La torre di Tanabrus

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Acacia book one – The war with the Mein


Autore: David Anthony Durham
Editore: Anchor Books
Pagine: 753
Prezzo: $ 7.99

Niente spoiler in questo post, tranquilli 😉
Ho preso questo libro fidandomi del giudizio di Pat Rothfuss, che sul suo blog ne parlava benissimo. Non sapevo che fosse stato tradotto in italiano, visto che il titolo è scomparso. E inoltre Piemme editore ha deciso di spezzare il libro in due parti, I ribelli del mondo oscuro e Il guerriero del lago d’argento.
A parte i dubbi su dove si trovi questo mondo oscuro che compare solo nel titolo, o su cosa c’entri il lago d’argento, non posso fare a meno di notare che ho avuto il libro pagandolo € 7.76 invece di € 44,00 (per ora sono le edizioni non economiche). E ne godo molto.

Premesso questo, passiamo al libro.
Di che cosa parla?
Parla di un impero, Acacia. Un impero all’apparenza forte, giusto, potente. Ma che in realtà è minato da molti problemi: secoli di dominio hanno reso molli i dominatori, la ricchezza si basa sulle miniere forzate, le possibili ribellioni sono sedate tramite una droga che viene importata da un regno lontano e pagata con una quota annuale di bambini mandati laggiù in schiavitù.
Re Leodan Akaran è un sognatore e un idealista. Da sempre avrebbe voluto ribellarsi a queste cose, distruggere le tradizioni che vede come inique, ma non ha mai agito. Ha orchestrato tanti cambiamenti, che sono però rimasti sempre nella sua testa.
Tutto cambia quando dalle regioni del nord arriva un assassino, un Mein. I Mein sono un popolo fiero, dei combattenti che vivono da secoli nelle regioni inospitali dell’estremo nord. Hanno una sacra missione, vendicarsi degli Akaran e conquistarne l’impero. Mentre il re viene ucciso, i Mein danno inizio a piani a lungo preparati, facendo muovere alleati ed eserciti.
I figli del re, secondo un piano segreto ideato proprio dal defunto monarca, vengono spediti in esilio ognuno in una destinazione segreta, affinchè possano farsi una vita ed eventualmente riconquistare poi il trono.
E ovviamente, una volta cresciuti, i quattro giovani Akaran cercheranno di riconquistare l’Impero…

Acacia mi ha ricordato parecchio Le cronache del ghiaccio e del fuoco come stile.
Fin dall’inizio ci troviamo ad assaporare diversi punti di vista, differenti per ogni capitolo. Non compare il nome del pov all’inizio del capitolo, ma non c’è il minimo problema di ambientamento visto che viene spiegato subito a chi appartiene il punto di vista.
Anche la famiglia reale degli Akaran ricorda abbastanza la saga di Martin e la famiglia degli Stark, almeno nel primo libro -il libro è diviso in tre parti, tre libri. Il primo libro possiamo considerarlo il preludio, che copre la trama che ho descritto e che è descritta in quarta di copertina; gli altri due sono ambientati nove anni dopo, invece-.
Leodan è ben differente da Ned Stark, è un idealista e un sognatore, ma entrambi sono “buoni” e amano enormemente i figli. Addirittura Leodan viene visto come strano, per l’affetto che nutre per i figli.
Aliver, il primogenito, sogna l’azione e le gesta eroiche dei miti del passato. Fin dall’inizio mi ha fatto pensare a Rob Stark, l’altro primogenito.
Corinn, la figlia maggiore, pensa a se stessa come il centro degli intrighi di corte, che vede come il suo giusto posto nel mondo. Bellissima e perfettamente educata all’etichetta, mi faceva pensare a Sansa, l’uccellino da corte.
Mena è strana, intelligentissima e saggia, intraprendente, curiosa. Ovvio il paragone con Arya.
Dariel infine, il più piccolo, un bambino. Che ha scoperto la rete di passaggi segreti nei muri del palazzo e li esplora, fa amicizia con gli addetti alle fornaci… Bran, spiaccicato identico.

