La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Lasciami entrare


Autore: John Ajvide Lindqvist
Editore: Marsilio
Pagine: 461
Prezzo: € 17,50

La trama

«Uccido perchè devo.
Non esiste un altro modo.
Uccido perchè voglio vivere.
Proprio come te»

A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l’inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali, ma anche c’è anche chi pensa all’opera di un serial killer.
Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle imprese dell’assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l’ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l’unica novità nella sua vita, perchè Oskar ha finalmente un’amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i due ragazzini diventano più che semplici amici. Ma c’è qualcosa di strano in Eli, dal viso smunto, i capelli scuri e i grani occhi. Emana uno strano odore, non ha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto la notte…
Lasciami entrare
è una tenera e crudele storia d’amore, vendetta e vampiri, un racconto fantastico e commevente sul dolore dell’infanzia e la forza dell’amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenza dell’amore e alla voglia di vivere.

L’autore

John Ajvide Lindqvist, nato in Svezia nel 1968, è cresciuto nel quartiere di Blackeberg, a Stoccolma. Ha fatto per anni il prestigiatore, è autore televisivo e ha scritto sceneggiature e testi teatrali.
Best-seller in Svezia, in corso di traduzione in numerosi paesi, Lasciami entrare è il suo primo romanzo, da cui è stato tratto un film con la regia di Tomas Alfredsson, di cui qui è possibile vedere il trailer.
Di prossima pubblicazione il suo secondo romanzo, Come trattare con i morti viventi.

Recensione

Oskar è un personaggio creato per suscitare simpatia e pietà, e ci riesce benissimo. Nei primi capitoli ci viene presentato come grasso, imbranato nelle attività fisiche, preso di mira dai bulli, incapace di reagire, incontinente (tanto da aver ideato in gran segreto una “pallina anti-pipì”). Per non sentirsi un vigliacco rubicchia nei negozi, e coltiva sogni di vendetta collezionando ritagli di giornali che parlano di serial killers. E immaginando di essere come loro, di riuscire a uccidere i suoi tormentatori.
Oskar è solo. La madre lavora tutto il giorno, il padre beve e lo vede di rado, quando decide di andarlo a trovare prendendo l’autobus. Non ha amici, quelli che aveva sono spariti quando lui è diventato la vittima della scuola.

Eli lo vede per la prima volta una sera, mentre si sfoga attaccando con un coltello un albero. Immaginando in realtà di stare massacrando chi gli ha reso la vita un inferno. Come probabilmente ogni bambino vittima di bullismo.

E’ l’arrivo di Eli a cambiarlo. Eli lo vede diversamente da come gli altri lo vedono, da come lui stesso si vede. Migliore, affascinante. Forte.
Ed è per Eli, non per se stesso, che trova la forza di reagire alle angherie. La forza di prendere un bastone e colpire i suoi nemici. La forza di non essere più una vittima.

Eli, dal canto suo, ha trovato una nuova vita in Oskar.

E’ un vampiro vecchio di duecento anni, in un corpo di dodici anni. Non ama uccidere, ma è il prezzo della sopravvivenza. Non vuole morire, vuole vivere, vuole sapere cosa sia la vita. Per questo Eli viaggia con Hakan. Un pedofilo che per amore suo uccide ragazzini portandogli il sangue raccolto.
Un pedofilo che in quell’anima antica racchiusa in un desiderabile corpo acerbo vede la sua salvezza, un compromesso per alleviare la propria coscienza.
Ma grazie ad Oskar Eli cambia.
Sembra avere realmente dodici anni, ora. Vuole giocare, ridere, divertirsi. Mentre Hakan è solo un vecchio pervertito, qualcosa da sopportare per convenienza e nulla di più.

Man mano che la relazione tra Eli e Oskar si fa più forte, Eli ispira sempre più tenerezza.

La ritrosia con la quale poco a poco si apre ad Oskar. Le sue fughe prima dell’alba, il codice morse appeso al muro della sua stanza per popter comunicare con l’amico.
I suoi silenzi quando deve parlare di sè, del suo passato, della sua vita.

