La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Cold Wars


Fugitives, episodio 3.

Altro episodio intimista, incentrato ancora una volta su un personaggio quantomeno ambiguo.
Se nello scorso episodio la star era Sylar, in questo i riflettori sono tutti per Noah Bennet.

Lo avevamo lasciato drogato e nelle mani dei tre fuggitivi Matt, Mohinder e Peter.
Lo ritroviamo in loro compagnia, sedato e legato. I tre vogliono delle risposte, vogliono capire chi ci sia di preciso dietro tutta questa operazione, perchè lo facciano, come lo facciano.
E Noah è l’unica persona che conoscono che può fornirgli queste risposte. A parte Nathan, ma lui è abbastanza irraggiungibile.

Matt comincia così a scavare nei ricordi di Noah, e tramite dei flashback vediamo come Noah è arrivato a lavorare con Nathan a questo progetto.
La chiusura della Primatech e il ritrovarsi “pensionato”, l’arrivo di Nathan e la sua richiesta in cambio della sicurezza di Claire, la decisione di tornare in pista non sopportando l’inattività forzata.
Si vede un Noah ormai fuori luogo a casa, un Noah che aveva sempre vissuto per il suo lavoro. Ma quando decide di tornare in azione col governo, l’inflessibile e duro Noah viene dipinto da Danko come un debole, diviso tra lavoro e famiglia. Mentre lui è tutto d’un pezzo, vive per il lavoro e non ha altro all’infuori di questo.
E in mezzo a queste rivelazioni, la scoperta che Mohinder era stato avvertito di tutto ciò da Noah, che ne aveva chiesto l’aiuto. Ma lo scienziato non gli aveva creduto, e temendo di non essere creduto a sua volta non lo aveva detto a nessuno.
Mohinder roso dai sensi di colpa. Per ciò che aveva fatto nel terzo volume spinto dai poteri, per ciò che ha involontariamente fatto tacendo sul suo incontro con Noah.
Alla fine si redimerà coraggiosamente dimostrandosi nuovamente la persona generosa e buona che abbiamo conosciuto agli inizi della serie… purtroppo per lui anche Nathan sa di queste sue qualità, e non esiterà a farvi leva biecamente.

Peter invece segue gli indizi che Matt estrae dalla mente di Noah.
Trova il deposito di Bennet e si rifornisce di armi, per poi andare direttamente alla ricerca del capo dell’intera operazione, Danko, per sistemarlo.
E probabilmente sarebbe stato pronto a farlo, se l’uomo avesse reagito aggressivamente. Ma il soldato si dimostra un avversario formidabile. Conosce Peter, e agisce in modo da rendergli impossibile sparare.
Il fatto stesso comunque che Peter fosse pronto a farlo è un sintomo di come i tempi sono ormai cambiati.

Quello che purtroppo non cambia -prevedibilmente, ma ci avevo sperato- è l’Isaacazione di Matt.
Che continua a dipingere, e oltre a raffigurarsi come un kamikaze dipinge sul pavimento -come Isaac prima di lui- Washington in fiamme. Fiamme che probabilmente saranno causate da lui…

Due i colpi di scena dell’episodio: il fato di Daphne e l’attività della coppia Noah-Angela.
Che sia Angela la persona misteriosa che sta cercando di coordinare la ribellione?
Ne avrebbe i mezzi, certo, ma non ce la vedo… io continuo a pensare maggiormente al piccolo Micah.

Voto: 3/5

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27 febbraio 2009 - Posted by | Heroes, Serie tv | , , , ,

2 commenti »

  1. Che dire?
    Questa nuova impostazione “heroesiana” di concentrarsi solamente su pochi personaggi a puntata la sto apprezzando:

    Poi, volente o nolente, Bennet è uno dei Big di Heroes, quindi quando ci sono puntante focalizzate su di lui, i risultati sono sempre buoni (o eccellenti, come in “The Company Man”).

    Peter – per fortuna – si sta lentamente “scoglionizzando”(che abbia sparato a Danko e non abbracciato il fratello è un grandissimo passo avanti).

    Danko si rivela essere il personaggio nuovo più azzeccato del volume.

    E per una volta tanto, non c’è Claire (che mi sta altamente sulle scatole).

    Una domanda: ma perchè gli artisti del futuro sono fissati con le esplosioni sul pavimento?

    Micah “ribelle”? A quanto lo danno i bookmakers?XD

    Commento di sommobuta | 27 febbraio 2009

  2. Ora me la disegno pure io un’esplosione sul pavimento 😡
    Hanno francamente stufato con queste visioni… andava bene Isaac, quando poi tutti han preso a copiarlo la cosa è diventata ridicola…

    Su Bennet mi sembra di aver letto da qualche parte che nei fumetti -dove viene esplorato il suo passato- sia stato detto che un tempo aveva anche lui un potere. Qualcosa del tipo “vista d’aquila”… poi l’ha perso.

    Commento di tanabrus | 27 febbraio 2009


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