La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il listone


Quando ho preso a leggere le Cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin, la saga era cominciata da parecchio tempo. Sono arrivato a casa con le versioni economiche dei primi tre libri originali, sette volumetti italiani, e me le sono godute una dopo l’altra.

Quando però dopo un anno mi sono trovato a reimmergermi nelle atmosfere dei Regni per leggere Il dominio della regina ho accusato il colpo del divario temporale. Un anno di distanza, e questo libro che va a parlare di personaggi lontani dal fulcro dell’azione… morale, mi sono dovuto rileggere tutti e sette i libri precedenti.
Ma mentre lo facevo mi ero chiesto se non sarebbe stata utile una lista dei personaggi e dei luoghi, aggiornandola magari di volta in volta con gli eventi importanti accadutigli.
La lista non ha mai visto la luce, ovviamente, e se mai uscirà A dance with dragons ne pagherò il fio trovandomi spaesato ad ogni cambio di prospettiva.

Ora invece le cose sono cambiate, e drasticamente.

Ho cominciato a comprare libri in lingua originale, che hanno diversi vantaggi:  costano meno, non rischio storpiature nelle traduzioni, sono reperibili (mentre ad esempio il primo di Stroud non l’ho trovato da nessuna parte) e mi consentono di migliorare il mio inglese.
Tutto bene e tutto bello, certo. Ma c’è un però.
Però non posso leggere questi libri come leggo quelli in italiano. La notte a letto, o in macchina quando devo aspettare qualcuno, o durante le attese fuori dall’ufficio di un professore. Non posso nemmeno continuare a leggere velocemente, divorando in breve tempo i libri.

Al contrario devo leggere lentamente e attentamente per capire le frasi. E devo leggere alla scrivania, con il dizionario sotto mano per poter cercare il significato di parole nuove o non ancora assimilate.
Qualche sera fa ho cominciato la lettura di Acacia – Book I: the war with the Mein (tradotto in italiano con I ribelli del mondo oscuro, notare come scompaiano il titolo della saga, il fatto che sia una saga e come La guerra con il Mein sia diventato I ribelli del mondo oscuro…)
La prima sera ho letto un solo capitolo, nove pagine. Nove lunghe pagine aggiungerei, visto che presentavano un personaggio e diversi luoghi a nord dell’Impero. E per potermi ben immaginare le scene avevo bisogno di capire le descrizioni, e quindi di cercare il significato dei molti aggettivi usati. Come è il terreno circostante? Come è vestito Thasren?
La seconda giornata è andata un po’ meglio. C’erano sempre descrizioni, certo, visto che si introducevano altri luoghi e personaggi. Ma erano in numero minore, e magari qualche aggettivo lo ricordavo dal capitolo precedente. Ho letto più pagine, un paio di capitoli.
La terza giornata meglio ancora. C’era più azione, e nelle azioni sono più ferrato rispetto ai lunghi paragrafi descrittivi.

Malgrado la prima sera avessi provato un moto d’inquietudine, sentendomi come imprigionato mentre dovevo rileggere frasi o cercare significati sul dizionario, questa sensazione è andata scemando man mano che la lettura si è fatta più agevole.

Una cosa però mi è stata chiara.
Questa lettura sarà lunga, molto lunga. Specialmente se mi comincerà il tirocinio (e il tempo per leggere diminuirà, quindi). Non posso fare le due di notte a letto, non senza portarmi dietro il dizionario… cosa scomoda. Nè posso sfruttare i tempi morti per leggere rapidamente un capitolo.
Devo andare lentamente, poco per volta. Tanto nessuno mi insegue.
Ma visto che i tempi si dilatano, rischierei di dimenticare qualche nome di persona o di luogo. Se un personaggio lo trovo oggi, e poi ricompare dopo cinque o sei capitoli, per me saranno passati due o tre giorni. Anche di più se in mezzo ci sono giorni in cui esco la sera.
E dovrei tornare indietro a cercare chi cavolo sia quella persona, o dove si trovi quel luogo.