E finalmente giunge la verità.
Il vampiro, il cancro che consuma il suo corpo. La malattia che l’affligge da sempre, quel dover bere sangue per restare in vita. Quel sangue infetto che governa il suo corpo.
E l’altra verità. Eli che non è una ragazza. Eli che non è neanche un ragazzo. Elias che, ancora umano, era stato vittima della pazzia di un nobilotto. Che lo aveva scelto per il suo aspetto, e gli aveva tolto gli organi genitali. Eli che adesso là sotto non aveva nulla.

E Oskar inizialmente fugge. Fugge dal vampiro, fugge sopratutto da Eli. Dalla persona che la notte entrava dalla finestra dormendo nuda al suo fianco. Da chi voleva come sua ragazza. Fugge da quel ragazzo che lo spaventa. Fugge perchè “frocio è peggio che vampiro”.

Ma poi, timidamente, lentamente, torna.

Eli o Elias, poco importa. E’ suo amico, è il suo unico amico. Torna da lui, ed Eli gli rivela la sua vita, gliela fa vivere.
Tenerissimo il momento in cui chiede a Oskar il permesso di entrare in casa sua, e il ragazzo chiede cosa accadrebbe se non glielo desse. Eli glielo mostra.
Entra ugualmente, e comincia a perdere sangue da innumerevoli, minuscole ferite su tutto il corpo. Attendendo fiducioso che Oskar pronunci le parole che gli salverebbero la vita: Puoi entrare.
Una fiducia totale in Oskar, in quell’unico appiglio alla vita che Eli ha trovato.

Oskar che corre da Eli quando scopre che hanno identificato Hakan, il serial killer che si era sfigurato con l’acido per non mettere Eli in pericolo. Hakan che è diventato un vampiro, Hakan che cerca Eli da morto così come in vita, perchè ormai è Eli la sua fonte di vita, il motivo della sua esistenza.
Oskar che salva Eli fermando chi stava per ucciderlo.

Eli che salverà Oskar dalla vendetta di uno dei bulli della scuola, che con ragazzi più grandi lo sta affogando in piscina. Eli che salva Oskar dalla prigione di quella vita che ormai gli era stata cucita addosso, Eli che se ne va con Oskar, alla fine. Come aveva detto il ragazzo “non vorrei essere come te. Ma vorrei essere con te”

Alla fine c’è anche il lieto fine, almeno per i due protagonisti.

Almeno per loro, perchè per tutti gli altri finisce in tragedia. Sopratutto per Locke e Virginia, la coppia tragica il cui destino incrocia la strada di Eli e Oskar.
Virignia che diventa un vampiro, e si brucia viva per non far del male a chi ama.
Locke che ha perso il migliore amico e la donna per colpa di Eli, e che quando lo trova indifeso e sta per ucciderlo viene fermato da Oskar. Locke diverrà un banchetto per Eli, mentre Oskar per la prima volta se ne starà nella stanza accanto, insensibile alla morte dell’uomo.
Due vite tragiche, due personaggi che ispirano tristezza e malinconia. Due buoni che fanno un’orribile fine.

Un ritratto certo impietoso della vita nei sobborghi svedesi negli anni ottanta, una generazione praticamente priva di aspettative per il futuro.
Tranne Oskar, che con Eli riesce a fuggire da quella prigione per guadagnarsi la libertà assieme all’amico.
Uno splendido libro, sul finale ho seriamente temuto che il finale fosse di tutt altro tipo (e ci sarebbe stato benissimo anche quello!)

Voto: 5/5

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16 settembre 2008 - Posted by | Lindqvist John Ajvide | , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Solo quattro parole:
    TE LO AVEVO DETTO. 🙂

    Commento di Tintaglia | 18 settembre 2008

  2. Vero 😀

    Commento di coubert | 18 settembre 2008

  3. Io non ho letto il libro,ma in compenso poche settimane fa ho visto il film.Terrificante,commovente,delicato.Sarebbeimperdonabile non vederlo.E chi si aspetta una schifezza adolescenziale alla twilight saga sappia che non è così.

    Commento di udosen.victoria@yahoo.it | 19 dicembre 2010

  4. Lessi il libro parecchio tempo fa, ma non ricordo se Hakan sia il pervertito di cui parli oppure se Eli l’abbia conosciuto da ragazzino e sia poi in seguito cresciuto ! Fa riflettere questa cosa…

    Commento di Zeder | 3 ottobre 2014


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