Novità di ottobre
Questo mese non sembrano esserci molti titoli interessanti (per me, almeno) in uscita. Meglio, visto che ho ancora una lista dei desideri considerevolmente lunga… ma vediamo cosa arriverà in libreria ad ottobre.
Il destino dell’assassino, di Robin Hobb (Fanucci, 785 pagine, 19,50 €)
Un tempo assassino del re, FitzChevalier è adesso al servizio della piccola banda del principe Devoto, che veleggia verso un futuro incerto quanto le acque che separano i Sei Ducati dalla lontana isola di Aslevjal. Il suo dovere è aiutare il principe a portare a termine la sfida lanciatagli da Elliania: portarle la testa del drago Icefyre, che le leggende dicono sia sepolto nel ghiaccio. Solo dopo che questa missione sarà completata, si potranno sposare e porre fine alla guerra tra i due regni. Ma non tutti sono contenti che un principe straniero cerchi di uccidere il drago Icefyre. E perché Elliania tiene tanto alla sua morte? La storia di Fitz e del suo amico, il Matto, raggiunge la sua spettacolare conclusione in II destino dell’assassino: le ardue prove che devono affrontare saranno necessarie per salvare l’esistenza stessa dei Sei Ducati.
Sicuramente sarà un gran bel libro, ma non lo posso prendere visto che ho cominciato la Hobb in economica. E tralasciando l’asimmetria che creerebbe il passaggio da un’edizione all’altra, sopratutto sono molto indietro con la lettura. Devo ancora finire la prima trilogia dei Lungavista… ma di sicuro merita.
Morty l’apprendista, di Terry Pratchett (Teadue, 210 pagine, 8,00 €)
Mortimer, detto Morty, non ha le idee chiarissime su quel che vuol fare da grande. Almeno fin quando non diventa l’apprendista di un insolito maestro: la Morte, proprio quella con la falce, in persona. Una volta appurato, con notevole sollievo, di non dover essere necessariamente morto per poter svolgere il lavoro, Morty si appassiona alla nuova materia, anche se ben presto scoprirà che essere apprendista della Morte non è poi così romantico e affascinante come sembrava. Pericoli e sfide terribili lo attendono, forse troppo grandi anche per lui, il predestinato.
Il mio primo approccio con il Mondodisco non è stato dei migliori, ma il personaggio della Morte è stato tra le cose che mi sono piaciute dei più… ci potrei fare un pensierino, se me lo ritrovassi davanti in libreria.
Un bacio nell’ombra, di Laurell K. Hamilton (Teadue, 522 pagine, 8,60 €)
Merry Gentry vive a Los Angeles e lavora in un’agenzia investigativa specializzata in crimini sovrannaturali e casi di magia. Fin qui nulla di strano, in un mondo in cui elfi, fate e altri esseri incantati convivono da millenni con gli umani. Il problema è che, dietro quella minuta ragazza dall’esistenza apparentemente normale, si cela Meredith NicEssus, principessa dei Sidhe, fuggita dal regno di Faerie perché sua zia Andais, la terribile regina, voleva ucciderla. Merry deve assolutamente mantenere segreta la propria identità e, per tre anni, la copertura funziona. Finché un’indagine su un uomo che usa un potente afrodisiaco magico per conquistare e soggiogare le donne non la porta a scoprirsi.
Primo libro della seconda saga della Hamilton. Sempre di invegastrice si tratta, ma le somiglianze con Anita Blake sembrano finire qui… anche qui potrei dargli una possibilità.
Il segreto dell’alchimista
Autore: Antonia Romagnoli
Editore: L’età dell’acquario
Pagine: 596
Prezzo: 24,00 €
La trama
Una catena di efferati omicidi sconvolge le Terre. Le vittime sono i maghi naturali, i pochi eletti in grado di utilizzare la magia in tutta la sua potenza. Mentre nelle regioni del Sud dilaga una misteriosa nebbia, che cela nelle sue profondità un segreto di distruzione e morte, Ester, insegnante di magia, e Nimeon, principe delle Colline, vengono investiti del Mandato che li condurrà a svelare una verità incredibile e inattesa. Accompagnati dal giovane matematico Van e da un gruppo di valorosi cavalieri, i due affronteranno la delicata indagine sulle tracce del temibile e astuto nemico, tra enigmi insoluti, incantesimi, intrighi e inquietanti scoperte. Quale segreto lega Ester all’assassino e all’antica leggenda custodita dai Reali delle Colline? E cosa nascondono le nebbie incantate che lentamente invadono le Terre? Un’avventura al confine tra due mondi. La storia di una donna in lotta contro se stessa. Un fantasy che sfuma nelle tinte moderne del giallo.