Ecco che allora ho ceduto, e ho stilato una lista di personaggi e luoghi incontrati finora, con una parolina o due per spiegare chi siano.
Quando ieri sera è entrato in scena un Thaddeus di cui avevo letto quello stesso pomeriggio, subito dopo pranzo, mi è bastata un’occhiata al block notes per vedere che si trattava del consigliere del re.
E ho evitato di sprecare tempo cercando indietro nel libro.
Qualcun altro utilizza liste per tenere traccia dei personaggi di un libro?

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9 febbraio 2009 - Posted by | Altro | , ,

12 commenti »

  1. Mmm, ti ammiro per la tua caparbietà nel leggere i libri in lingua originale. Quello che spaventa a me nel leggere i libri in inglese è proprio questo: la lentezza nella lettura, e sopratutto non riuscire a distinguere le sfumature stilistiche utilizzate dallo scrittore.
    Ma sai che prima o poi, forse forse, potrei iniziare anche io? Alla fine, per forza di cose, la lettura deve essere più attenta, più concentrata, più attiva potremo dire. E questyo non può non giovare alle nostre capacità celebrali!:)
    Per quanto riguarda la lista dei personaggi e dei luoghi: al momento non ne ho ancora avuto bisogno: da questo punto di vista credo di avere una buona memoria (memoria che se ne va a quel paese quando devo studiare, chissà perchè :)), ma è anche vero che ancora non ho letto Martin!! 😀

    Commento di JackVenom | 9 febbraio 2009

  2. Io per Martin non ho avuto questa difficoltà di nomi, cognomi indirizzi e numeri di telefono…Soprattutto perchè, come te, ho letto i primi 7 librozzi uno dietro l’altro…
    Tenendo conto che ho capito che i prossimi libri usciranno in un futuro non meglio precisato (e ho già lanciato la sfida: “Finirà prima Martin con le Cronache o Eichiiro Oda con One Piece?”) e quindi finirò di leggere le Cronache solo quando saranno usciti tutti i volumozzi, per Martin non avrò problemi di stilare una lista, perchè lo ricomincerò da capo…

    Tutt’altro discorso per altri libri…
    La lista io l’ho usata in “Cent’anni di solitudine” per fare un’albero genealogico dei vari Aureliano Buendia (sennò mi sperdevo), ma soprattutto coi libri di Dostoevskij e Tolstoj…
    I nomi russi sono un incubo (oltre ad essere lunghi 20 km!)…Perciò là la lista era (ed è) d’obbligo!!

    Commento di sommobuta | 9 febbraio 2009

  3. Ps: bellissimi i simbolettini per ogni utente!! XD

    Commento di sommobuta | 9 febbraio 2009

  4. @Sommo: Te la sai lunga! Io invece non ho la forza di snobbare per anni i nuovi capitoli della saga (anche perchè prima della fine della saga passeranno almeno dieci anni, se non di più).
    Cent’anni di solitudine non l’ho letto, ma avendo letto di cosa parla in effetti penso fosse abbastanza utile la lista lì 😀
    (Gli avatar ho scoperto che erano di “default”, poi dovrò cercare di analizzare in base a cosa ne viene assegnato uno o un altro 😛 )

    @Jack: Si, le sfumature stilistiche probabilmente le perdo… ma finchè leggo di scrittori che non usano linguaggi particolarmente aulici dovrei perdere poco. E poco a poco sto velocizzando la lettura! (Anche se non ho ancora capito se è dovuto a un mio miglioramento o la fame di lettura mi ha spinto a dedurre parecchi termini facendomene cercare molti di meno sul vocabolario.. 😛 )

    Commento di tanabrus | 9 febbraio 2009

  5. Non ricordo di aver mai fatto liste di personaggi per la lettura di un libro, inclusi quelli che mi sono ritrovato a leggere al ritmo di un capitolo ogni quando capita.
    In quanto all’inglese, necessariamente si migliora continuando a esercitarlo. Io ormai ho la media di una ricerca in dizionario ogni 10 libri letti (perché sì, puoi saperlo quanto vuoi l’inglese, ma una parola una che non conosci e non riesci a dedurre prima o poi salta sempre fuori!)

