Comic Book Men
Inizia il Black March, e non ho idea se già col primo post del mese io stia andando fuori strada o meno.
Ma la serie mi sembra abbastanza di nicchia e atipica nonché non pubblicizzata da poter rientrare nei canoni marzolini. Inoltre, sono stanco morto (non essendo abituato a viaggiare molto in autostrada, e ci ho passato mezza giornata oggi su quel cavolo di automezzo) e affamato (non avendo nemmeno pranzato), quindi o scrivo di questa serie o non scrivo niente, stasera.
Ergo…
Comic Book Men è una serie cominciata quasi un mese fa.
E’ di Kevin Smith, quindi è facile intuire come la serie non segua assolutamente alcuno schema. Kevin Smith, per chi non lo sapesse, è il regista autore di Clerks (finanziato con la vendita della sua collezione di fumetti). Nonché il regista di Clerks 2 (ma va?) e di Dogma.
Ed è anche Silent Bob.
Giacché questo autore nerdissimo possiede una fumetteria, Jay and Silent Bob’s secret stash, ha pensato bene di unire diverse cose: la sua passione per la regia e per la sperimentazione, la passione per i fumetti sua e di chi lavora nella sua fumetteria, l’amore dei nerd per tutto ciò che è nerd. Le ha unite e ha tirato fuori questa serie, che alla fine mostra semplicemente alcune situazioni che accadono alla fumetteria (principalmente gente che va a vendere cimeli nerd… in pratica è una fumetteria al contrario, quasi sempre compra invece di vendere!) o situazioni particolari che coinvolgono il cast (formato dai dipendenti della fumetteria e da un amico che praticamente vive sempre lì dentro).
E le situazioni in cui si nomina un certo cimelio (una vecchia serie di fumetti, il poster di un film…) vengono presi come spunto per mostrare spezzoni dei podcast che Smith e il cast tengono su quegli argomenti, sempre all’interno della fumetteria.
Il risultato è davvero piacevole!
E nel secondo episodio, arriva anche una guest star inattesa… Jay!
Non avevo mai sentito la voce originale dell’attore di Jay, mi ha fatto uno stranissimo effetto… (senza contare che mi sono sbellicato dalle risate quando Smith ha parlato di lui definendolo praticamente un Peter Pan cresciuto fisicamente).
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