La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Nessun Dove


Autore: Neil Gaiman
Editore: Fanucci
Pagine: 287
Prezzo: € 16,50

L’autore

Neil Gaiman, nato a Porchester, Gran Bretagna, è il notissimo autore della serie di romanzi a fumetti Sandman, che ha ottenuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo, incluso il World Fantasy Award per il miglior racconto.
La raccolta Angels and Visitations è stata insignita dell’International Horror Critics Award, pur non essendo un libro di genere.
In Italia è famoso per numerosi romanzi, tra cui Coraline, Stardust e American Gods, tutti editi da Mondadori.

La trama

Richard è un giovane uomo d’affari, per un atto di generosità si trova catapultato lontano da una vita tranquilla e gettato in un universo che è al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. Qui incontra una ragazza di nome Porta e le persone che vogliono ucciderla. Poi un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, e un signore che abita sui tetti. Dovrà attraversare un ponte nella notte sulla via di Knighdbridge, dove vive il Popolo delle Fogne; c’è la Bestia nel labirinto, e si scoprono pericoli e piaceri che superano la fantasia più sfrenata. Richard troverà uno strano desiderio che lo attende.

Premessa a un blando tentativo di recensione

Ho cominciato a leggere questo libro ieri sera, cullato dai venti di bufera che si abbattevano allegramente intorno alla casa. Oggi me ne sono sbattuto completamente dello studio e da metà pomeriggio sono tornato ad immergermi nelle atmosfere magiche descritte da Gaiman fino alla conclusione del libro.
Sono enormemente deluso.
Deluso dal fatto che il libro sia finito, sia durato poco. Avrei voglia di rileggermelo, ora, subito.
Di Gaiman avevo già letto diverse cose, mi illudevo di essere al sicuro.
Conoscevo il suo Sandman e le sue atmosfere oniriche; American Gods e il ritorno delle divinità nel mondo reale, anche se alle nostre regole; I ragazzi di Anansi, con l’ironia e la fantasia di Neil lasciate libere di mescolarsi alla tematica delle divinità. E conoscevo il lato favolistico. Stardust e il suo mondo al di là del Muro, Coraline e la sua Altra Famiglia al di là della porta chiusa.
Pensavo che non mi avrebbe potuto stupire di nuovo. Illuso!

Blando tentativo di recensione

Richard viveva una vita monotona e noiosa, una vita comune come tutti noi. Almeno, la viveva finchè non ha soccoso una ragazza ferita e l’ha portata a casa. Poco a poco ha cominciato a capire che qualcosa non andava: piccioni e topi che portavano messaggi, individui poco raccomandabili che gli entravano in casa cercando la ragazza, la stessa ragazza che era scomparsa da una stanza nella quale era impossibile nascondersi. E poi, per trovare qualcuno che la aiutasse, prende a seguire delle strane istruzioni che lo conducono da una sorta di barbone. Dopo averlo seguito nelle fogne, e dopo essersi improvvisamente trovato ad arrampicarsi lungo una scala attaccata al tetto di un palazzo, finalmente Richard vede barbone e ragazza andarsene e si illude di essere tornato alla solita vita.
Invece la sua vita è appena cominciata.
Nessuno sembra vederlo, nessuno lo sente, viene totalmente ignorato da chiunque, perfino il suo bancomat risulta inesistente e il suo ufficio è svuotato. La sua casa affittata ad altri. La sua esistenza cancellata. La sua vita minacciata di morte dagli inseguitori della ragazzina.
Ha un solo modo per sopravvivere e riprendersi la sua vita, così parte alla ricerca della ragazza.

