La torre di Tanabrus

Buona Apocalisse a tutti!

Un Neil Gaiman agli esordi letterari, in coppia con un Terry Pratchett in ottima forma.
Un libro letto con il gruppo di lettura YA su Goodreads.
La nascita dell’Anticristo, angeli e demoni che si preparano alla Battaglia Finale, i Cavalieri dell’Apocalisse che tornano a muoversi.
Ma lui, il neonato Anticristo, l’Armageddon… cosa deciderà di fare? Come userà i suoi poteri?
Paradiso e Inferno cercano di manovrarlo, di plasmarlo secondo la loro volontà. Mentre un Angelo e un Demone, affezionati alla Terra, cercano di scongiurare l’Apocalisse. Continua a leggere…

22 aprile 2012 Pubblicato da | Gaiman Neil, Pratchett Terry | Lascia un commento

Varie e assortite

Edit: questo post era stato fatto la scorsa settimana. Poi mi è stato fatto notare che era sparito… mah, misteri di WordPress.

Segnalazioni, letture del week-end passato in gran parte a cazzeggiare, appuntamenti e altre bazzecole di questo tipo che mi si stavano accumulando e che scordavo di postare. Continua a leggere…

23 ottobre 2011 Pubblicato da | Bleach, D.Gray-Man, Doctorow Cory, Fairy Tail, Firefly, Gaiman Neil, Lazellari Edward, Lowric John Patrixk, Lucca Comics, Pratchett Terry, Psyren, Rat-Man, X-Men | Lascia un commento

Perle dal web (11-2011)

Eccoci anche questa settimana alla rubrica del martedì, dove segnalerò articoli interessati scovati nell’ultima settimana in rete. Una mia personale rassegna di articoli presi da blog amici o nei quali sono comunque incappato casualmente in rete.

Perché certi post meritano di essere fatti circolare! Continua a leggere…

14 giugno 2011 Pubblicato da | comics, Gaiman Neil, Informatica, Manga, Perle dal web, Pratchett Terry, Serie tv, Shusterman Neal | 2 commenti

The graveyard book

Autore: Neil Gaiman
Editore: Harper Collins Publisher
Prezzo: € 16.07
Pagine: 307

E finalmente ho letto l’ultima opera di Gaiman (per il quale non è certo un segreto che io provi una sincera venerazione).

Per prima cosa però vorrei elogiare il libro fisico in questa versione originale. Tolta la sovracopertina, ci si trova tra le mani un libro blu, con una sorta di… sovracostola nera? In pratica la costola e un cinque cm sia sulla copertina che sul retro sono come rivestiti con un ulteriore strato di carta\cartoncino, nero. Una striscia argentata verticale su questo sovracchè abbellisce il tutto, e al centro della parte blu spiccano, agentate, le iniziali dell’autore: NG.
Me ne sono innamorato, una volta che l’ho visto così…

Ora il libro.

Chi ha letto Il cimitero senza lapidi e altre storie nere ricorderà il racconto relativo a un bambino che viveva in un cimitero, accudito dai fantasmi dei defunti.
Questo libro è la storia completa, di cui il racconto di quel libro è stato si può dire l’inizio, la prima cosa scritta.

Bod (Nobody) è un bambino tutto sommato fortunato.
Aveva giusto un paio di anni quando la sua famiglia è stata sterminata da un misterioso e soprannaturale  uomo Jack (che posso ipotizzare rientri nell’immaginario americano… sarà una specie di  uomo nero?) ma lui è riuscito a scappare -senza volerlo, ovviamente, vista l’età… ha visto la porta aperta e, spinto dalla curiosità, è uscito- e a raggiungere il cimitero vicino casa.
Lì è stato adottato dagli Owens, una coppia di fantasmi, e ha ricevuto un guardiano: l’enigmatico Silas, l’unico abitante del cimitero non sepolto lì dentro, nè vivo nè morto, l’unico in grado di procurarsi cibo e vestiti per il bambino.
Gli è stata anche concessa la libertà del cimitero, rendendolo in grado di utilizzare dei  poteri da fantasma dentro il cimitero. Vedeva al buio, e ovviamente vedeva tutti i fantasmi; poteva attraversare gli oggetti, e così dormire di giorno dove nessuno lo avrebbe potuto trovare; crescendo avrebbe potuto imparare a svanire dalle menti, a entrare nei sogni, a impaurire… ma l’uomo Jack era sempre là fuori, a dare la caccia a quel bambino scampato al massacro. E anche Bod, una volta cresciuto, lo vorrà trovare per potersi vendicare. E verrà alla luce una storia di magia e profezie…
Come al solito Gaiman crea un ambiente intriso di magia e fantastico rendendolo totalmente plausibile, credibile.
Perchè i morti non dovrebbero comportarsi così, nei cimiteri? Perchè non dovrebbero esistere i ghoul, e la loro terrificante città in un’altra dimensione? Di sicuro vecchie tombe semidistrutte ora mi ricorderanno sempre questi mangiatori di cadaveri…

