La torre di Tanabrus

Did you miss me?

I pirati dell’oceano rosso


Autore: Scott Lynch
Editore: Nord
Pagine: 710
Prezzo: 19.60 €

Trama

Non hanno più denaro, hanno perduto i loro amici e rischiato di morire, ma i Bastardi Galantuomini non sono sconfìtti, sono anzi più uniti che mai. Così Jean Tannen e Locke Lamora, ruggiti dall’amata Camorr, vanno là dove li porta l’irresistibile richiamo del denaro e cioè nella città di Tal Verrar, al centro della quale sorge la più grande, la più ricca e la più sorvegliata casa da gioco dello Stato. Leggenda vuole che ci abbiano provato in molti, a entrare nel suo caveau, e che nessuno ne sia mai uscito vivo. Ma proprio quando Locke e Jean si apprestano a sfatare la leggenda, un sinistro personaggio appare come per magia e, senza troppe cerimonie, li recluta come spie per assicurare alla giustizia i pirati del famigerato Zamira Drakasha. Davvero un incarico ideale per quei due, che non distinguono la poppa dalla prua e si trovano sbalzati in mezzo ad abbordaggi e a duelli a fil di spada nonché costretti a trasformarsi in lupi di mare. Una trasformazione che riuscirà particolarmente bene, dato che Locke, in breve tempo, diventerà nientemeno che il comandante di una nave…

Autore

Scott Lynch è nato nel 1978 a St. Paul, nel Minnesota, e ha fatto tutti quei lavori che, una volta diventati famosi, gli scrittori amano mettere nel loro curriculum:
lavapiatti, web designer, copywriter per un’agenzia di pubblicità e cuoco in un fast-food.
Poi è arrivato il successo di Gli inganni di Locke Lamora (Nord, 2007) -i cui diritti cinematografici sono stati immediatamente acquistati dalla Warner Bros. – e adesso può finalmente vantare la qualifica di <<autore>>.
Vive a New Richmond, nel Wisconsin.

I bastardi gentiluomini

La prima cosa da dire, è che questo è il secondo libro della serie dei Bastardi gentiluomini. E si vede.
La storia comincia a poco più di due anni dalla fine del primo libro, anche se con i soliti flashback di Lynch -Reminescenze le chiama, poste in fondo ai primi capitoli del libro- ci viene mostrato anche cosa hanno passato Jean e Locke tra la fuga da Camorr alla situazione attuale.
Inoltre è confermato che la saga si comporrà di sette libri, il terzo dei quali uscirà in America a febbraio.
Ecco quali sono i libri della saga.
The lies of Locke Lamora (Gli inganni di Locke Lamora)
Red seas under red skies (I pirati dell’oceano rosso)
The republic of thieves (24 febbraio 2009 negli USA)
The Thorn of Emberlain
The Ministry of necessity
The mage and the master spy
Inherit the night

Continuità

Avevamo lasciato Jean e Locke in fuga da Camorr, dopo che i Bastardi Gentiluomini erano stati sterminati dal Re Grigio e dal suo mago.
Adesso li troviamo a Tal Verrar, intenti a fare ciò che gli riesce meglio: ordire truffe colossali.
Grazie alle Reminescenze poste alla fine dei primi capitoli, però, scopriamo che i due hanno impiegato del tempo per rimettersi in sesto dopo la loro fuga. Che Locke si era abbandonato all’alcolismo e all’autocommiserazione per il fato dei suoi amici, mentre Jean teneva entrambi in vita e organizzava una banda a Vel Virazzo. Che alla fine Jean era riuscito a scuotere l’amico dal torpore che lo aveva pervaso, facendolo tornare quello di sempre.