Autore
L’autrice, Antonia Romagnoli, è nata a Piacenza nel 1973. E’ stata finalista al Premio Galassia 2006, col racconto Roiter (pubblicato in seguito sulla rivista Robot), e ha esordito nel mondo del fantasy con alcuni racconti fantastici apparsi in varie riviste e antologie. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy-umoristico La Magica Terra di Slupp (Ed. Lulupress), e il mainstream Pioggia (Ed. Giovane Holden). Il Segreto dell’Alchimista, pubblicato nel 2008 (Ed. L’Età dell’Acquario), è invece un raffinato intreccio di fantasy, thriller e giallo, in bilico tra il nostro mondo e uno tipicamente fantasy, chiamato le Terre.
Il segreto dell’alchimista è un fantasy classico, a ben vedere. Ci sono magia e principi, c’è il grande cattivo che vuole conquistare il mondo, c’è la ricerca che gli eroi intraprendo per sconfiggerlo, c’è lo scontro finale. Ci sono però anche diversi elementi originali, che lo distaccano dal fantasy visto e rivisto.
La trama
La storia è ambientata nelle Terre, un mondo medioevaleggiante che gode di un’invidiabile condizione perdurante di pace. La pace è garantita dal fatto che tutti i regni inviano i propri rampolli e i ragazzi particolarmente dotati a Palaistria, la cittadella dell’istruzione che funge da garante dell’armonia tra i regni.
Nessuno la oserebbe attaccare, visto che ragazzi di ogni nazione sono lì a studiare per diventare studiosi, maghi, cavalieri. E vivendo lì si stringono amicizie tra giovani di regni differenti, rendendo difficile lo scoppio di guerre.
Maghi, si è detto. Ci sono i maghi, ma hanno ben poco potere. Qualche incantesimo non troppo difficile, e solo con molto impegno.
La vera magia è dominio di pochi eletti, detti maghi naturali, che riescono con facilità a padroneggiare la magia compiendo incredibili prodigi. A causa della portata enorme dei loro poteri sono malvisti dalla gente, si devono spesso nascondere e col tempo hanno deciso di autolimitarsi, per evitare di essere sopraffatti dal potere e di perdere sè stessi. Sono pochi, come si è detto, e vivono isolati, rinchiusi nelle loro dimore magiche.
Qualcuno però ha cominciato a ucciderli.
La maga di Terreverdi, che viveva protetta da una barriera impenetrabile, è stata raggiunta e uccisa. E così pure due maghi che una decina di anni prima avevano tentato di fare una ribellione per assumere il potere, ribellione sedata grazie proprio all’intervento della maga di Terreverdi.
Quando la questione arriva a Palaistria, viene emesso un Mandato. Due persone vengono incaricate di far luce sull’accaduto, scoprendo chi sia il responsabile di questi incredibili delitti, cosa c’entri un’antica leggenda e cosa significhi la nebbia che sta invadendo lentamente le terre, portando con sè le Ombre, nemici magici che si materializzano dalle nebbie per portare distruzione e poi scompaiono.
Queste persone sono il principe Nimeon, la cui famiglia da generazioni custodisce una leggenda che potrebbe contenere la soluzione ai loro problemi, ed Ester, una Magistra. Un’insegnante di Palaistria, che in realtà è molto di più… magistra di magia, certo, ma in segreto anche maga naturale, Emissaria e cittadina di un altro mondo…
Un passato complicato
Ester è in realtà una ragazza piacentina, giunta per caso nelle Terre. Caso che poi del tutto fortuito non è, ma la cosa viene spiegata abbondantemente nella seconda parte del libro.
Arrivata nelle Terre, e giustamente scombussolata, aveva scoperto di essere una maga naturale. Ed era divenuta l’allieva della maga di Terreverdi.
Quando la maga aveva scoperto del tentativo di ribellione di altri due maghi aveva deciso di intervenire, ma non poteva farlo personalmente: la barriera che la proteggeva dal mondo, creata da lei stessa nel corso degli anni, impediva però anche a lei di abbandonare la propria abitazione.
Ester divenne così l’Emissaria, mandata dalla maga ad avvertire del pericolo i regnanti delle Terre.
Alla fine giunse a Palaistria, dove il Supremo -colui che ne è a capo- le credette e guidò la controffensiva, portando dalla propria parte i regni ed altri maghi.
Sedata la ribellione, e posti sotto sorveglianza i due maghi ribelli, Ester se ne fuggì per girare un poco le Terre, ritornando solo quando il Supremo le offrì l’incarico di Magistra di magia. Incarico poi lasciato per divenire Mandataria, ed indagare sull’assassinio della sua vecchia maestra.
