La torre di Tanabrus

L’ultimo orco

Editore: Salani
Autore: Silvana De Mari
Prezzo: € 18,60
Pagine: 717

Trama

Continua a leggere…

3 gennaio 2011 Pubblicato da | De Mari Silvana | 6 commenti

I libri italiani del 2010

Dopo i peggiori libri letti nel 2010, e dopo i migliori libri letti nell’ultimo anno, ecco il riassunto dei libri italiani letti in questi 12 mesi. Continua a leggere…

30 dicembre 2010 Pubblicato da | classifiche di fine anno, D'Andrea G. L., De Mari Silvana, Dimitri Francesco, Falconi Francesco, Machiavelli Niccolò, Mainardi Alessia, Manni Lara, Tarenzi Luca, Valenza Fabrizio | 1 commento

I migliori libri del 2010

E dopo i consigli su quali libri non prendere, ecco i libri che a fine 2010 mi sento di consigliare vivamente.
Almeno a chi ha i miei gusti, certo…
Aggiungo solo che i libri sono inseriti nell’ordine col quale li ho letti, non in ordine di preferenza. Continua a leggere…

29 dicembre 2010 Pubblicato da | Abercrombie Joe, classifiche di fine anno, De Mari Silvana, Dimitri Francesco, Doctorow Cory, Dostoevskij Fedor, Griffin Kate, Hobb Robin, Lindqvist John Ajvide, Pratchett Terry, Sanderson Brandon | 17 commenti

Aggiornamenti sparsi

Facciamo un poco il punto della situazione.

Ho già detto di Francesco Barbi e della prossima ripubblicazione del suo libro, L’acchiapparatti di Tilos.
Sempre a marzo, uscirà anche Prodigium 2 di Francesco Falconi, che ho avuto la fortuna di potermi leggere in anteprima prendendo la versione limitata ai Comics. Inoltre in questo 2010 il Falcone nazionale ha pronte altre due cartucce da sparare: Continua a leggere…

10 gennaio 2010 Pubblicato da | Barbi Francesco, Brett Peter V., De Mari Silvana, Falconi Francesco, Nuove pubblicazioni, Stroud Jonathan | 12 commenti

I libri italiani del 2009

E dopo i migliori libri letti nel corso dell’ultimo anno, dopo i peggiori libri letti… quest anno darei uno spazio particolare ai libri italiani letti. Esordienti o meno, poco importa… diamo risalto agli autori nostrani!

Ne ho già parlato come uno dei migliori libri letti… l’esordio di Barbi, promettentissimo scrittore malgrado sia pisano Continua a leggere…

30 dicembre 2009 Pubblicato da | Barbi Francesco, Carrisi Donato, Centi Luca, classifiche di fine anno, Davide Marco, De Mari Silvana, Evangelisti Valerio, Falconi Francesco, Varuzza Marco | 8 commenti

Novità dagli autori

Terry Brooks ha recentemente annunciato sul suo sito alcune novità in arrivo.
Ok, non proprio recentemente… ma visto che solo pochi giorni fa, distrattamente, sono passato da quelle parti me ne sono accorto giusto adesso. Anche se è almeno da due mesi che ne ha dato notizia.

La prima notizia riguarda il ciclo di Landover, la saga fantastica che -unica nella sua produzione- abbandona totalmente il mondo di Shannara.
A 14 anni di distanza da La sfida di Landover, questo agosto dovrebbe uscire The princess of Landover, il sesto libro della saga. Che, a giudicare dal titolo, dovrebbe parlare di una cert principessa che avevamo già conosciuto verso la fine della saga. Se ha scritto questo libro “per ispirazione” ne sarò contentissimo, visto che il ciclo di Landover mi era piaciuto molto. Se invece fosse stato costretto dagli editori temo una vaccata come le ultime trilogie di Shannara.
Vedremo che verrà fuori…

La seconda notizia riguarda La genesi di Shannara, l’ultima saga in corso. Quella di cui non molto tempo fa avevo annunciato l’uscita del terzo libro anche da noi in Italia.
Bene, pensavo fosse una trilogia -almeno visto l’andazzo generale- e invece non lo è. Non so se si tratti di una semplice saga, di una quadrilogia come il ciclo degli Eredi o di una trilogia Ortolaniana (che come tutti sapranno dura anche sei numeri). Fatto stà che Brooks ha annunciato di essere all’incirca a metà del lavoro per quanto riguarda il quarto libro della saga.
Saga che, lo ricordo, è una cosa che voleva fare da tempo. E che per poterla fare ha dovuto prima scrivere l’ultima trilogia Shannariana… misteri degli obblighi contrattuali degli editori. Perchè non possono limitarsi a dire a uno scrittore “và dove ti porta la testa, noi lo rileghiamo e lo vendiamo”?

Valerio Evangelisti, tra un’intervista e una pubblicazione in terra straniera, ha invece reso noto che sta lavorando al prequel di Tortuga.
Nome provvisorio, Veracruz. Il che fa intendere che sarà incentrato ancora sui pirati -lo so che era prevedibile, ma era anche possibile che seguisse le vicende precedenti dell’allora giovane e ingenuo (?) frate.

