La torre di Tanabrus

Caccia alle fate


Secondo volume della saga di Kiersten White incentrata sulla giovane Evey, sedicenne in grado di vedere per quello che sono tutte le creature paranormali, precedentemente cresciuta e impiegata dal Centro Internazionale per il Controllo dei Paranormali come agente speciale adibito alla localizzazione e cattura dei paranormali: vampiri, licantropi e ogni altro tipo di creatura.
Ora ne è uscita, il Centro la crede morta, vive una vita normalissima vicina alla famiglia del suo non normalissimo fidanzato.
Tutto bene quindi, vero?
Affatto.

Perché, diciamocelo, quando sei abituata ad affrontare vampiri, licantropi, megere, fate e quant’altro, la vita normale fatta di lezioni scolastiche, ore di ginnastica, lavoro serale alla tavola calda e solo i week-end trascorsi col tuo ragazzo… beh, è un pochetto noiosa. Un pochetto tanto.
E così quando scopre che Raqel, che l’aveva cresciuta come una figlia, è a conoscenza del fatto che sia ancora viva e le chiede anzi di tornare a collaborare da esterna, senza obblighi con loro… accetta.

Compare un nuovo personaggio, Jack, un umano cresciuto nel regno delle fate, in grado di aprire le porte e completamente fuori di testa, folle e travolgente.
Compare una nuova minaccia, con Evey vittima di diversi attacchi… attacchi che però si capisce rapidamente da dove provengano, la trama di fondo di questo secondo volume è molto, molto prevedibile. Troppo, probabilmente.

Il libro si salva dalla noia per lo stile divertente, leggero e scorrevole.
E per i tanti accenni a qualcosa di grosso che sta accadendo. Che fine stanno facendo tutti gli elementali? Come mai tutti i paranormali della città fanno la fila per osservare con attenzione Evey, in attesa di qualcosa? Da cosa la sta realmente proteggendo Nona, d’accordo anche con Reth?

Immagino che il terzo libro si baserà su questi interrogativi lasciati senza risposta, e magari sulle rivelazioni riguardanti il passato di Evey e la sua origine. Senza contare che una certa persona, a differenza di Viv nel primo libro, è vivo, vegeto e a piede libero, capacissimo di fare molti danni con i suoi poteri.

Carino, ma vive principalmente di luce riflessa.
Comunque si lascia leggere con piacere.

Edit: quasi mi dimenticavo…

disonore su chi ha curato la traduzione e su chi ha controllato il libro prima di mandarlo in stampa (che un errore ci può stare, ma qualcuno dovrà pur ricontrollare per evitare che qualcosa scappi a una prima occhiata, no?)
Voglio dire, se uno la sera va a leggere il libro e, giunto a pagina 111, si ritrova un se le avrei detto gli prende un mezzo coccolone… ho riletto il paragrafo più volte pensando di essere addormentato e di aver letto male, ma niente. E’ proprio così.
No way.

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19 agosto 2012 - Posted by | White Kiersten

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