Il libro è strutturato a racconti, ogni capitolo un racconto ambientato in un diverso periodo temporale. Pressappoco con un salto di due anni tra ogni capitolo.
Vediamo così l’arrivo del piccolissimo Bod al cimitero, e la sua avventura con la piccola Scarlett; il suo viaggio verso la città dei ghoul e la sua amicizia con la streghetta Liza, uccisa dai concittadini e le cui ceneri erano state gettate in terra sconsacrata; i primi contatti di Bod con dei coetanei a scuola, e l’incredibile festa della danse macabre.
Fino a quando  Bod cresce, e con i suoi protettori lontani si ritrova a fronteggiare i suoi nemici nel confronto finale.

Una sorta di rivisitazione Gaimaniana del Libro della Jungla -che Neil cita come prima cosa nei ringraziamenti finali- come sempre molto bella. C’è il divertimento, grazie sopratutto ai vari fantasmi che compaiono nel cimitero; c’è la crescita lenta e inesorabile di Bod, c’è il senso della vita spiegato a un bambino.
C’è il piccolo Bod che mette il broncio e rischia di morire, e c’è Bod cresciuto che si trova a disagio con i fantasmi bambini con cui un tempo giocava.
C’è l’amica vivente, Scarlett, che alla fine scappa da lui; e c’è l’amica morta che lo aiuta in più occasioni, ma che alla fine capisce che le loro strade sono destinate a separarsi visto che Bod crescerà e invecchierà, e allora si allontana per prima da lui.
C’è Silas con il suo passato misterioso e i suoi poteri incredibili, e c’è Miss Lupescu; ci sono gli uomini Jack e c’è la guardia d’onore; c’è la Morte che intercede per Bod, e balla con lui promettendogli che si, un giorno farà anche lui un giro in groppa al suo enorme cavallo. Come tutti, prima o poi.

Un altro bel libro di Gaiman, peccato che dubito avrà una versione cinematografica vista la natura a episodi temporalmente distanti…

Voto: 7/10

23 marzo 2009 Pubblicato da | Gaiman Neil | 15 commenti

Il cimitero senza lapidi e altre storie nere

Autore: Neil Gaiman
Editore: Mondadori
Pagine: 219
Prezzo: € 15,00

Una raccolta di racconti di Gaiman, autore che adoro. Parlerò brevemente di ognuno dei racconti, ma prima una bacchettata sulle dita di chi ha storpiato il titolo originale M is for Magic in questo Il cimitero senza lapidi e altre storie nere. Che poi di storie nere ce ne sono solo alcune, peraltro.
Un titolo tipo M come Magia faceva proprio schifo?

Il cimitero senza lapidi
Questo racconto poi è diventato The graveyard book, o lo anticipava, o già ne faceva parte… non so bene la cronologia, ma comunque è un’anticipazione del nuovo libro di Neil.
Ambientato in un cimitero, dove un bambino vive tra le tombe e i morti. Morti che, sotto forma di fantasmi, gli fanno scuola o gli fanno da genitori. C’è però una zona del cimitero, terra sconsacrata, dove riposano i resti di una giovane strega, seppellita lì senza nemmeno una lapide. Ed è per trovarle una lapide che il giovane protagoniste decide di avventurarsi nel mondo esterno, ficcandosi ovviamente nei guai.
Un racconto atipico, visto che ha enormi rimandi a un seguito, a un proseguio.
Ciò nonostante, è inconfondibile il tocco di Gaiman nel mostrare la vitalità del cimitero. Ed è impossibile non ridere alle lezioni di Svanimento, almeno fino a quando i nostri “ma dai, non capiscono che un vivo non può farlo?” non ci vengono ricacciati in bocca a forza nel finale.