Anche Dimitri, dall’Inghilterra, fa sapere di essere al lavoro sul suo terzo romanzo -dopo quelle perle che sono La ragazza dei miei sogni e Pan- che in realtà però sarebbe il secondo. E’ il secondo romanzo scritto da Dimitri (e non pubblicato), e ora sta lavorando su quella prima stesura per riscriverlo, correggerlo, adattarlo all’evoluzione subita dal suo stile.
Lo ha definito addirittura più potente di Pan, quindi nutro aspettative enormi per Alice (si, lei. Quell’Alice. Godete anche voi quanto sto godendo io?).
Aspettare, ma quanto? Non si sa. Comunque per me possono volerglici anche 5-6 anni, non mi importa. Basta che alla fine lui sia soddisfatto del libro.
(Per chi notasse una disparità di trattamento rispetto a Martin: è vero. Ma Martin come lavoro scrive. Dimitri no, purtroppo non ha alle spalle un colosso dell’editoria che pubblicizzi le sue opere e le traduca all’estero. Quindi Martin lo incatenerei al tavolo sorvegliandolo armato di frusta, a Dimitri invece direi solo “Và, fai quel che puoi quando puoi.. poi quando il libro sarà pronto sarò contentissimo di poterlo leggere”.)

Concludo girando anche qui la notizia che Tintaglia ha dato in più occasioni, recentemente.
In autunno l’editore Lindeau dovrebbe pubblicare un libro di racconti di Silvana De Mari.
Sul suo sito ce ne sono diversi disponibili gratuitamente, e sono davvero belli…

16 marzo 2009 Pubblicato da | Brooks Terry, De Mari Silvana, Dimitri Francesco, Evangelisti Valerio, Nuove pubblicazioni | 19 commenti

L’ultimo elfo

Autore: Silvana De Mari
Editore: Salani
Pagine: 316
Prezzo: € 9,00

Effettivamente, ora che l’ho letto, capisco la difficoltà incontrata da Mirtillangela nel recensire un libro di questa autrice.
Perchè non è facile, per niente.

Potrei definirla “una fiaba fantasy”, nel senso che è una fiaba la cui struttura è costruita a somiglianza della classica struttura fantasy: un gruppo che si aggrega quasi per caso, una profezia che spinge a una ricerca. Elfi, draghi, orchi, soldati…
Ma quella del fantasy è solo la forma scelta per raccontare questa storia, e il fulcro reale del racconto è il messaggio che l’autrice lancia.

La paura e l’odio del diverso, i pregiudizi, il desiderio di libertà, la ridicolaggine di un’eccessiva burocrazia.
Un’ottima fiaba, si può dire, visto che trasmette alla perfezione tutto questo. Mentre la De Mari racconta una storia fantasy con una scrittura scorrevole e ironica.

Il protagonista è Yorsh, un piccolo elfo. Un bambino, si direbbe noi. Uno nato da poco, puntualizzerebbe lui.
Veste di giallo, perchè in quel mondo gli elfi sono obbligati a vestire solo di giallo, per essere immediatamente riconoscibili da chiunque.
E viaggia da solo perchè solo lui è riuscito a fuggire dal luogo per gli elfi dove la sua gente era stata rinchiusa, una sorta di campo di concentramento sorvegliato dai soldati dove la remissiva popolazione elfica viveva di stenti, impossibilitata ad andarsene pena la morte.
Sono stati internati perchè da anni una pioggia furiosa si è abbattuta sul mondo, e gli umani hanno trovato negli elfi i colpevoli. Gli elfi che hanno poteri magici: creano il vento, parlano agli animali, creano il fuoco, curano le ferite. Gli elfi che un tempo avevano un grande regno, ma che da quando hanno compreso il valore della vita, imparando ad entrare in comunione con ogni creatura vivente, rifuggono la violenza ad ogni livello. Sono addirittura vegetariani.
Poi l’acqua ha allagato i luoghi per elfi, e solo il piccolo Yorsh è riuscito ad andarsene. Solo lui è stato mandato via, gli altri erano ormai pronti a morire, senza alcun motivo che li spingesse a vivere.

Vaga da solo. Affamato, al freddo, bagnato.
E incontra Sarja, un’umana che come tutti odia gli elfi. Come tutti li reputa responsabili di ogni male al mondo.
Ma si intenerisce vedendo quel bambino, e divide con lui il cibo e il fuoco. Lo tiene con se e con il suo cane, e a loro in breve si unisce Monser, un cacciatore. Anche lui intenerito dal’elfo.