Ester ha un carattere problematico, cui il passaggio dal nostro mondo alle Terre ha solo aggiunto altri problemi. Ha una scarsa opinione di sè, non vuole aprirsi con nessuno e tiene tutti a debita distanza, impedendogli di avvicinarsi troppo a lei.
Un nemico implacabile
Sakren, questo è il nome dell’assassino di maghi. E’ un mago naturale di inaudita potenza, che ha scelto di non limitarsi. Ha ideato nuovi modi per infliggere dolore e uccidere, ed ha un solo obbiettivo: dominare le Terre.
C’era lui dietro la precedente ribellione dei maghi, e uccide i due ribelli proprio per evitare che tradiscano la sua esistenza, finora tenuta segreta. Uccide la maga di Terreverdi per vendetta, ma non è ancora soddisfatto: affinchè la sua vendetta sia completa deve eliminare gli altri responsabili del suo precedente fallimento, e cioè l’Emissaria e il Supremo.
Mentre i mandatari inseguono una leggenda, lui continua a tramare nell’ombra e grazie alle sue nebbie riesce ad ottenere la fiducia di re Pentiath divenendone il consigliere e convincendolo a muvoere guerra a Palaistria, la cui colpa sarebbe quella di aver ucciso i maghi, il figlio di Pentiah e di cercare il dominio sulle Terre.
Anche Sakren però custodisce un segreto.
In realtà proviene anche lui dal nostro mondo, ed anzi è colpa sua se Ester è giunta nelle Terre visto che è incappata nel passaggio lasciato aperto dall’uomo.
Giudizio
Lo stile dell’autrice non è troppo descrittivo, e punta più che altro sullo svolgersi delle vicende e sui sentimenti di Ester, combattuta tra l’amore che comincia a provare, lentamente, nei confronti del principe e il proprio carattere schivo e sfuggente, il suo non considerarsi mai “abbastanza”.
Il libro è ben scritto, e i tanti punti interrogativi del libro (il passato di Ester, la leggenda, l’identità dell’assassino) sono ben gestiti. E sopratutto tutti trovano risposta, cosa non da poco.
E’ un fantasy classico, come schematizzazione degli eventi, ma la provenienza dal mondo moderno (con molti capitoli ambientati a Piacenza e Napoli) lo differenzia parecchio da altri titoli, dandogli un qualcosa in più. Purtroppo però a mio avviso non è molto ben gestita la parte “moderna”, e la cosa influisce parecchio sul giudizio complessivo.
Un buon libro, con qualche pecca ma molto godibile.
Ho letto lamentele per il prezzo, ma a parte le necessità di una casa editrice piccola, c’è anche da dire che altri autori vengono costretti dagli editori a trasformare il libro in una trilogia, con tre libri da una quindicina d’euro (che in economica diventano 24 euro complessivi… il prezzo di questo libro). Quindi bene o male siamo lì, come prezzo. E senza aver dovuto assistere ad obblighi di “allunghi” della storia per arrivare a tre libri più piccoli.
Voto: 3.5/5
Le pecche
Le ho inserite qua in fondo per evitare troppi spoiler… quindi siete avvertiti.
Una delle pecche principali è come detto la parte moderna: il principe Nimeon, giunto in Italia, si adatta tutto sommato bene alla vita moderna. Fin troppo, per essere un cavaliere medioevale, direi…
L’amica di Ester crede un po’ troppo facilmente alla storia incredibile raccontata dall’amica, per quanto tale scelta sia ovviamente dovuta al non voler allungare troppo il libro con la parte di convincimento.
Vi è poi la pecca dell’utopia delle Terre.
Va bene essere un bel luogo, tanto da spingere i custodi del segreto a non voler aprire comunicazioni tra i mondi per evitare un inquinamento culturale, ma le Terre mi sembrano un po’ troppo idilliache.
Niente guerre, niente scontri, niente invidie, nessun cattivo.
Nel consiglio di Palaistria tutti i consiglieri sono saggi e buoni, privi di ambizioni, pronti a premiare i meriti di ognuno, anche se questo è giovanissimo ed appena entrato nel consiglio.
In Galsazia, alla morte (desiderata da molti, ma mai ricercata) di Pentiah la reggenza non va a un ambizioso funzionario, nè a un parente, nè a qualche consigliere: va ad un giovane ed onesto cavaliere, che era stato compagno del defunto principe e che aveva deciso di aiutare i mandatari contro il volere del re. Lieto fine, certo, ma totalmente incredibile…
E i maghi, anche chi si era quasi ribellato, sono alla fine tutti buoni. I ribelli una volta fermati non hanno più provato a far niente, nemmeno a fuggire malgrado fossero controllati da lontano solo da qualche soldato.
