La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Lo spirito oscuro di Shannara


Sceneggiatura: Terry Brooks
Adattamento: Robert Place Napton
Disegni: Edwin David
Editore: Mondadori
Pagine: 192
Prezzo: € 18,00
La storia

Come spiega lo stesso Brooks, la storia si svolge alla fine della prima trilogia di Shannara. Protagonista è Jair Ohmsford, uno dei due fratelli che, nel libro La canzone di Shannara, mostravano di possedere la canzone magica, conseguenza dell’utilizzo da parte del padre delle pietre magiche elfiche (nel libro precedente, Le pietre magiche di Shannara).
Brin si è sposata e ora vive a Leah, mentre Jair ha continuato a vivere la sua vita, benchè lontano da Kimberly. Si scopre però che in qualche modo Garet Jax, il maestro d’armi, è rimasto anche da morto al fianco di Jair. Infatti Jair riesce ora a creare una cosa reale con la sua canzone: Garet Jax, il cui corpo e le cui capacità sostituiscono quelle del ragazzo. Uno scambio di corpi pericoloso, nel quale Jair rischia di perdere se stesso inebriato dal potere del maestro d’armi.
Brin lo supplica di non usare mai più la sua magia, lei conosce bene le lusinghe della Canzone e come questa ti possa cambiare.
Ma quando l’ombra di Allanon compare a Jair, il ragazzo capisce che non potrà mantenere la promessa fatta alla sorella: Cogline e Kimberly sono stati rapiti dai Rat, che avendo perso l’Illidatch vogliono usare i segreti custoditi nella testa del vecchio per far tornare Paranor ed appropriarsi dei suoi segreti.
Jair parte allora diretto alla Pietra del focolare assieme al vecchio compagno, lo gnomo Slanter, e riesce a ritrovare Baffo, il gatto di palude di Cogline, e la nipote Kimberly.
Cogline invece è stato fatto prigioniero, torturato da una strega che gli ha strappato i suoi segreti e che ora lo sta per convincere ad evocare l’antica fortezza druidica. Solo Jair a questo punto li potrà fermare, prendendo nuovamente le sembianze di Garet Jax…


Traduzioni

Posso essermi rimbambito io, e non ricordare per bene La canzone di Shannara, ma i Ret… nel libro non venivano chiamati Mortombre? Controllare la precedente traduzione non avrebbe richiesto molto tempo. Male, molto male!


Shannara

Niente da fare. Per quanto spesso le storie non siano eccelse, per quanto sia stato detto ormai quasi tutto su questa saga… tornare nelle Terre è sempre bello. Ho cominciato a leggere il fantasy con La spada di Shannara, e ogni volta che leggo quei libri mi sembra di tornare in un mondo ormai familiare. Leah, gli gnomi-ragno, le montagne con i loro pericoli, la pietra del focolare, il fiume Argento, Paranor… posso capire l’emozione di cui parlano Napton e David nelle pagine conclusive della graphic novel.
E ho trovato azzeccate le scelte grafiche utilizzate per rappresentare i vari personaggi (rabbrividendo nel vedere il primo disegno della Strega, per fortuna cassato da Brooks).
Gli unici appunti sono per Kimberly, che essendo pur sempre un’eroina fantasy viene mostrata con una sorta di bikini-non-bikini. E per Rone Leah, che viene mostrato col neonato figlioletto (di nome Jair, n.d.T.) e che indossa un abito vagamente assurdo per quell’ambientazione… un abito più da Beowulf di Lambert che non da Shannara.

Godibile

Una storia tutto sommato breve, una minaccia di molto inferiore a quelle cui siamo stati abituati in questo mondo. E una trama lineare, senza gli intrecci di personaggi che solitamente avvenivano in quelle vecchie storie di Shannara.
Certo, questa è una graphic novel e non un libro, e la complessità (specie considerato che è il primo tentativo di questo tipo per Brooks) è per forza di cosa inferiore.
Ma da quando ho scoperto l’obbiettivo dei Ret e della strega, non ho fatto altro che pensare che Paranor aveva già un guardiano, comunque. E che difficilmente quei Ret privi di poteri avrebbero rappresentato un ostacolo per lui, così come la strega. Quindi indipendentemente da Jair, il cui ruolo a questo punto diventava solamente salvare i suoi due amici e portarli lontani da Paranor. Cosa che in effetti poi accadrà, mentre la strega viene sistemata dal guardiano magico di Paranor.
La storia scorre bene, è bello poter vedere i paesaggi da sempre descritti nei libri, anche se alla fine non lascia molto dietro di se.
Di certo non è qualcosa di memorabile o che rimarrà a lungo impresso nella memoria, ma nemmeno è qualcosa da buttar via.

Voto: 3/5

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12 settembre 2008 - Posted by | Brooks Terry | , , , ,

2 commenti »

  1. L’ho trovato ieri ad una fiera del fumetto, non sapevo neanche della sua esistenza. Sono impaziente di leggerlo!
    Un piccolo appunto: “Ret” è la comprensibile abbreviazione di Mwellret, gli uomini-rettile ai quali appartiene anche il Morgawr. Le Mortombre sono un’altra cosa, e ad una prima occhiata, mi sembra che non ci siano errori al riguardo…

    Commento di Poianone | 29 settembre 2008

  2. In questo caso tanto meglio!

    Vuol dire che con gli anni ho dimenticato dettagli della Canzone… magari ne approfitto per rileggerlo, che tanto ora non ho libri in coda…

    Commento di coubert | 29 settembre 2008


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