La torre di Tanabrus

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Monster


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Questo è un anime maturo, complesso, crudo, ambientato in Germania dopo la caduta del muro.
La storia comincia con il dottor Kenzou Tenma, un neurochirurgo giapponese che lavora in una clinica tedesca dove le sue enormi abilità sono sfruttate dal direttore per arricchire se stesso e la clinica. Addirittura, per assicurarsi i suoi servigi, fa fidanzare con lui sua figlia.
Ma per quanto il direttore cerchi di fargli capire che non tutte le vite hanno lo stesso valore, e che bisogna dare la precedenza alle operazioni su gente influente o facoltosa che può portargli dei benefici, Tenma si ribella. Crede nel suo lavoro, crede fermamente nel suo dovere di salvare tutte le vite indiscriminatamente.
E così una sera rifiuta di operare il sindaco per dare la precedenza a un bambino quasi morto, che si è beccato una pallottola in testa.

Il bambino si salva, il sindaco muore. Tenma viene allontanato dagli incarichi importanti e dai riflettori, declassato e costretto a sprecare il proprio talento. Viene lasciato dalla sua fidanzata, gli viene proibito di cercare lavoro altrove grazie all’influenza del direttore, che per ripicca lo vuole rovinare per sempre.
Malgrado ciò Tenma non è poi così triste. Ora può aiutare i malati senza dover venire a compromessi con la propria coscienza a causa dei dettami del direttore.
E poi la sua vita diventa un inferno.

Una serie di morti sospette colpisce l’ospedale, un serial killer comincia a imperversare.
E Tenma se lo troverà davanti, arrivando a capire che si tratta del bambino che lui stesso aveva salvato giocandosi così la carriera. Il bambino che poi era scomparso dall’ospedale assieme alla gemella, illesa ma in stato di shock.

Nel frattempo il caso delle morti all’ospedale passa all’infallibile ispettore Runge, che dopo aver analizzato i dati giunge alla conclusione che l’assassino sia il dottor Tenma, colui che maggiormente aveva beneficiato delle morti dei medici uccisi. Gli stessi che non volevano salvasse il bambino.
Tenma diviene così un fuggitivo, braccato dalla polizia mentre a sua volta bracca il bambino che ha una volta salvato, indagando sul suo misterioso passato.

Poco a poco veniamo così a conoscenza dell’infanzia di Johan Liebert nell’est europeo prima e nell’infernale orfanatrofio Kinderheim 511 dove venivano fatti esperimenti sui bambini. Scopriamo la scia di morti che ha seguito il suo vagare per la Germania riunificata, fin da bambino.
Un bambino dotato di una malvagità assoluta, visto da alcuni come il nuovo Hitler e da altri come il Diavolo.

Nella sua ricerca di Johan, Tenma incrocia diverse persone riuscendo ovunque a fare del bene, a portare speranza e ottimismo con la sua presenza e il suo impegno. Ma dentro di lui comincia a crescere l’oscurità, inevitabilmente.
Man mano che arriva a comprendere sempre di più la natura di Johan rischia di perdere se stesso, divorato dal rimorso per avergli salvato la vita.
Johan è un mostro quale il mondo non aveva mai visto prima, e Tenma avverte la responsabilità di averlo salvato. Intende quindi rimediare al suo errore, uccidendolo. Non gli importa di venire poi arrestato da Runge per omicidi mai commessi prima, l’unica cosa che gli interessa è fermare Johan prima che continui con i suoi folli piani di morte.

Ma non è il solo con questo obiettivo. Oltre a vari alleati che lungo il suo cammino riesce a procurarsi, c’è anche un’altra persona decisa a tutto pur di riuscire a uccidere Johan: Anna Liebert, sua sorella gemella.
Era stata lei, da bambina, a cercare di uccidere quel mostro, dopo averlo visto all’opera. E ora, cresciuta, gli dà la caccia, a sua volta cacciata in maniera più sottile dal fratello.

Inoltre, sia lei che Tenma non vogliono che sia l’altro a uccidere Johan.
Tenma vuole preservare l’innocenza della ragazza, oltre a ritenersi responsabile della vita di quel mostro.
Anna, invece, ha perdonato Tenma per aver salvato la vita al fratello. E vuole che il dottore non si macchi di questo omicidio, vuole che continui a fare ciò che sa fare meglio di chiunque altro: salvare vite, portare speranza.
In realtà però uccidere non è così facile, nemmeno quando hai tutte le motivazioni di questo mondo.

Non è facile quando il tuo avversario, il mostro che conosci bene, non ti punta addosso un’arma nè ti sta minacciando.
Johan raramente si sporca le mani, raramente si rivela pienamente.
La sua minaccia è sopratutto psicologica. Comprende alla perfezione l’animo umano, riesce a portare alla luce la malvagità e la disperazione di chi gli sta vicino per usarlo per i propri fini.
E i propri fini non riguardano un omicidio o del denaro o del potere. I propri fini sono sconosciuti, irrazionali. Vuole vedere la sofferenza, il caos.

I disegni dell’anime sono realistici e crudi, l’introspezione psicologica eccellente e profonda.
L’unica pecca può essere non tanto la lunghezza (74 episodi sono tantini) quanto la lentezza. In alcuni punti la storia rallenta enormemente, proprio a causa delle analisi psicologiche dei protagonisti.
Comunque è un anime bellissimo, e tutti i personaggi che compaiono sono adeguatamente caratterizzati.
Ho superato da poco la metà della serie. Molti segreti sono stati svelati, altri attendono ancora risposta.
La suspance è mantenuta a buoni livelli.

Un anime che merita, indubbiamente. Per ora mi tengo basso con il voto solo perchè sono ancora a metà.

Voto: 4\5 (per i primi 38 episodi)

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10 febbraio 2009 - Posted by | Anime, Monster | , , , ,

2 commenti »

  1. Vedremo di scaricarcelo allora…
    74 episodi però…Mamma mia…N’altro poco è più lungo della prima serie di Holly&Benji!! XD

    Ps: ma la serie è doppiata o va vista in giapponese coi sottotitoli?

    Commento di sommobuta | 10 febbraio 2009

  2. Penso sia stata doppiata, io la sto vedendo subbata in italiano dal giapponese.

    Commento di tanabrus | 10 febbraio 2009


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