Non so, troppa bontà mi pare irrealistica. Anche con la sospensione dell’incredulità.
Spero che nel nuovo libro (che ci tengo a precisarlo, è un altro libro…. non una seconda parte) ambientato nelle Terre ci siano un po’ più di sfaccettature nei caratteri dei Terriani.
Lasciami entrare

Autore: John Ajvide Lindqvist
Editore: Marsilio
Pagine: 461
Prezzo: € 17,50
La trama
«Uccido perchè devo.
Non esiste un altro modo.
Uccido perchè voglio vivere.
Proprio come te»
A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l’inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali, ma anche c’è anche chi pensa all’opera di un serial killer.
Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle imprese dell’assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l’ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l’unica novità nella sua vita, perchè Oskar ha finalmente un’amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i due ragazzini diventano più che semplici amici. Ma c’è qualcosa di strano in Eli, dal viso smunto, i capelli scuri e i grani occhi. Emana uno strano odore, non ha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto la notte…
Lasciami entrare è una tenera e crudele storia d’amore, vendetta e vampiri, un racconto fantastico e commevente sul dolore dell’infanzia e la forza dell’amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenza dell’amore e alla voglia di vivere.
L’autore

John Ajvide Lindqvist, nato in Svezia nel 1968, è cresciuto nel quartiere di Blackeberg, a Stoccolma. Ha fatto per anni il prestigiatore, è autore televisivo e ha scritto sceneggiature e testi teatrali.
Best-seller in Svezia, in corso di traduzione in numerosi paesi, Lasciami entrare è il suo primo romanzo, da cui è stato tratto un film con la regia di Tomas Alfredsson, di cui qui è possibile vedere il trailer.
Di prossima pubblicazione il suo secondo romanzo, Come trattare con i morti viventi.
Recensione
Oskar è un personaggio creato per suscitare simpatia e pietà, e ci riesce benissimo. Nei primi capitoli ci viene presentato come grasso, imbranato nelle attività fisiche, preso di mira dai bulli, incapace di reagire, incontinente (tanto da aver ideato in gran segreto una “pallina anti-pipì”). Per non sentirsi un vigliacco rubicchia nei negozi, e coltiva sogni di vendetta collezionando ritagli di giornali che parlano di serial killers. E immaginando di essere come loro, di riuscire a uccidere i suoi tormentatori.
Oskar è solo. La madre lavora tutto il giorno, il padre beve e lo vede di rado, quando decide di andarlo a trovare prendendo l’autobus. Non ha amici, quelli che aveva sono spariti quando lui è diventato la vittima della scuola.
Eli lo vede per la prima volta una sera, mentre si sfoga attaccando con un coltello un albero. Immaginando in realtà di stare massacrando chi gli ha reso la vita un inferno. Come probabilmente ogni bambino vittima di bullismo.
E’ l’arrivo di Eli a cambiarlo. Eli lo vede diversamente da come gli altri lo vedono, da come lui stesso si vede. Migliore, affascinante. Forte.
Ed è per Eli, non per se stesso, che trova la forza di reagire alle angherie. La forza di prendere un bastone e colpire i suoi nemici. La forza di non essere più una vittima.
Eli, dal canto suo, ha trovato una nuova vita in Oskar.
E’ un vampiro vecchio di duecento anni, in un corpo di dodici anni. Non ama uccidere, ma è il prezzo della sopravvivenza. Non vuole morire, vuole vivere, vuole sapere cosa sia la vita. Per questo Eli viaggia con Hakan. Un pedofilo che per amore suo uccide ragazzini portandogli il sangue raccolto.
Un pedofilo che in quell’anima antica racchiusa in un desiderabile corpo acerbo vede la sua salvezza, un compromesso per alleviare la propria coscienza.
Ma grazie ad Oskar Eli cambia.
Sembra avere realmente dodici anni, ora. Vuole giocare, ridere, divertirsi. Mentre Hakan è solo un vecchio pervertito, qualcosa da sopportare per convenienza e nulla di più.
Man mano che la relazione tra Eli e Oskar si fa più forte, Eli ispira sempre più tenerezza.
La ritrosia con la quale poco a poco si apre ad Oskar. Le sue fughe prima dell’alba, il codice morse appeso al muro della sua stanza per popter comunicare con l’amico.
I suoi silenzi quando deve parlare di sè, del suo passato, della sua vita.
E finalmente giunge la verità.
Il vampiro, il cancro che consuma il suo corpo. La malattia che l’affligge da sempre, quel dover bere sangue per restare in vita. Quel sangue infetto che governa il suo corpo.