Il ponte del Troll
Un troll a guardia di un ponte, deciso a prendersi la vita di chi vi passi. Un bambino che, girovagando nella campagna, attraversa il ponte e con uno stratagemma riesce a sfuggire al troll.
E il troll che rimane sempre lì, in attesa del ritorno della sua preda, sempre meno spaventoso… fino a quando non è il protagonista a cercarlo, ormai adulto. E il troll mostruoso dell’infanzia appare ben diverso nel finale del racconto.
Un bel racconto.

Non chiedetelo a Jack
Protagonista del breve racconto è Jack, il misterioso abitante di una scatola giocattolo. Che di notte sussurra segreti ai bambini… abbastanza brutto questo, privo di significato (almeno per me).

Come vendere il Ponte di Ponti
Storia leggera in cui ci viene raccontata una truffa. Ambientazione ovviamente fantastica, direi sul fantascientifico. Piacevole.

Ottobre sulla sedia
I mesi dell’anno si ritrovano per una sorta di raduno nei boschi, per raccontarsi delle storie. L’unica vera storia sarà quella di Ottobre, che racconterà una storia di fantasmi e solitudine, ma anche di amicizia tra ragazzini. In alcuni punti ricordava quasi Il cimitero senza lapidi. E il finale la rende ancora più interessante.

Cavalleria
Racconto abbastanza assurdo: una vecchietta compra il Santo Graal, e si ritrova Galahad che tenta di comprarglielo. Galahad giunto a cavallo da Camelot, ovviamente. Fa sorridere in alcune parti, come quando sistemano la soffitta o mostra i documenti. Mi ricordava quasi i vecchi racconti di Rodari che leggevo alle elementari.

Il prezzo
Racconto dell’orrore, in cui un gatto nero sembra prevenire la sfortuna per una famiglia, finchè il padrone non decide di indagare su come mai al mattino il gatto sia sempre ferito. E così scoprirà che il Diavolo in persona minaccia la tranquillità della sua famiglia.

Come parlare alle ragazze alle feste
Tra horror e fantascienza, la storia di due ragazzini che vanno a una festa. Sbagliano festa però, e si ritrovano in mezzo a stranissime ragazze. Ragazze che sono turiste della specie più rara, turiste da altri mondi.

Avis Soleus
Un club esclusivo di persone che si dilettano nello sperimentare ogni genere di cibo commestibile. Persone ricche e annoiate, tranne un senzatetto che era nel club assieme alla vecchia generazione di membri e che vaneggia dicendo di ricordare cose di epoche passate. E’ proprio lui, quando ormai non sembra esistere più niente di nuovo da mangiare, che propone di mangiare un animale leggendario, l’Avis Soleus, andando a catturarlo direttamente in Egitto. Ma quell’uccello ha anche un altro nome… un bel racconto, prevedibile come tipo di finale anche se non avevo pensato a quel finale esatto.

Il caso dei ventiquattro merli
Un racconto hard boiled ambientato a Filastroccalandia, e del quale sicuramente -per mancanza di un adeguato background culturale- non avrò colto molti riferimenti. Il protagonista è un detective duro e intuitivo, donnaiolo… e tappo. Che finisce con l’indagare sulla morte di Humpty Dumpty, caduto dal muretto e rotto in così tanti pezzi che tutti gli uomini e i cavalli del re non poterono fare nulla per lui. Ma chi l’ha spinto di sotto dal muretto? Chi è la sedicente sorella di Humpty? Che c’entrano i merli? E un chirurgo plastico?
Divertente e piacevolissimo.

Istruzioni
Poesia\filastrocca (non so come fosse in inglese) con istruzioni su come comportarsi nelle fiabe. E, a ben vedere, nella vita.

Voto: 3/5  (Una media dei racconti, da quelli che ho adorato come Cimitetro senza lapidi e Il caso dei quattro merli, a quelli che mi hanno lasciato più indifferente come Non chiedetelo a Jack)

5 febbraio 2009 Pubblicato da | Gaiman Neil | 8 commenti

E’ in arrivo un bastimento carico di…

Dopo una lunga attesa, corredata del timore che il corriere fosse passato mentre ero fuori casa, è arrivato il pacco di ibs.
Una bella vagonata di libri per salutare l’arrivo della primavera e l’ultimo appello degli esami invernali -che spererei si rivelasse ultimo appello e basta, ma per questo si vedrà…

Cosa mi sono procacciato?