Atmosfera ben diversa

Quello di sempre, certo, ma ormai qualcosa è cambiato in Locke.
Se il primo libro era pervaso da un senso di scherzosità, di irriverenza… ora l’atmosfera che pesas come una cappa su ogni pagina è ben più cupa.
Nel primo libro i ragazzi si credevano invincibili e magari immortali, affrontavano ogni sfida e ogni pericolo senza pensarci due volte e ridendo in faccia alla morte, tornando poi tutti insieme al loro rifugio. Ora però il rifugio è stato distrutto, e di tutti i Bastardi solo due sono rimasti in vita, col peso delle morti degli amici sulle loro spalle.
E all’atmosfera cupa contribuiscono ben presto gli intrighi nei quali Jean e Locke si ritrovano loro malgrado coinvolti. Gli agguati che si susseguono, nelle taverne come nei vicoli. I colloqui con l’Arconte, e i pericoli insiti nel truffare Requin e la sua Selendri.
Un’atmosfera opprimente, con Jean e Locke che si dibattono tra le maglie sempre più strette della rete di intrighi che si chiude lentamente su di loro.
L’atmosfera torna a farsi un po’ più serena solamente quando i due finiscono sull’Orchidea selvaggia, e diventano pirati. Finalmente si trovano in un ambiente quasi famigliare, in mezzo a gente che vive del furto. Un tuffo nel passato per loro, che alla fine giungono alla conclusione di non potere assolutamente tradire quella gente.

Ambientazione

Il mondo creato da Lynch è sempre più affascinante, con la civiltà che si è sviluppata adattandosi ai resti della precedente civiltà, i misteriosi Antichi. Dopo Camorr scopriamo Tal Verran, una città assurda fondata sul vetrantico (sostanza usata dagli antichi e adesso indistruttibile e non lavorabile) e fatta da isolotti.
E le luci alchemiche, che regnano sovrane.
E poi facciamo conoscenza anche con le isole Ventospettro, infestate da presenze inquietanti, simili a sirene come effetti ma ben più spaventose. Ventospettro che sembrano una Tortuga fantasy, protetta dalla natura stessa.
Non c’è che dire, l’ambientazione è spettacolare e sicuramente sul grande schermo renderà meravigliosamente!

Rosso?

In italiano il titolo trae meno in inganno, ma conoscendo il titolo inglese del libro (che rievocava battaglie per mare in grande quantità e fiumi di sangue che scorrevano sui ponti delle navi, e città messe a ferro e fuoco) sono rimasto un po’ deluso.
Ci sono stati solo due scontri in mare. Dei quali considero come una grande battaglia solo lo scontro tra pirati al largo di Tal Verran, anche se la sua risoluzione mi è sembrata un poco idiota. Fin dall’inizio viene detto che la Sovrana è la nave migliore dei pirati, che il suo equipaggio è il più grande… poi quella nave muove guerra all’Orchidea e d’improvviso non è in grado di abbordarla?
Gli libera contro delle bestie assassine, parte all’arrembaggio… ma le Orchidee resistono. Certo, sono forti, ma con il semplice numero sarebbero dovute essere schiacciate. E invece usano la carta del tradimento, con quell’intruglio alchemico (che ricorda tanto il fuoco alchemico di Martin)  che alla fine si ritorce contro di loro. Mah, una grande idiozia da parte del capitano.
E a parte quella, solo barchette. O una cittadina praticamente sguarnita, per quanto ricca, il cui sacco ci viene appena accennato.
Il titolo mi pare esagerato, lo ripeto. Fa pensare a tutt altro.

E la trama secondo l’edizione italiana

Peggio dell’inganno del titolo, direi. A parte che fanno due abbordaggi soli (di cui uno su una nave priva di difese) e che di “duelli a fil di spada” non ce ne sono, escluso forse quello tra Zamira e Koros.
Ma dire che Locke si trasformerà a tal punto da diventare in breve il comandante di una nave… questo no.
Questo fa pensare a Locke che, arrivato a Ventospettro, recluta una ciurma e diventa un capitano pirata. Invece è il comandante della nave con cui l’Arconte lo manda in mare, e in poco tempo viene scoperto come terricolo e gettato in mare a seguito di un ammutinamento.
La maggior parte del tempo che passa in mare, è come pirata nella ciurma di Zamira.