    Commento di CMT | 9 febbraio 2009

  6. Io di Martin ho letto solo i primi quattro, e per il momento non mi è ancora successo di avere difficoltà a ricordare o inquadrare i personaggi, anche perchè a fine libro c’è già un’appendice che spiega tutto dividendo in casate… Qualora dovessi riprendere la lettura però magari avrei qualche bel buco temporale!
    Quanto ai libri in lingua originale, secondo me è un’ottima cosa leggerli nell’idioma in cui sono stati pensati e impressi poi sulla carta. Però se ti creano queste difficoltà non è meglio evitare? Non rischi di rovinarti il puro e semplice gusto della lettura?

    Commento di Stefano Romagna | 9 febbraio 2009

  7. Eh, però se non comincio non arriverò mai a poter leggere i libri in lingua originale abbastanza agevolmente.
    E viste le politiche editoriali spesso intraprese dalle case editrici italiane (Pubblico o no questo autore? Ambarabà, cicci, coccò…), i tempi di pubblicazione (che sono “rapidi” solo per gli autori di punta) e le traduzioni (riguardo alle quali a volte sento parlar male) se riesco a leggere in lingua originale forse è meglio 😀
    Conto di riuscire a migliorare, ovviamente.
    Che in parte è la speranza segreta con la quale guardo i telefilm subbati: sentendo l’inglese e leggendo i subs spero di riuscire prima o poi a capire decentemente l’inglese parlato 🙂

    Commento di tanabrus | 9 febbraio 2009

  8. Come sai io sono un grande sostenitore della lettura in lingua originale.
    Per questo ti consiglio di non demordere…per quanto tu sia lento sarai sempre più veloce della traduzione ufficiale 😉

    Commento di Valberici | 9 febbraio 2009

  9. Come qualcuno ha già detto, anche io sono ricorso alle liste per qualche romanzo russo. Soprattutto perchè i nomi oltre a essere tanti rano pure impronunciabili.

    Per marvin però mi sono fatto furbo. Dopo averne letti un paio adesso li accumulo e aspetto che si verifichi la seguetne combinazione di circostanze :
    1 Marvin completa la serie
    2 io ho un periodo totalmente privo di impegni in cui posso leggermeli tutti filati.

    Altrimenti è un disastro.

    Commento di sauroneraunbravoartigiano | 9 febbraio 2009

  10. Sai che alle volte anche io uso le liste? Specie in quei romanzi in cui i personaggi sono tremila e hanno nomi svedesi simili tra loro (Larsson docet).

    PS: Davvero non sei riuscito a trovare il primo di Stroud in italiano? Ti conviene provare ibs, oramai ne sono addicted ^^

    Commento di LucaCP | 11 febbraio 2009

  11. Eh, proprio ibs me lo dava, al momento, irreperibile.
    Ho tagliato la testa al toro… (così, se mi piace, lo finisco velocemente e passo anche ai Kings of Metal… ehm, Gli eroi della vallata (il nuovo libro di Stroud, uscito da poco in inglese))

    Commento di tanabrus | 12 febbraio 2009

  12. Dovrei iniziare anch’io a leggere in inglese! La scrittura di Stroud alla fine è semplice, non dovrei avere problemi (salvo qualche parola, cosa comunque normalissima). All’inizio avevo pensato di comprare l’ultimo romanzo della Rice in lingua originale, ma poi ci ho ripensato… usa termini troppo ricercati, passerei ore e ore sul dizionario senza godermi la storia ^^’

    Commento di LucaCP | 12 febbraio 2009


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