L’ombra della profezia di Martin, del quale so già non capirò niente dopo tutto questo tempo. Ma NON ho intenzione di fare come avevo fatto per Il dominio della regina, ovvero rileggere l’intera saga. Mi arrangerò ed andrò a memoria.

Il gioco dell’angelo di Zafon. L’ombra del vento mi è piaciuto, questo promette bene stando a Valberici. Ed è bello corposo, come piace a me!

La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami. Mi era piaciuto molto Tokyo Blues, mi aspetto altrettanto da questo romanzo.

Lo scrittore fantasma di Roth. Ne ho sentito parlare abbastanza bene, e a istinto ho deciso di provarlo.

L’ultimo elfo della De Mari. Alla fine ho ceduto, Azusa. Vediamo che ne verrà fuori…

Il cimitero senza lapidi e altre storie nere di Sua eccellenza Gaiman. Questa raccolta mi mancava. Ma per leggerla dovrò aspettare di essere nel giusto stato mentale, altrimenti le storie brevi non me le gusto.

The graveyard book di Gaiman. E chi vuole aspettare le traduzioni??

The tales of Beedle the Bard della Rowling. Ormai Harry Potter l’ho letto praticamente tutto in inglese, tanto vale continuare.

The amulet of Samarkand di Stroud. Ho cercato molte volte, ma nè in libreria nè su ibs era reperibile L’amuleto di Samarcanda. Alla fine ho perso la pazienza e ho preso la scorciatoia: versione inglese. Più economica, oltretutto.

Acacia di Durham. Penso sia sconosciuto in Italia questo fantasy, ma Rothfuss sul suo blog ne aveva parlato benissimo tempo fa… quindi eccolo. Primo volume di una trilogia già pubblicata completamente, se mi piace con il prossimo ordine arriveranno anche i seguiti.

Il suggeritore di Carrisi. Non è propriamente il mio genere, ma tramite ibs mi era arrivata un’offertona: commenta le prime pagine del libro e se sei tra i primi 500 ti compri via ibs il libro pagando solo 1 €. Sono stato tra i primi 500, ora vediamo come è questo libro publicizzatissimo.

Aggiungo inoltre che tre di questi libri (The graveyard book, L’ombra della profezia e Il gioco dell’angelo) erano tra i 9 libri che mi ero ripromesso di leggere nel 2009.
Il che, sommandoci Tortuga letto agli inizi di gennaio, mi porta quasi a metà strada dal compimento del mio buon proposito :D

30 gennaio 2009 Pubblicato da | Carrisi Donato, De Mari Silvana, Durham David Anthony, Gaiman Neil, Martin George, Murakami Haruki, Rowling J K, Stroud Jonathan, Zafon Carlos Ruiz | 13 commenti

Nessun Dove

Autore: Neil Gaiman
Editore: Fanucci
Pagine: 287
Prezzo: € 16,50

L’autore

Neil Gaiman, nato a Porchester, Gran Bretagna, è il notissimo autore della serie di romanzi a fumetti Sandman, che ha ottenuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo, incluso il World Fantasy Award per il miglior racconto.
La raccolta Angels and Visitations è stata insignita dell’International Horror Critics Award, pur non essendo un libro di genere.
In Italia è famoso per numerosi romanzi, tra cui Coraline, Stardust e American Gods, tutti editi da Mondadori.

La trama

Richard è un giovane uomo d’affari, per un atto di generosità si trova catapultato lontano da una vita tranquilla e gettato in un universo che è al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. Qui incontra una ragazza di nome Porta e le persone che vogliono ucciderla. Poi un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, e un signore che abita sui tetti. Dovrà attraversare un ponte nella notte sulla via di Knighdbridge, dove vive il Popolo delle Fogne; c’è la Bestia nel labirinto, e si scoprono pericoli e piaceri che superano la fantasia più sfrenata. Richard troverà uno strano desiderio che lo attende.

Premessa a un blando tentativo di recensione

Ho cominciato a leggere questo libro ieri sera, cullato dai venti di bufera che si abbattevano allegramente intorno alla casa. Oggi me ne sono sbattuto completamente dello studio e da metà pomeriggio sono tornato ad immergermi nelle atmosfere magiche descritte da Gaiman fino alla conclusione del libro.
Sono enormemente deluso.
Deluso dal fatto che il libro sia finito, sia durato poco. Avrei voglia di rileggermelo, ora, subito.
Di Gaiman avevo già letto diverse cose, mi illudevo di essere al sicuro.
Conoscevo il suo Sandman e le sue atmosfere oniriche; American Gods e il ritorno delle divinità nel mondo reale, anche se alle nostre regole; I ragazzi di Anansi, con l’ironia e la fantasia di Neil lasciate libere di mescolarsi alla tematica delle divinità. E conoscevo il lato favolistico. Stardust e il suo mondo al di là del Muro, Coraline e la sua Altra Famiglia al di là della porta chiusa.
Pensavo che non mi avrebbe potuto stupire di nuovo. Illuso!