E proprio questo primo contatto tra umani ed elfo è la parte quasi totalmente comica del libro.
Yorsh che inizialmente si esprime in maniera totalmente sgrammaticata, e che non è in grado di capire la logica che seguono gli umani. Non capisce come loro non possano riuscire ad accendere il fuoco con la mente, non capisice come mai quando sono tristi piangano, non capisce i sottintesi dei loro discorsi e risponde alla lettera alle loro richieste, con loro enorme sconforto (“devo scontare qualche grave peccato di una vita precedente…”)
Yorsh che vede il buono anche nel troll e nei briganti che arrivano a derubarli, e che con la sua magia riempie chi gli sta vicino delle sue stesse emozioni al punto di cambiare i tre malviventi.
E che dire della città di Daligar, con il suo Giudice e le sue guardie intente a far rispettare un’assurda burocrazia?
Nessun estraneo è ammesso in città, e anche i dintorni sono proibiti. Prendere della legna è reato, accamparsi è reato, e la multa è tutti i soldi che hai.
Quando i due umani nascondono il significato della parola “impiccagione” all’elfo, dicendogli che è un gioco e che la donna piange perchè soffre di vertigini… un colpo durissimo, sembrava di rivedere Benigni in La vita è bella.

Ma a Daligar i tre trovano la profezia. Che riguarda l’ultimo elfo, e il suo dover trovare l’ultimo drago per salvare il mondo.
E Yorsh capisce di essere l’ultimo elfo, che tutti i suoi simili sono ormai morti. Cominciano così la ricerca di questo drago, una ricerca che li porterà a ripercorrere il cammino del padre di Yorsh fino al rifugio di Erbrow, il vecchio drago solitario.

Ovviamente il libro non finisce qui, questa è solo la prima parte. Un percorso di formazione, se vogliamo, che fa pian piano maturare il piccolo elfo e i due umani che lo accompagnano.

La seconda è più seria, malgrado i momenti comici non manchino certo. Più d’azione, visto anche il tema che tratta: la libertà. La perdita della libertà ad opera di chi vuole che la gente sia una massa di schiavi ignoranti e miserevoli. La lotta per la libertà di chi non accetta tutto ciò passivamente e decide di lottare. Il desiderio di libertà che giace nascosto in ogni persona.

Diciamo che non sorprende che abbia vinto tutti i premi che ha vinto, questo libro.
Penso proprio leggerò anche gli altri due libri, L’ultimo orco e L’ultimo incantesimo.

Voto: 8/10

3 marzo 2009 Pubblicato da | De Mari Silvana | 8 commenti

E’ in arrivo un bastimento carico di…

Dopo una lunga attesa, corredata del timore che il corriere fosse passato mentre ero fuori casa, è arrivato il pacco di ibs.
Una bella vagonata di libri per salutare l’arrivo della primavera e l’ultimo appello degli esami invernali -che spererei si rivelasse ultimo appello e basta, ma per questo si vedrà…

Cosa mi sono procacciato?

L’ombra della profezia di Martin, del quale so già non capirò niente dopo tutto questo tempo. Ma NON ho intenzione di fare come avevo fatto per Il dominio della regina, ovvero rileggere l’intera saga. Mi arrangerò ed andrò a memoria.

Il gioco dell’angelo di Zafon. L’ombra del vento mi è piaciuto, questo promette bene stando a Valberici. Ed è bello corposo, come piace a me!

La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami. Mi era piaciuto molto Tokyo Blues, mi aspetto altrettanto da questo romanzo.

Lo scrittore fantasma di Roth. Ne ho sentito parlare abbastanza bene, e a istinto ho deciso di provarlo.

L’ultimo elfo della De Mari. Alla fine ho ceduto, Azusa. Vediamo che ne verrà fuori…

Il cimitero senza lapidi e altre storie nere di Sua eccellenza Gaiman. Questa raccolta mi mancava. Ma per leggerla dovrò aspettare di essere nel giusto stato mentale, altrimenti le storie brevi non me le gusto.

The graveyard book di Gaiman. E chi vuole aspettare le traduzioni??

The tales of Beedle the Bard della Rowling. Ormai Harry Potter l’ho letto praticamente tutto in inglese, tanto vale continuare.

The amulet of Samarkand di Stroud. Ho cercato molte volte, ma nè in libreria nè su ibs era reperibile L’amuleto di Samarcanda. Alla fine ho perso la pazienza e ho preso la scorciatoia: versione inglese. Più economica, oltretutto.

Acacia di Durham. Penso sia sconosciuto in Italia questo fantasy, ma Rothfuss sul suo blog ne aveva parlato benissimo tempo fa… quindi eccolo. Primo volume di una trilogia già pubblicata completamente, se mi piace con il prossimo ordine arriveranno anche i seguiti.

Il suggeritore di Carrisi. Non è propriamente il mio genere, ma tramite ibs mi era arrivata un’offertona: commenta le prime pagine del libro e se sei tra i primi 500 ti compri via ibs il libro pagando solo 1 €. Sono stato tra i primi 500, ora vediamo come è questo libro publicizzatissimo.

Aggiungo inoltre che tre di questi libri (The graveyard book, L’ombra della profezia e Il gioco dell’angelo) erano tra i 9 libri che mi ero ripromesso di leggere nel 2009.
Il che, sommandoci Tortuga letto agli inizi di gennaio, mi porta quasi a metà strada dal compimento del mio buon proposito :D

30 gennaio 2009 Pubblicato da | Carrisi Donato, De Mari Silvana, Durham David Anthony, Gaiman Neil, Martin George, Murakami Haruki, Rowling J K, Stroud Jonathan, Zafon Carlos Ruiz | 13 commenti

   

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