già! La prova del nove saranno i prossimi libri che leggerò, penso: ora ho attaccato Stroud, poi toccherà al secondo Zafon 😉

    @ Luca: Oddio, in effetti te prima sarà il caso pensi a tutti quei libri da leggerti per l’università! 😀

    Commento di tanabrus | 3 marzo 2009

  6. Questo libro è molto carino vi do un consiglio leggetelo.

    Commento di piero | 5 gennaio 2010

  7. ke merda di libro

    Commento di Anonimo | 16 gennaio 2012

  8. Libro molto bello, pieno di significato, scritto con semplicità, ma molto ricco. L’ho trovato divertente e mi ha appassionato. Ora sto leggendo il secondo L’Ultimo Orco, per ora altrettanto bello, anzi forse più epico e quindi lo preferisco.
    Segnalo un sito dove ho postato una mia recensione de L’Ultimo Elfo.
    http://www.compagniadeldado.it
    saluti
    andrea

    Commento di andrea | 27 marzo 2012

  9. Carino

    Commento di Anonimo | 25 agosto 2016


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