E l’altra verità. Eli che non è una ragazza. Eli che non è neanche un ragazzo. Elias che, ancora umano, era stato vittima della pazzia di un nobilotto. Che lo aveva scelto per il suo aspetto, e gli aveva tolto gli organi genitali. Eli che adesso là sotto non aveva nulla.
E Oskar inizialmente fugge. Fugge dal vampiro, fugge sopratutto da Eli. Dalla persona che la notte entrava dalla finestra dormendo nuda al suo fianco. Da chi voleva come sua ragazza. Fugge da quel ragazzo che lo spaventa. Fugge perchè “frocio è peggio che vampiro”.
Ma poi, timidamente, lentamente, torna.
Eli o Elias, poco importa. E’ suo amico, è il suo unico amico. Torna da lui, ed Eli gli rivela la sua vita, gliela fa vivere.
Tenerissimo il momento in cui chiede a Oskar il permesso di entrare in casa sua, e il ragazzo chiede cosa accadrebbe se non glielo desse. Eli glielo mostra.
Entra ugualmente, e comincia a perdere sangue da innumerevoli, minuscole ferite su tutto il corpo. Attendendo fiducioso che Oskar pronunci le parole che gli salverebbero la vita: Puoi entrare.
Una fiducia totale in Oskar, in quell’unico appiglio alla vita che Eli ha trovato.
Oskar che corre da Eli quando scopre che hanno identificato Hakan, il serial killer che si era sfigurato con l’acido per non mettere Eli in pericolo. Hakan che è diventato un vampiro, Hakan che cerca Eli da morto così come in vita, perchè ormai è Eli la sua fonte di vita, il motivo della sua esistenza.
Oskar che salva Eli fermando chi stava per ucciderlo.
Eli che salverà Oskar dalla vendetta di uno dei bulli della scuola, che con ragazzi più grandi lo sta affogando in piscina. Eli che salva Oskar dalla prigione di quella vita che ormai gli era stata cucita addosso, Eli che se ne va con Oskar, alla fine. Come aveva detto il ragazzo “non vorrei essere come te. Ma vorrei essere con te”
Alla fine c’è anche il lieto fine, almeno per i due protagonisti.
Almeno per loro, perchè per tutti gli altri finisce in tragedia. Sopratutto per Locke e Virginia, la coppia tragica il cui destino incrocia la strada di Eli e Oskar.
Virignia che diventa un vampiro, e si brucia viva per non far del male a chi ama.
Locke che ha perso il migliore amico e la donna per colpa di Eli, e che quando lo trova indifeso e sta per ucciderlo viene fermato da Oskar. Locke diverrà un banchetto per Eli, mentre Oskar per la prima volta se ne starà nella stanza accanto, insensibile alla morte dell’uomo.
Due vite tragiche, due personaggi che ispirano tristezza e malinconia. Due buoni che fanno un’orribile fine.
Un ritratto certo impietoso della vita nei sobborghi svedesi negli anni ottanta, una generazione praticamente priva di aspettative per il futuro.
Tranne Oskar, che con Eli riesce a fuggire da quella prigione per guadagnarsi la libertà assieme all’amico.
Uno splendido libro, sul finale ho seriamente temuto che il finale fosse di tutt altro tipo (e ci sarebbe stato benissimo anche quello!)
Voto: 5/5
La ragazza dei miei sogni

Autore: Francesco Dimitri
Editore: Gargoyle
Pagine: 195
Prezzo: € 10,50
La trama
Cosa succede quando incontri la ragazza dei tuoi sogni? Cosa succede se dopo un lungo periodo di solitudine giunge la ragazza perfetta, l’incarnazione di ogni tuo desiderio d’amore, di sesso, di amicizia? Potresti semplicemente esserne felice.
Ma potresti anche incontrare un mago punk, svelare l’Incanto che scorre tra le strade di città, scoprire che la realtà nasconde meraviglie e orrori di cui non sospettavi l’esistenza.
Perchè ogni amore presenta un volto oscuro, e dietro ogni sogno l’incubo è in agguato.
Non è possibile affrontarlo senza sacrificare qualcosa…
Benvenuto nella storia gotica che terrorizzerà e commuoverà chi già ama e chi sogna di farlo.
Autore
Francesco Dimitri è un esperto di letteratura fantastica, magia e paranormal, spesso intervistato da radio e televisioni. Definisce se stesso Immaginauta, e il suo modo di fare a mezza strada tra serietà e ironia irrita alcuni e piace ad altri. Nato a Manduria (TA) nel 1981, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato quattro saggi, Comunismo magico (2004), Guida alle case più stregate del mondo (2004) Neopaganesimo (2005) e Manuale del cattivo (2006), oltre a essere co-autore di Dies Iraq (2003), tutti con Castelvecchi. La Guida alle case più stregate del mondo è considerato un piccolo cult, e ne è uscita un’edizione spagnola. Collabora con «XL», scrive sceneggiature e gioca di ruolo almeno una volta a settimana. La ragazza dei miei sogni è il suo primo romanzo, già opzionato per il cinema.