Jean e Locke

A parte queste puntigliosità, comunque, la storia è molto buona.
Incentrata, più che su Locke, sul rapporto che lo lega a Jean -quando non proprio su Jean.
Rapporto che dopo la fuga da Camorr è deteriorato, i due litigano sempre e affronano ognuno a modo suo le perdite che li hanno colpiti. Poco a poco, tornando a lavorare a truffe inaudite, ricominciano a fidarsi l’uno dell’altro, e sopratutto a fidarsi della loro amicizia. Anche se degli strascichi rimangono.
Così Locke non capisce il bluff di Jean quando sono di fronte ai sicari, una cosa che un tempo non sarebbe mai successa.
Molto bella anche la reazione di Locke alla relazione tra Jean e Ezri: si rende conto di non essere più l’unica persona che conta per Jean, e sa di essergli sempre stato “di peso” negli scontri, con Jean che doveva sempre salvarlo. Mentre Ezri è una combattente, e ha un rapporto con Jean quale lui non avrà mai -ovviamente.
Così la sua prima reazione è quella di rifiutare la loro storia. Di non accettarla. Ha paura di perdere importanza agli occhi di Jean a causa di Ezri, e senza Jean a lui non rimarrebbe nulla.
Poi finalmente accetta la loro storia, anche se continua ad isolarsi rinchiudendosi in sè stesso.
Sempre col pensiero alla ladra che faceva parte dei Bastardi durante la loro infanzia, la persona che a Camorr era tabù per il suo gruppo. La persona che Locke amava ed ama, malgrado non sappiamo ancora cosa sia successo tra loro.

Finale

Nel finale delude la reazione di Jean. Immagino che Lynch non sia riuscito a renderla come avrebbe voluto, perchè dopo tutte le premesse in cui si diceva che Jean avrebbe distrutto e devastato, mosso solo dalla disperazione e dal desiderio di vendetta… beh, alla fine Jean scivola quasi sullo sfondo.
E la rivelazione sul veleno… prevedibile (l’alternativa era che distruggesse la fiala), ma ovviamente nel prossimo libro arriverà la cura. O si scoprirà che il veleno era solo acqua, un grande bluff.

Misteri

Rispetto al primo libro, nessun mistero risolto ed altri buttati a caricare il piatto.
Il vero nome di Locke e la storia del suo amore sono ancora top secret, ma ora si aggiunge la fazione rappresentata da Merrin, quella del tatuaggio del tralcio di vite avvolto intorno alla spada. Chi sono, che interessi avevano a far stare al potere l’Arconte? E che piani hanno per il futuro, tali da temere un’intromissione dei due Bastardi Gentiluomini?
E poi, riusciranno mai i due a chiudere i conti con i Maghi? O i maghi la smetteranno di giocare, prendendo controllo di Jean per uccidere entrambi? (Che sarebbe la cosa più saggia per i Maghi, ma ovviamente non lo faranno mai).
Non resta che aspettare il prossimo anno per La repubblica dei ladri.

Voto: 4/5

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14 novembre 2008 - Posted by | Lynch Scott | , , , , , , , ,

13 commenti »

  1. O.O L’autore è uguale all’invincibile! La cosa mi sta scioccando! Scioccati!

    Commento di Nani | 14 novembre 2008

  2. Concordo con la recensione e vedo che hai notato una cosa piuttosto interessante: i libri di Lynch sono praticamente perfetti per essere tradotti in pellicola.
    Se non si metteranno in mezzo scioperi di sceneggiatori o registi incapaci, pregusto già film grandiosi e spettacolari 🙂

    Commento di Valberici | 15 novembre 2008

  3. @Nana: Ma meraviglioso!!

    @Val: Speriamo! Che si prendano tutto il tempo necessario, ma poi voglio dei film splendidi! E il fatto che per il primo libro siano subito stati venduti i diritti mi fa ben sperare 🙂

    Commento di tanabrus | 15 novembre 2008

  4. Credo di averlo detto spesso ultimamente, ma io preferisco Gli Inganni ai Pirati.
    Ciò non vuol dire che sia un libro brutto, tutt’altro. Magari il fantastico/fantasy fosse tutto come quello di Lynch…

    Credo che Lynch e Rothfuss siano i due giovani autori stranieri (parlo di maggiorenni fatti, eh…) più promettenti degli ultimi anni. Troppo ardita?? 😛

    Commento di Mirtillangela | 17 novembre 2008

  5. Uhm… di sicuro sono gli esordienti stranieri più promettenti tradotti in Italia.

    Specifico questo perchè sul blog del buon Rothfuss ho trovato diversi elogi dell’autore nei confronti di altri scrittori, magari con i quali si è conteso dei premi, e di cui parla immensamente bene. Autori che da noi non sono (ancora?) arrivati.