Blando tentativo di recensione

Richard viveva una vita monotona e noiosa, una vita comune come tutti noi. Almeno, la viveva finchè non ha soccoso una ragazza ferita e l’ha portata a casa. Poco a poco ha cominciato a capire che qualcosa non andava: piccioni e topi che portavano messaggi, individui poco raccomandabili che gli entravano in casa cercando la ragazza, la stessa ragazza che era scomparsa da una stanza nella quale era impossibile nascondersi. E poi, per trovare qualcuno che la aiutasse, prende a seguire delle strane istruzioni che lo conducono da una sorta di barbone. Dopo averlo seguito nelle fogne, e dopo essersi improvvisamente trovato ad arrampicarsi lungo una scala attaccata al tetto di un palazzo, finalmente Richard vede barbone e ragazza andarsene e si illude di essere tornato alla solita vita.
Invece la sua vita è appena cominciata.
Nessuno sembra vederlo, nessuno lo sente, viene totalmente ignorato da chiunque, perfino il suo bancomat risulta inesistente e il suo ufficio è svuotato. La sua casa affittata ad altri. La sua esistenza cancellata. La sua vita minacciata di morte dagli inseguitori della ragazzina.
Ha un solo modo per sopravvivere e riprendersi la sua vita, così parte alla ricerca della ragazza.

Londra Sotto

Finisce così a Londra Sotto, una città sotto la città. La vera città, si può dire, quella che conserva l’essenza di tutte le incarnazioni passate di Londra.
Perchè quando qualcosa viene dimenticato, scivola nelle fenditure e cade a Londra Sotto. Luoghi, persone… tutto finisce lì, in quel luogo permeato di magia.
Una magia che modifica il mondo di tutti i giorni trasformandolo in qualcosa di unico, affascinante, pericoloso.
La stazione di Earl’s Count diventa il luogo dove incontrare davvero la Corte del Conte; Knightsbridge diventa Nightsbridge, un luogo pericolosissimo dove l’oscurità prende forma e coscienza ed esige tributi da chi osa attraversare il ponte; Blackfriars è la dimora di frati vestiti di nero consacrati a una misteriosa missione; in Islington Angel dimora un Angelo, la cui dimora è sorvegliata da un labirinto nel quale si aggira la Bestia, una sorta di cinghiale gigante immortale.
L’annuncio nella metropolitana “Mind the gap”, “fate attenzione allo spazio vuoto”, assume tutta un’altra importanza quando lo spazio vuoto è il nome di un’entità che dal binario allunga i suoi tentacoli per cercare di catturare vittime da portare di sotto.
E questo posto magico è abitato da personaggi bizzarri ed unici. Barboni e senzatetto, li definiremmo. Vestono di stracci o abiti raccattati in giro, indossati l’uno sull’altro alla rinfusa.

C’è Lady Porta, la ragazza salvata da Richard, figlia di Lord Portico. Il suo scopo è scoprire chi ha ucciso la sua famiglia, e perchè. Ha il dono di poter aprire qualunque porta, sia che si tratti di una porta nascosta che di una porta chiusa che di porte invisibili o magiche o appena create.
C’è il Marchese De Carabas, un imbroglione e un truffatore di prima specie, ironico e pungente, ingegnoso ed irriverente. C’è l’uomo che vive sui tetti e parla con gli uccelli. Ci sono i Ratti, e i loro servitori umani Parla-coi-ratti.
C’è Hunter, leggendaria cacciatrice che ha girato il mondo delle Città-di-sotto per sconfiggere le bestie leggendarie che le popolano, come il Coccodrillo Bianco di New York. La guardia del corpo migliore di tutta Londra Sotto.
Ci sono le Velluto, che rubano la vita agli uomini per sentirsi vive. C’è Islington, un vero angelo, che passa il tempo ricordando la distruzione di Atlantide.
C’è il Conte, che comanda treni e macchinette automatiche, Signore delle cose dimenticate.
E ci sono Mister Croup e Mister Vandamar. Due entità che vivono per uccidere, i migliori assassini della storia si potrebbe dire. Lavorano su commissione e amano il loro lavoro, viaggiano nel tempo e nello spazio senza problemi.
Sono un misto tra le Iene e i due sicari ciarlieri di Sin City: that yellow bastard. Ma mescolati a dell’horror.
Uno è tozzo e con il vizio di parlare molto, ama sentirsi parlare e lo fa in maniera pomposa ed elaborata.
L’altro è alto e grande, la sua passione è il cibo. Qualunque cosa commestibile.
Entrambi, ovviamente, adorano uccidere, torturare ed infliggere comunque dolore.