La storia
Il protagonista è uno sfigato. Ventisei anni, un’inutile laurea in economia agraria che gli prospetta un futuro da osservatore di mucche, un ruolo da assistente allo stesso corso, snobbato dagli studenti.
Nessun vero amico, mai avuta una ragazza. Malvisto dalla stessa famiglia, a parte la sorellina che prova i suoi stessi sentimenti verso i parenti.
Un amore impossibile verso una del suo giro, Margherita, cui sta dietro da tre anni senza aver mai detto niente al riguardo, sempre nell’ombra, aspettando un’occasione che non si presenterà mai.
E la notte si sfoga in chat, con un interlocutrice che probabilmente è un interlocutore, o una ragazza obesa priva di vita sociale. Ma non gli importa, gli basta di trovare soddisfazione anche se solo per una mezz’ora, anche se solo virtualmente.
Poi arriva lei, Sofia.
Bellissima, frizzante, intuitiva, simpatica. E gli piace lui.
E’ lei a trovarlo, è lei a conquistarlo, è lei a fare la prima mossa. E’ lei che pare vedere il suo vero io, e che cerca di aiutuarlo a tirarlo fuori.
E’ lei che da tempo infestava i suoi sogni, ancora prima che lui la conoscesse. Sogni in cui si ritrovava terrorizzato, immobilizzato, violentato da quella ragazza. Sogni inquietanti.
Il mondo sembra diverso ora al protagonista, adesso che lei è al suo fianco.
Ma comincia a sentirsi stanco, a svenire in chiesa per la stanchezza e lo stress. E cominciano a morire in maniera stranissima persone a lui vicine: la ragazza che lo aveva sempre ignorato e deriso, il suo coinquilino che lo considerava meno di niente, una ragazza che si era portato a letto Dagon -un suo amico, leader di una band alternativa e mago punk metropolitano. Dagon che lo aveva avvertito più volte riguardo a Sofia, Dagon che sembrava aver cercato di andarci a letto con Sofia. Dagon che si drogava, e che forse aveva ucciso quelle persone…
Dagon
Dagon è scorbutico, diretto, fuori da ogni schema. Vive in una grande villa, circondato da materiale esoterico, strumenti musicali ed armi da taglio.
Minimizza il problema del protagonista, quando questi si rivolge a lui la prima volta, ma una volta conosciuta Sofia capisce di aver commesso un errore. E fa di tutto per aiutare l’amico, per quanto venga maltrattato dallo stesso in ogni modo possibile.
Perde la testa quando, per colpirlo, viene uccisa una ragazza che ogni tanto si portava a letto. Cerca di vendicarsi ma si salva a stento, e sempre viene malgiudicato dall’amico che tenta di salvare.
Malgrado ciò si ostina a persistere nel suo scopo, che ormai include anche salvare gli abitanti di Roma da un pericolo che non possono nemmeno comprendere.
Un eroe, un antieroe anzi. Un personaggio molto alla Constantine, per fare un esempio.
Sofia
Un altro splendido personaggio, la cui complessità scopriamo del tutto solo nel finale.
La ragazza perfetta, quella che ti ama per come sei realmente, quella che chiunque vorrebbe incontrare e in cui vorrebbe perdersi.
Una ragazza però pericolosa, una ragazza che non è una vera ragazza. E’ una succube, un demone esistente da prima della nascita dell’uomo.
Un demone che prende forma corporea alimentato dai desideri delle persone che, inconsciamente o volutamente, la evocano. In questo caso erano stati i desideri ossessivi del protagonista ad attirarla, e a darle poco a poco la forma di Sofia.
Questi demoni -Succubi, Incubi, Lamie e ininite altre varianti a seconda della zona del mondo in cui ci si trova- sopravvivono succhiando l’Incanto alle persone, mentre queste dormono. Sofia però è diventata anche troppo umana, non vuole uccidere il protagonista nè desidera ferirlo, anche se il loro rapporto produce per forza qualche reazione come l’incapacità di sopportare luoghi o simboli religiosi. Se ne nutre pochissimo, giusto quanto serve per mantenere la sua identità di Sofia e sopravvivere. Almeno fino a quando lui non la scopre, e lei per la rabbia si scatena.