Chi più chi meno, gli Akaran ricordano davvero molto gli Stark.
E il senso di attesa e di incertezza che si prova leggendo la storia è lo stesso che si prova leggendo Martin: non essendoci un solo protagonista non si sa chi sopravviverà, chi alla fine siederà sul trono. Il dubbio rimane fino agli ultimi capitoli, quando si vorrebbe imprecare contro un certo personaggio -anzi, un paio- che rischia di mandare tutto all’aria.
Un altro punto in comune con le Cronache è l’assenza immediata di magia. La magia è presente nelle storie dei miti del passato, ma ormai è poco più che una storiella, una fantasia. Chi mai ha visto della magia in azione? Dai tempi del fondatore dell’impero non è mai stata vista alcuna magia.
Ma la magia c’è, e tornerà in vita nel corso del libro così come nelle Cronache.

Inoltre il libro è abbastanza epico.
All’inizio si parla dei miti del passato, le figure leggendarie che avevano segnato il mondo nelle epoche antiche, e alla fine quelle figure tornano presenti sulla scena, assieme ad altre figure, nuovi miti del mondo moderno.
Ci sono popoli talmente potenti da non essere praticamente umani, creature potentissime ed esotiche, magie tremende.
E ci sono gli Akaran, segnati dal destino e dal loro sangue. Chi è destinato alla magia, chi si scopre naturalmente dotato con la spada, chi è eccellente con l’arco. Tutti carismatici e in grado di attirare gente intorno a sè, tutti dotati e forti.
Punti a favore del libro
Durham ha preso parte dello stile di Martin creando un libro avvincente, con personaggi ai quali ci si affeziona facilmente e cattivi sfumati, ai quali non si può evitare di sentirsi talvolta vicini.
Ma il tutto è condensato. Non ci sono sette libroni, non ci sono capitoli per ogni cosa compreso un viaggio.
Il primo libro è dedicato a presentare i personaggi e a mettere in moto gli eventi, dopodichè negli altri libri è quasi solo azione. Non è completamente autoconclusivo, certo, visto che si tratta di una trilogia e che il finale prepara subito il terreno per il seguito. Ma la storia comincia e finisce, la trama è completa.
Inoltre non ci sono decine di protagonisti. Qui la cosa è chiara, i protagonisti sono i giovani Akaran. Oltre a loro sono pochi i punti di vista: Hanish, il capo dei Mein;  l’assassino; un generale di Acacia; il cancelliere. Ben poco oltre a questi. E l’avere i protagonisti ben delineati evita la grande dispersione delle Cronache, focalizzando su questi e su Hanish l’attenzione.

Punti negativi
Nel corso della prima parte del libro ci si trova spesso spaesati, si avverte un senso di lacuna. I cambi di pov implicano spesso un salto temporale, e quindi cose che prima stavano per essere fatte vengono poi mostrate come già compiute, ne vediamo in atto le conseguenze. Questo sembrerebbe una sorta di trucco del “il protagonista sviene e si sveglia a battaglia compiuta”, ma le battaglie vengono mostrate quindi è una cosa diversa.
Probabilmente è stato fatto per velocizzare la trama, per non risultare troppo dispersivo descrivendo nei dettagli ogni azione intrapresa. Probabilmente se non avesse fatto così si sarebbe trovato costretto a seguire le orme di Martin e questo libro sarebbe diventato due o tre libri.
Resta il fatto che inizialmente si avverte un leggero fastidio per questi salti, poi ci si fa l’abitudine comunque.

Giudizio generale
Positivo, molto positivo. Un Martin meno dispersivo, una trilogia che sarà una trilogia e sarà pubblicata rispettando le date… direi una sorta di Cronache condensate, non fosse che il tipo di scrittura dei due autori è ovviamente differente, che le storie sono diverse, che i dettagli sono diversi… non fraintendetemi, non è un rapporto come “Spada di Shannara – Signore degli anelli”.
Continuo a paragonarlo a Martin per le atmosfere, per le sensazioni che suscita, per lo stile. Ma a parte questo sono storie a sè stanti, sia ben chiaro.