Londra Sotto

Finisce così a Londra Sotto, una città sotto la città. La vera città, si può dire, quella che conserva l’essenza di tutte le incarnazioni passate di Londra.
Perchè quando qualcosa viene dimenticato, scivola nelle fenditure e cade a Londra Sotto. Luoghi, persone… tutto finisce lì, in quel luogo permeato di magia.
Una magia che modifica il mondo di tutti i giorni trasformandolo in qualcosa di unico, affascinante, pericoloso.
La stazione di Earl’s Count diventa il luogo dove incontrare davvero la Corte del Conte; Knightsbridge diventa Nightsbridge, un luogo pericolosissimo dove l’oscurità prende forma e coscienza ed esige tributi da chi osa attraversare il ponte; Blackfriars è la dimora di frati vestiti di nero consacrati a una misteriosa missione; in Islington Angel dimora un Angelo, la cui dimora è sorvegliata da un labirinto nel quale si aggira la Bestia, una sorta di cinghiale gigante immortale.
L’annuncio nella metropolitana “Mind the gap”, “fate attenzione allo spazio vuoto”, assume tutta un’altra importanza quando lo spazio vuoto è il nome di un’entità che dal binario allunga i suoi tentacoli per cercare di catturare vittime da portare di sotto.
E questo posto magico è abitato da personaggi bizzarri ed unici. Barboni e senzatetto, li definiremmo. Vestono di stracci o abiti raccattati in giro, indossati l’uno sull’altro alla rinfusa.

C’è Lady Porta, la ragazza salvata da Richard, figlia di Lord Portico. Il suo scopo è scoprire chi ha ucciso la sua famiglia, e perchè. Ha il dono di poter aprire qualunque porta, sia che si tratti di una porta nascosta che di una porta chiusa che di porte invisibili o magiche o appena create.
C’è il Marchese De Carabas, un imbroglione e un truffatore di prima specie, ironico e pungente, ingegnoso ed irriverente. C’è l’uomo che vive sui tetti e parla con gli uccelli. Ci sono i Ratti, e i loro servitori umani Parla-coi-ratti.
C’è Hunter, leggendaria cacciatrice che ha girato il mondo delle Città-di-sotto per sconfiggere le bestie leggendarie che le popolano, come il Coccodrillo Bianco di New York. La guardia del corpo migliore di tutta Londra Sotto.
Ci sono le Velluto, che rubano la vita agli uomini per sentirsi vive. C’è Islington, un vero angelo, che passa il tempo ricordando la distruzione di Atlantide.
C’è il Conte, che comanda treni e macchinette automatiche, Signore delle cose dimenticate.
E ci sono Mister Croup e Mister Vandamar. Due entità che vivono per uccidere, i migliori assassini della storia si potrebbe dire. Lavorano su commissione e amano il loro lavoro, viaggiano nel tempo e nello spazio senza problemi.
Sono un misto tra le Iene e i due sicari ciarlieri di Sin City: that yellow bastard. Ma mescolati a dell’horror.
Uno è tozzo e con il vizio di parlare molto, ama sentirsi parlare e lo fa in maniera pomposa ed elaborata.
L’altro è alto e grande, la sua passione è il cibo. Qualunque cosa commestibile.
Entrambi, ovviamente, adorano uccidere, torturare ed infliggere comunque dolore.

Stile

Lo stile è Gaimaniano, stop.
Si viene portati con naturalezza nell’incredibile della Londra Sotto, in un mondo di barboni magici molto più vecchi di quanto sarebbe umanamente possibile. E si passa senza soluzione di continuità dalla magia all’ironia, dalla comicità alla crudeltà.
Mister Croup e Mister Vandamar, i sicari, sono presentati come delle macchiette, come se fossero sempre intenti a fare gag comiche. Ma con la stessa disarmante facilità con la quale fanno ridere, sono capaci di minacciare e compiere gli atti più efferati, provocando qualche brivido per la loro assoluta crudeltà.
Non penso ci sia un altro autore di fare tutto questo, e di farlo con questa semplicità.
Il libro ti cattura, ti travolge. Ti prende di peso e ti porta nella Londra Sotto, tra le meraviglie e i pericoli.
E’ una favola moderna, cupa e cattiva, adulta.
Adulta perchè non ha una morale per i bambini, ma per gli adulti. E la morale è che non bisogna dimenticare la fantasia, la voglia di vivere, il desiderio di avventure. Non dobbiamo per forza rinchiuderci in vite monotone, rassegnati a vivere e morire come altri hanno deciso al posto nostro.
La magia è tutta intorno a noi, bassta aprire gli occhi per saperla vedere.
Quando alla fine Richard torna a casa, si sente insoddisfatto. La vita ora gli va benissimo, un tempo sarebbe stato entusiasta e si sarebbe sentito realizzato. Ma ora no, sente che gli manca qualcosa.
Ormai ha visto la verità, ha sperimentato la vita reale, la magia. E non si può tornare indietro.

