La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Armageddon – scorciatoie per l’Apocalisse

Autore: Alan D. Altieri
Editore: TEA
Pagine: 290
Prezzo: € 10.00

Trama

Come sarà la fine dei giorni? Uno scrittore l’ha già vista.
Più di una volta.
E l’ha raccontata.
Nelle sue storie.


Phoenix
Pontee
La sindrome di Wolverton
Miss Ecclesiaste
Certificato Omega

Autore

Alan D. Altieri, milanese, ingegnere, è vissuto a lungo a Los Angeles, lavorando per il cinema come sceneggiatore.

Del <<maestro italiano dell’Apocalisse>> nelle edizioni TEA sono già stati pubblicati, tra gli altri, Città oscura, Città di ombre, Ultima luce, Kondor (premio Scerbanenco 1997), L’uomo estremo e i primi tre romanzi dedicati al personaggio dello <<Sniper>> Russel Kane.
Mentre presso Corbaccio è apparsa la grandiosa saga storica di Magdeburg.

 

Armageddon

Partiamo da una precisazione: il titolo c’entra poco con i cinque racconti presenti all’interno del libro. Molto poco.
Tra titolo e quarta di copertina, mi aspettavo racconti che parlassero della fine del mondo. Magari una volta per via di una guerra, una volta per un qualche morbo, alieni, esplosione del sole, meteorite…

Invece niente di tutto questo. Solo in due racconti vediamo uno scenario post-apocalittico, in un certo senso.


I racconti

I racconti sono belli, non c’è che dire. A partire dal primo, Phoenix, ambientato al tempo della seconda guerra mondiale… davvero molto bello, anche se ad un certo punto era diventato prevedibile. Con l’uomo maledetto, l’uomo che non poteva morire ma portava la morte agli uomini comuni, che dopo essersi rivelato passa il testimone al suo successore.

Bello anche Ponte, che mescola scienza e soprannaturale. Ma che con l’Armageddon è il racconto che c’entra meno di tutti. Assolutamente niente.

Wolverton invece non mi è piaciuto. Una base sperduta in Antartide, dove le persone impazziscono e si uccidono a vicenda. Un morbo, una sindrome che li ha colpiti, che li ha costretti a sterminarsi. E un manipolo di soccorritori, che dovranno fare i conti con lo stesso problema.
Le premesse erano interessanti, ma per venire bene -a mio avviso- sarebbe dovuto essere più lungo.

Miss Ecclesiaste è, per ammissione dello stesso autore, citazione e celebrazione di Io sono leggenda. Non ci spreco neanche parole. E si, è ovviamente uno dei due racconti post-armageddon.

Certificato Omega è l’altro racconto post-apocalittico. Interessante, con una buona storia e un finale che ti lascia senza parole. Siamo in un mondo sopravvissuto alla Guerra dell’Energia e al Morbo Grigio, e il protagonista è un poliziotto duro e puro che cerca con tutte le forze di prendere il più grande spacciatore della zona. La droga è un liquido che ti distrugge il corpo. Letteralmente.
La prendi e muori, ti si disgrega l’organismo.
Lo spacciatore è un quattordicenne, i suoi scagnozzi sono anche più piccoli ed armati letalmente.
Davvero una gran bella storia.

Lo stile

E qui arriviamo alla nota dolente. Le storie spesso sono belle ed interessanti, certo, ma lo stile è un bel problema.
Altieri sa scrivere, certo, e scrivere bene. Ma non racconta, descrive.
Fotografa gli attimi, spesso tralasciando del tutto i verbi. Spesso utilizzando frasi di una manciata di parole, anche solo due parole o una soltanto.

Capisco che così si dia risalto alla parola, ma un conto è usare questo espediente ogni tanto e dare così molto risalto alla parola, in mezzo a periodi più lunghi.
Un altro caso invece è quando tutto il testo è fatto così.
Non sono riuscito a farmelo piacere, per niente.

Senza contare un altro vizio dello stile di Altieri: un’audace alternanza tra tempi passati e presente.
Che si, capisco possa essere fatto per dare più forza e maggiore impatto ad alcune immagini, ma l’effetto che produce -almeno in me- è quello di una grossa stonatura.
Senza contare che a volte si confonde, ad utiizzare questa alternanza, e dove dovrebbe mettere un presente in mezzo ai passati continua col passato, aumentando a dismisura l’effetto di stonatura del testo.

No, mi spiace perchè si vede che ha ottime idee, ma non riesco a digerire il suo stile. Dubito che prenderò Magdeburg, malgrado ne abbia sentito parlare benissimo.

Voto 2/5

1 agosto 2008 Posted by | Altieri Alan | , , | 3 commenti