Una scia di morti
La prima a morire è Margherita, la ragazza cui il protagonista era stato dietro per anni. La ragazza che aveva cercato di umiliare lui e Sofia con aria di superiorità, la ragazza che si era litigata con Sofia insultandola prima che il protagonista\narratore la scacciasse bruscamente da casa sua.
Verrà trovata morta nella sua camera, senza segni di scasso in casa, senza che i genitori avessero sentito niente. Stuprata ripetutamente, era morta per circostanze sconosciute. Ma ciò che era terrorizzante era la sua espressione. Un’espressione di paura pura, mista però a una sorta di piacere estremo.
Il protagonista aveva visto la sua morte, ad opera di Sofia. L’aveva vista dopo aver masticato della droga e guardato in una sorta di specchio magico donatogli da Dagon. Ma come poteva credere a quelle visioni dovute alla droga? Molto più semplice credere a un trucco dell’amico.
La seconda a morire era stata poi Nocturnia, un’amante di Dagon. Che in casa sua era al sicuro da ogni attacco, e quindi al suo posto era stata attaccata una persona a lui vicina. A questo punto il protagonista si convince che l’assassino sia in realtà proprio Dagon, e i due lottano. Poi Dagon va in cerca di Sofia per ucciderla, finendo però lui stesso quasi ucciso mentre Sofia non si è fatta praticamente niente.
Poi muore Mario, il coinquilino odioso. Quello che si era portato a letto Margherita, quello che odiava Sofia perchè stava con il coinquilino sfigato deridendo invece lui, il figo. Anche questo omicidio era stato visto nello specchio.
E quando fa irruzione nella camera di Mario, il protagonista vede una nebbiolina dai contorni familiari china sul corpo ormai privo di vita.
Scoperta, la nebbia scompare. E cominciano numerosi omicidi, tutti simili a questi tre, per tutta Roma.
Pazzia
Alla fine, dopo averla trovata sul corpo quasi morto della sorellina, il protagonista decide di ucciderla. Dagon si occupa di prepararlo, di iniziarlo.
E’ un dilemma che lo dilania. Sa che Sofia è un demone cui lui stesso ha dato forma, ma non può fare a meno di amarla con tutto se stesso. Quello che c’è stato, quello che ha provato, quello che ha vissuto… Sofia era la sua stessa vita. Ma adesso aveva attaccato Cam, la piccola sorellina asmatica, e questo non poteva assolutamente perdonarlo: Cam era l’unica persona, oltre a Sofia, che gli avesse voluto realmente bene, che gli fosse stata affezionata.
Evoca Sofia, e lei compare. Il coraggio che si era illuso di avere scompare, davanti al volto amato. Sa cosa deve fare, ma non può farlo.
E’ Sofia stessa, dopo aver sentito la motivazione per la quale lui la vuole uccidere, a muovere la sua mano. A portare contro sè stessa il pugnale e a uccidersi. Proprio mentre Dagon cerca di fermarlo, consaspevole adesso della verità: Sofia non voleva uccidere Cam ma salvarla, donandogli l’Incanto che ormai la stava abbandonando. Cam era malata, e Sofia cercava di tenerla in vita.
Troppo tardi.
Alla morte Sofia scompare, e al suo posto resta il demone. Una creatura aliena e impossibile da concepire, che lentamente scompare anch esso. Una concezione molto Lovecraftiana.
Così come è Lovecraftiana la reazione del protagonista, che aveva scelto di guardarla malgrado sapesse che non avrebbe dovuto: due anni di manicomio, con la mente che non era riuscita a reggere ciò che aveva visto in quegli istanti di pura follia.
Una storia d’amore tragica
Alla fine il tutto si risolve quindi in una storia d’amore. Una storia d’amore tragica tra un ragazzo e la ragazza che si era creato con la propria mente, dando forma ai propri desideri.
La storia di un ragazzo e di un demone che, nel corpo di Sofia, aveva appreso cosa fosse l’umanità ed aveva cercato di farne parte, per amore del ragazzo.
La storia di come il demone, per amore, avesse deciso di uccidersi. Uccidersi per non uccidere, uccidersi per non vedere lo sguardo di disgusto negli occhi della persona amata, uccidersi per renderlo felice.
Un altro splendido libro di Dimitri, che precede Pan (nel quale ritroviamo Dagon e il Conte, e nel quale la figura di Giovanni ricorda un po’ quella del protagonista di questo libro, per come si rapporta con gli altri) e del quale sono già stati acquisiti i diritti cinematografici. Sperando che quando il film sarà realizzato, non sia una schifezza assurda.
Non c’è che dire, Dimitri ormai è il mio scrittore italiano preferito.