    Se ce ne fossero altri al loro livello, saremmo a posto per i prossimi venti anni 😀

    Commento di tanabrus | 18 novembre 2008

  6. @tanabrus: Ah bhè si, ovvio. Degli autori a noi pervenuti, degli altri non posso dire nulla ^^’

    Commento di Mirtillangela | 18 novembre 2008

  7. Io invece son sempre più tentato di cominciare a seguire direttamente in lingua originale… Il brutto di tale scelta però sarebbe che il bacino-libri diventerebbe immenso. E finirei sotto un ponte 😦

    Commento di tanabrus | 18 novembre 2008

  8. e invece, se volessimo continuare a seguirlo, a quanto pare dovremmo arrangiarci con l’edizione in lingua originale…

    Ecco le testuali parole della segretaria editoriale dell’editrice nord che mi ha inviato oggi per mail, in seguito a una mia richiesta di come procedevano i lavori di pubblicazione del terzo capitolo della saga:

    Gentile Alberto,
    sappiamo di darle un dispiacere ma, al momento, non è prevista la pubblicazione di nuovi romanzi di Scott Lynch, dato che il gradimento del pubblico italiano nei confronti di questo autore è stato piuttosto limitato. Sappiamo bene che alcuni lettori, come lei, ne rimarranno comprensibilmente delusi, ma la nostra casa editrice non può ignorare il responso del pubblico. Non escludiamo di ripensarci, ma per ora non siamo in grado di darle indicazioni più precise

    allego anche la loro mail nel caso voleste toccare con mano pure voi

    info@editricenord.it

    un saluto

    Alberto

    Commento di Alberto | 24 giugno 2009

  9. … giuro che mi cogli totalmente alla sprovvista. Non me l’aspettavo minimamente.

    Cioè, prima fanno uscire i Pirati di nascosto, senza pubblicizzarli minimamente, tanto che lo scopro solo tramite Infinitestorie… e ora si lamentano del poco successo e lo tagliano?

    😦

    Mi ricorda Kings, non pubblicizzato e messo in onda in orari impossibili…

    Vabbè, vorrà dire che risparmierò prendendolo in originale.
    Peccato per chi non sa l’inglese, però…
    Grazie mille dell’informazione, Alberto.

    Commento di tanabrus | 24 giugno 2009

  10. Stesso destino toccato alla Carey, che mi sono letto in lingua originale.
    Temo che in futuro leggeremo esclusivamente libri in inglese, visto che gli italiani leggono sempre meno.
    Alla fine vedrai che anche gli autori italiani li pubblicheranno solo all’estero, tradotti. 😦

    Commento di Valberici | 24 giugno 2009

  11. Che peccato Tanabrus … mi sembra impossibile che siano libri che hanno riscosso poco successo, sono fatti talmente bene che si leggono tutto d’un fiato !!!

    Adesso ci si mette pure la Nord a farci ‘sti scherzetti … non bastava la Mondadori ..

    bah!

    Commento di GeneraleMerdez | 25 giugno 2009

  12. Non dubito abbiano avuto poco successo, Generale. Per il semplice fatto che se avessero venduto parecchio, la Nord ci avrebbe guadagnato e ci guadagnerebbe ulteriormente pubblicando i volumi futuri.

    Piuttosto si potrebbe parlare di come il secondo volume sia uscito in sordina senza che nessuno sapesse niente (come ho detto, l’avevo scoperto dalla newsletter di infinitestorie e avevo girato la notizia a Mirtillangela. Lei aveva scritto alla Nord ottenendone conferma). O di come anche il primo non sia stato pubblicizzato (capisco che non avranno i mezzi della Mondadori, ma la pubblicità in rete non costa molto. Mandare annunci ai siti che se ne occupano, mettere in rete il primo capitolo o un estratto del libro… tutto avrebbe aiutato.

    Vabbè, vorrà dire che me lo leggerò in inglese.

    Commento di tanabrus | 25 giugno 2009

  13. Speriamo che con il film …
    io non leggo in inglese 😦

    Commento di GeneraleMerdez | 26 giugno 2009


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