Ah, il secondo libro della trilogia, The other lands, uscirà a settembre.

Voto: 4/5

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25 febbraio 2009 - Posted by | Durham David Anthony | , , , , ,

10 commenti »

  1. Non ho capito bene una cosa: ma l’edizione italiana costa 44 euris (22 euro a libro)? O__O

    Se questo Deriel è Bran spiaccicato…si spiaccica anche giù dalla torre? XD

    Commento di sommobuta | 25 febbraio 2009

  2. Per ora i libri sono usciti in versione “normale” (il secondo viene 20, non 22, mi ero sbagliato. 42 in tutto).
    Immagino usciranno versioni economiche tra un po’ di tempo, ma non penso il prezzo scenderà sotto i 10-12 euro cadauno.
    Anche perchè così spezzato non ha avuto grande successo, ho letto di critiche dopo il primo libro per il fatto che fosse incompiuto e non si sapesse quanti libri durerà la saga (cosa che in America sanno, è una trilogia).

    Per Deriel… no, non gli assomiglia così tanto 😀
    Però da piccolo ha rischiato di cadere da una sorta di scogliera, va bene uguale? 😛

    Commento di tanabrus | 25 febbraio 2009

  3. Ancora una conferma alla mia teoria secondo la quale conviene leggere i libri in edizione e lingua originale 😉

    Commento di Valberici | 25 febbraio 2009

  4. Eh già!

    E poi alla fine lo leggevo agevolmente, sorvolando magari su qualche aggettivo che bene o male spero d’aver intuito… ma in capitoli d’azione si può sorvolare.
    Era stata più dura all’inizio, con le descrizioni introduttive 😀

    Commento di tanabrus | 25 febbraio 2009

  5. Interessante questa saga, e il fatto che in certi punti ricordi Martin non può che attirarmi ancora di più. Solo una cosa: ma perché TAGLIARE in questo modo i volumi? E’ una cosa che mi manda in bestia!

    Commento di Anonimo | 26 febbraio 2009

  6. Il commento di prima era il mio. 😉

    Commento di StefanoRomagna | 26 febbraio 2009

  7. Già 😦

    Che poi ricordo che un annetto fa, quando era uscito “I ribelli del mondo oscuro”, avevo letto di cosa parlava perchè mi sembrava interessante.
    E non veniva detto che era un mezzo libro, nè parte di una trilogia. Non so se sul libro fossero scritte (e visibili) queste cose, ma online non avevo letto notizie al riguardo…

    Commento di tanabrus | 26 febbraio 2009

  8. Io ho amato moltissimo questi due libri di Durham (sto finendo il secondo), il problema è che non ne sono usciti altri o sbaglio ?!
    Vorrei sapere qualcosa in più. Mi aiutate ?!

    Commento di Eva | 6 dicembre 2010

  9. Dipende, hai letto Durham in inglese o in italiano?
    Se lo hai letto in italiano no, non è uscito niente altro. E per sapere se uscirà qualcosa di nuovo bisognere conoscere i dati delle vendite dei due volumi in cui è stato smembrato il libro.

    Se invece hai letto in inglese, saprai già (visto che parli di due libri) che è uscito da qualche tempo (parecchi mesi, a dire la verità) il secondo libro della saga, The other lands.
    Ancora non l’ho letto, comunque lo prenderò in inglese quando uscirà in economica. Devo solo decidere se prenderlo per il kindle o in cartaceo…

    Commento di tanabrus | 6 dicembre 2010

  10. Grazie, scusa se rispondo solo ora ma… il tempo è tiranno.
    Visto che sembra ancora lontana la pubblicazione dei libri tratti dal secondo libro della saga (lo smembreranno ancora, come da – pessima – tradizione secondo me)credo che anch’io lo leggerò in inglese.
    Peccato dover aspettare, mi sono proprio appassionata.
    Grazie ancora.

    Commento di Eva | 16 dicembre 2010


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