Voto: 5/5
Lo spirito oscuro di Shannara

Sceneggiatura: Terry Brooks
Adattamento: Robert Place Napton
Disegni: Edwin David
Editore: Mondadori
Pagine: 192
Prezzo: € 18,00
La storia
Come spiega lo stesso Brooks, la storia si svolge alla fine della prima trilogia di Shannara. Protagonista è Jair Ohmsford, uno dei due fratelli che, nel libro La canzone di Shannara, mostravano di possedere la canzone magica, conseguenza dell’utilizzo da parte del padre delle pietre magiche elfiche (nel libro precedente, Le pietre magiche di Shannara).
Brin si è sposata e ora vive a Leah, mentre Jair ha continuato a vivere la sua vita, benchè lontano da Kimberly. Si scopre però che in qualche modo Garet Jax, il maestro d’armi, è rimasto anche da morto al fianco di Jair. Infatti Jair riesce ora a creare una cosa reale con la sua canzone: Garet Jax, il cui corpo e le cui capacità sostituiscono quelle del ragazzo. Uno scambio di corpi pericoloso, nel quale Jair rischia di perdere se stesso inebriato dal potere del maestro d’armi.
Brin lo supplica di non usare mai più la sua magia, lei conosce bene le lusinghe della Canzone e come questa ti possa cambiare.
Ma quando l’ombra di Allanon compare a Jair, il ragazzo capisce che non potrà mantenere la promessa fatta alla sorella: Cogline e Kimberly sono stati rapiti dai Rat, che avendo perso l’Illidatch vogliono usare i segreti custoditi nella testa del vecchio per far tornare Paranor ed appropriarsi dei suoi segreti.
Jair parte allora diretto alla Pietra del focolare assieme al vecchio compagno, lo gnomo Slanter, e riesce a ritrovare Baffo, il gatto di palude di Cogline, e la nipote Kimberly.
Cogline invece è stato fatto prigioniero, torturato da una strega che gli ha strappato i suoi segreti e che ora lo sta per convincere ad evocare l’antica fortezza druidica. Solo Jair a questo punto li potrà fermare, prendendo nuovamente le sembianze di Garet Jax…
Traduzioni
Posso essermi rimbambito io, e non ricordare per bene La canzone di Shannara, ma i Ret… nel libro non venivano chiamati Mortombre? Controllare la precedente traduzione non avrebbe richiesto molto tempo. Male, molto male!
Shannara
Niente da fare. Per quanto spesso le storie non siano eccelse, per quanto sia stato detto ormai quasi tutto su questa saga… tornare nelle Terre è sempre bello. Ho cominciato a leggere il fantasy con La spada di Shannara, e ogni volta che leggo quei libri mi sembra di tornare in un mondo ormai familiare. Leah, gli gnomi-ragno, le montagne con i loro pericoli, la pietra del focolare, il fiume Argento, Paranor… posso capire l’emozione di cui parlano Napton e David nelle pagine conclusive della graphic novel.
E ho trovato azzeccate le scelte grafiche utilizzate per rappresentare i vari personaggi (rabbrividendo nel vedere il primo disegno della Strega, per fortuna cassato da Brooks).
Gli unici appunti sono per Kimberly, che essendo pur sempre un’eroina fantasy viene mostrata con una sorta di bikini-non-bikini. E per Rone Leah, che viene mostrato col neonato figlioletto (di nome Jair, n.d.T.) e che indossa un abito vagamente assurdo per quell’ambientazione… un abito più da Beowulf di Lambert che non da Shannara.
Godibile
Una storia tutto sommato breve, una minaccia di molto inferiore a quelle cui siamo stati abituati in questo mondo. E una trama lineare, senza gli intrecci di personaggi che solitamente avvenivano in quelle vecchie storie di Shannara.
Certo, questa è una graphic novel e non un libro, e la complessità (specie considerato che è il primo tentativo di questo tipo per Brooks) è per forza di cosa inferiore.
Ma da quando ho scoperto l’obbiettivo dei Ret e della strega, non ho fatto altro che pensare che Paranor aveva già un guardiano, comunque. E che difficilmente quei Ret privi di poteri avrebbero rappresentato un ostacolo per lui, così come la strega. Quindi indipendentemente da Jair, il cui ruolo a questo punto diventava solamente salvare i suoi due amici e portarli lontani da Paranor. Cosa che in effetti poi accadrà, mentre la strega viene sistemata dal guardiano magico di Paranor.
La storia scorre bene, è bello poter vedere i paesaggi da sempre descritti nei libri, anche se alla fine non lascia molto dietro di se.
Di certo non è qualcosa di memorabile o che rimarrà a lungo impresso nella memoria, ma nemmeno è qualcosa da buttar via.
Voto: 3/5