Pensasvo fosse questo quello che volevo, pensavo di volere una vita normale. Insomma, forse sono pazzo. Voglio dire, forse. Ma se questo è tutto quel che c’è, allora non voglio essere savio.

Che, scusate la presunzione, direi che è quello che ci spinge a leggere letteratura fantastica, a cercare di scrivere storie e racconti, a cercare di evadere dalla realtà di tutti i giorni grazie alla fantasia e all’immaginazione.

Reminiscenze

Mentre leggevo, avvertivo una strana sensazione. Diverse cose mi richiamavano alla mente qualcosa, un libro magari.
Ci ho riflettuto, mi ci sono scervellato. Pensavo di aver risolto l’enigma con Midnight Nation, opera a fumetti di Strakwynski che raccontava di come la gente venisse dimenticata ed allora prendesse a vivere in una sorta di città parallela, ormai invisibile alle persone comuni.
Ma non era quello. Era una sensazione più radicata, con più punti di contatto.
E alla fine ho realizzato (almeno credo).
Penso  che il campanello mentale venisse fatto suonare da Dimitri. Pan, La ragazza dei miei sogni… certo, non è molto simile a Gaiman anche perchè ritengo difficile per chiunque avvicinarsi a Gaiman.
Ma anche nei libri di Dimitri si ha una sorta di città visibile solo a chi “può e vuole” vedere. L’Incanto trasforma l’intera città, per lo sciamano niente è più come prima. La magia esiste, in un underground che metaforicamente può ricordare le fogne; i luoghi magici ci sono e sono molti, la gente sceglie l’indifferenza di fronte a fenomeni inspiegabili, la negazione; anche il protagonista di La ragazza dei miei sogni una volta scoperta la vera realtà, una volta reso partecipe della vita che si stava perdendo, non può più tornare indietro alla vita piatta di prima e abbraccia la sua nuova essenza, il suo nuovo modo di vedere il mondo.
Si, penso che l’assonanza che percepivo fosse con i libri di Dimitri.

Voto: 5/5

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5 dicembre 2008 - Posted by | Gaiman Neil | , , , , ,

7 commenti »

  1. Uffaaaaaaaaaaaaaaaa!!! è una vita che voglio leggerlo!!! 🙂

    Commento di fed | 6 dicembre 2008

  2. E allora è il momento giusto!

    Scorre via che nemmeno te ne accorgi, non è fantasy (di cui ora come ora non hai voglia)… prendilo, che non te ne avrai a pentire 😉

    Commento di tanabrus | 6 dicembre 2008

  3. Bravo! E’ esattamente come dici, Dimitri è molto ma molto “vicino” a Gaiman, pur avendo una sua originalità.
    Ed aggiungo che, a mio parere, Nessun dove è un capolavoro assoluto, l’unico libro di Neil che sta alla pari con Sandman. 🙂

    @Fed: è una mancanza gravissimissima, provvedi al più presto o dovremo prendere seri provvedimenti. 😛

    Commento di Valberici | 6 dicembre 2008

  4. Gnem… non linsciatemi, am l’ho finito giusto un paio di giorni fa e… Bhe, a me non è piaciuto.
    In particolare il ritmo della narrazione non era gestita con la cura che invece trovavo in American God o in Stardust (Tanto per fare un paio di esempi).
    Poi, ovviamente, de gustibus. Questo è il mio 😀

    Commento di palakin | 6 dicembre 2008

  5. … Proprio ieri in un negozio di fumetti guardavo i disegni di Sandman, ma lo stile grafico non mi ha attirato.
    Che dovrei fare? Comprarmelo lo stesso? Hmm…

    Commento di Bruno | 7 dicembre 2008

  6. è particolare come disegno, ma per quanto mi riguarda, caldamente consigliato!

    Commento di palakin | 8 dicembre 2008

  7. Io te lo consiglio enormemente.

    Magari cercati i primi numeri, dove viene spiegata la storia di Morfeo…

    Commento di tanabrus | 8 dicembre 2008


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