Stile

Lo stile è Gaimaniano, stop.
Si viene portati con naturalezza nell’incredibile della Londra Sotto, in un mondo di barboni magici molto più vecchi di quanto sarebbe umanamente possibile. E si passa senza soluzione di continuità dalla magia all’ironia, dalla comicità alla crudeltà.
Mister Croup e Mister Vandamar, i sicari, sono presentati come delle macchiette, come se fossero sempre intenti a fare gag comiche. Ma con la stessa disarmante facilità con la quale fanno ridere, sono capaci di minacciare e compiere gli atti più efferati, provocando qualche brivido per la loro assoluta crudeltà.
Non penso ci sia un altro autore di fare tutto questo, e di farlo con questa semplicità.
Il libro ti cattura, ti travolge. Ti prende di peso e ti porta nella Londra Sotto, tra le meraviglie e i pericoli.
E’ una favola moderna, cupa e cattiva, adulta.
Adulta perchè non ha una morale per i bambini, ma per gli adulti. E la morale è che non bisogna dimenticare la fantasia, la voglia di vivere, il desiderio di avventure. Non dobbiamo per forza rinchiuderci in vite monotone, rassegnati a vivere e morire come altri hanno deciso al posto nostro.
La magia è tutta intorno a noi, bassta aprire gli occhi per saperla vedere.
Quando alla fine Richard torna a casa, si sente insoddisfatto. La vita ora gli va benissimo, un tempo sarebbe stato entusiasta e si sarebbe sentito realizzato. Ma ora no, sente che gli manca qualcosa.
Ormai ha visto la verità, ha sperimentato la vita reale, la magia. E non si può tornare indietro.

Pensasvo fosse questo quello che volevo, pensavo di volere una vita normale. Insomma, forse sono pazzo. Voglio dire, forse. Ma se questo è tutto quel che c’è, allora non voglio essere savio.

Che, scusate la presunzione, direi che è quello che ci spinge a leggere letteratura fantastica, a cercare di scrivere storie e racconti, a cercare di evadere dalla realtà di tutti i giorni grazie alla fantasia e all’immaginazione.

Reminiscenze

Mentre leggevo, avvertivo una strana sensazione. Diverse cose mi richiamavano alla mente qualcosa, un libro magari.
Ci ho riflettuto, mi ci sono scervellato. Pensavo di aver risolto l’enigma con Midnight Nation, opera a fumetti di Strakwynski che raccontava di come la gente venisse dimenticata ed allora prendesse a vivere in una sorta di città parallela, ormai invisibile alle persone comuni.
Ma non era quello. Era una sensazione più radicata, con più punti di contatto.
E alla fine ho realizzato (almeno credo).
Penso  che il campanello mentale venisse fatto suonare da Dimitri. Pan, La ragazza dei miei sogni… certo, non è molto simile a Gaiman anche perchè ritengo difficile per chiunque avvicinarsi a Gaiman.
Ma anche nei libri di Dimitri si ha una sorta di città visibile solo a chi “può e vuole” vedere. L’Incanto trasforma l’intera città, per lo sciamano niente è più come prima. La magia esiste, in un underground che metaforicamente può ricordare le fogne; i luoghi magici ci sono e sono molti, la gente sceglie l’indifferenza di fronte a fenomeni inspiegabili, la negazione; anche il protagonista di La ragazza dei miei sogni una volta scoperta la vera realtà, una volta reso partecipe della vita che si stava perdendo, non può più tornare indietro alla vita piatta di prima e abbraccia la sua nuova essenza, il suo nuovo modo di vedere il mondo.
Si, penso che l’assonanza che percepivo fosse con i libri di Dimitri.

Voto: 5/5

5 dicembre 2008 Pubblicato da | Gaiman Neil | 7 commenti

   

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.