25 maggio 2012
Dato che questa settimana si sta rivelando distruttiva a livelli inimmaginabili domenica scorsa, e dato che se tanto mi da tanto fino a domani pomeriggio non avrò modo di riposarmi e quindi nemmeno di postare qualcosa di senso compiuto (vedi recensione di ieri fatta a occhi chiusi e sbadigliando… penso sia venuta ‘na schifezza) oggi mi faccio furbo e sfrutto un paio di ricorrenze per riempire la casellina odierna.
Già, perché oggi è il Towel Day!
20 maggio 1992 – 20 maggio 2012
Giovanni Falcone
Francesca Morvillo
Vito Schifani
Rocco Dicillo
Antonio Montinaro
Non penso occorrano grandi parole in questo anniversario, quindi mi limiterò a un paio di video. Continua a leggere…
Libri e ebook in sconto!

Riporto le notizie da un paio di altri blog.
E le notizie trattano del 20% di sconto sui libri acquistati fino a domani sera in librerie fisiche e virtuali aderenti all’iniziativa (e ci sono diverse grandi catene, oltre a praticamente tutti gli editori) e del 30% di sconto sui nuovi ebook venduti da Delos in combutta con Mediaworld! Continua a leggere…
Rabbia, impotenza, fallimento.
Oggi niente post.
Teoricamente avrei dovuto parlare di Esedion, letto la scorsa settimana.
Ma non è giornata, per niente.
Quello che è successo questa mattina a Brindisi lo sapete tutti.
Arriverà il tempo degli interrogativi, dei complottisti, delle reazioni dure, dei discorsi ampollosi e vuoti, del lucrare sull’accaduto.
Per parecchia gente è già cominciato.
Ma adesso, per quanto mi riguarda, ci sono solo queste tre sensazioni.
La rabbia per quanto accaduto, la rabbia che ti fa venire voglia di prendere un muro a pugni. La rabbia di sapere che potrebbe accadere ovunque. Che in questo modo la vita di una ragazza di sedici anni si è spenta, e chissà per quale assurda motivazione. E forse alla fine ci saranno anche altre vittime.
Il senso di impotenza, quando accadono certe cose.
Cosa posso fare? Cosa avrei potuto fare?
Il mio essermene qua, in casa, ben lontano da tutto questo. Ma al contempo troppo vicino perché la notizia possa scivolarmi sopra come il lontano racconto di un attacco terrorista in paesi lontani (che, non inganniamoci, è quello che succede solitamente in questi casi).
La consapevolezza che abbiamo fallito in tutto. I vecchi, i meno vecchi, noi tutti.
Abbiamo fallito se esistono ancora realtà che governano intere parti d’Italia senza che nessuno sia in grado di fare nulla, abbiamo fallito se una ragazza di sedici anni muore per l’esplosione di una (due? tre?) bomba all’ingresso nella scuola.
Abbiamo fallito perché il marciume resta, e si preferisce voltare lo sguardo altrove. Quando arriva la puzza ci spostiamo di lato, o ci tappiamo il naso.
Non vediamo, non sentiamo, non parliamo.
E continuiamo a scivolare verso il fondo del burrone.
Qui urgono serie riflessioni personali.
Si può fare qualcosa?
Si sarebbe potuto fare qualcosa?
E non mi importa, adesso, la dinamica della cosa.
Mi incazzo leggendo di gente che dopo tre ore afferma saccente che ci sono molte domande ancora senza risposta e paventa complotti e disinformazioni.
Mi incazzo.
Non è il momento di cercare la sparata sensazionale, non è il momento di innaffiare il proprio orticello.
Non è il momento per i giornalisti che saccheggiano internet alla ricerca di foto e informazioni sulla ragazza uccisa, non è il momento per interviste ai conoscenti e ai familiari dei ragazzi coinvolti nell’esplosione.
Non è il momento per gli avvoltoi politici che sicuramente compariranno in una nuvola di zolfo per pronunciare i loro pomposi e vuoti discorsi, parlando di sicurezza, di stato, di lotta al terrorismo e alla mafia, di dolore e di vergogna.
Non è il momento.
Ora è solo il momento del dolore, della rabbia.
Poi arriveranno le domande, le inchieste.
Arriveranno gli sciacalli, se non sono già arrivati, ma in questo caso sono contento di aver deciso di non avere una televisione. Meno bile.
Ma questo sarà dopo.
Ora si legge. Ci si arrabbia. E si riflette.
17 marzo
Ovvero, S. Patrizio.
Non occorre aggiungere niente, vero?
Celebrate il Santo nei modi più opportuni, ricordatevi di onorarlo correttamente con delle bevande irlandesi e salutatemi i leprecauni che incontrerete per le strade stasera.
Buon Giorno di San Patrizio a tutti quanti!
Traguardi
Solitamente me ne frego, ma da un paio di giorni c’era un traguardo bello tondo che mi stuzzicava.
100.000 grazie a voi che ogni tanto trovate il tempo di passare di qua, leggere le mie scemate e magari commentarle pure.
Perle dal web (3-2011)
Eccoci anche questa settimana alla rubrica del martedì, dove segnalerò articoli interessati scovati nell’ultima settimana in rete. Una mia personale rassegna di articoli presi da blog amici o nei quali sono comunque incappato casualmente in rete.
Perché certi post meritano di essere fatti circolare! Continua a leggere…
Autori per il Giappone
e tanti, tantissimi altri.
Lo so, sembra una cosa da cretini pensare solo a loro, concentrarsi su di loro in questo momento. Ma non posso fare altrimenti.
Alle masse siamo abituati, alla fine malgrado i buoni propositi rimangono numeri su un televisore.
La situazione si fa diversa quando dall’anonimato della cifra dei missing saltano fuori nomi noti.
Come il lungo elenco di mangaka ancora scomparsi. Gocce nell’oceano delle vite spezzate o comunque di cui non si hanno notizie, ma sono le gocce che conoscevo e che ho imparato ad amare.
Segnalo -anche se da giorni la notizia rimbalza in rete, da quando Lara Manni ha tirato fuori l’idea su facebook- la lodevole iniziativa di Lara, che ha subito coinvolto molti altri autori. E il progetto si è rapidamente allargato anche agli illustratori, agli scrittori di fan fiction, agli appassionati.
Un blog -approntato da Valberici- dove inserire illustrazioni e brevi racconti dedicati al Giappone.
E un invito ai visitatori del blog, un invito a fare una donazione per quella terra devastata da terremoto, tsunami e rischio nucleare.
Scrittori per il Giappone, il nome dell’iniziativa.
Qui il manifesto, qui degli aggiornamenti.
Un’iniziativa lodevole e che spero avrà un grandissimo successo. Perché come ha detto G.L. D’Andrea,
Dopodichè metterò la mia monetina nel salvadanaio. Non sarà quella che risolverà il problema della centrale andata a puttane, ma sarà una monetina in più. Un cerotto? un telo antipioggia? Poco, lo so, ma meglio averlo che niente.
150 anni. Auguri, malgrado tutto.
Auguri Italia.
150 anni, e ancora tutto da imparare. Continua a leggere…















