La torre di Tanabrus

Gone


Ci sono libri che hanno una trama interessante, ma che poi durante la lettura mostrano una piattezza disarmante.
Purtroppo Gone è uno di questi libri.

La trama, come detto, sarebbe interessante: abbiamo una cittadina costruita intorno a una centrale nucleare, abbiamo un vecchio incidente di una quindicina di anni prima che non sembra aver causato alcun danno.
Abbiamo una scuola privata ed esclusiva, situata abbastanza defilata rispetto alla città, dove mandano i ragazzi ricchi e problematici, con conseguente rivalità con i ragazzini della città.

E sopratutto, abbiamo che di punto in bianco tutte le persone di età superiore ai quattordici anni scompaiono. Un momento ci sono, il momento dopo non ci sono più.
Scompaiono, e si scopre l’esistenza di una barriera che circonda l’area cittadina (compreso parte del mare…. una sfera, una bolla di energia di parecchi km di diametro. Niente esce, niente entra.
Aria e sole, ovviamente, passano.

Questo, oltre a porre parecchie domande sulla causa di questa situazione, porta anche a dinamiche alla Il signore delle mosche, ovviamente: il leader nato che però non vuole assumere il comando preferendo rimanere in posizione defilata, il bullo della scuola che diviene il punto di riferimento per mantenere l’ordine, il carismatico e calcolatore ragazzo della scuola privata che viene a impadronirsi di tutto.

A questo va però aggiunto qualcosa, un ingrediente senza il quale tutto questo sarebbe solo assurdo e privo di senso: poteri mutanti.
Probabilmente dovuti all’incidente radioattivo di una quindicina di anni fa, in diversi ragazzi si scopre essere presenti da diverso tempo dei poteri mutanti.
Quindi all’equazione vanno aggiunti questi mutanti, quanto sapranno usare i loro poteri, come li useranno, come interagiranno con i normali. Come poteri mutanti, animali mutati, un mostro che vive nelle miniere e si fa chiamare Oscurità, l’entità responsabile della sparizione di chiunque superi i 14 anni e la barriera sferica siano collegati tra loro.

Gli ingredienti per un libro interessante ci sono tutti.

L’autore però non sembra in grado di caratterizzare bene i personaggi.
Che sono piatti, monodimensionali. Praticamente, un personaggio è abbinato a una caratteristica, e a questa rimane collegato.
Giusto Diana ha un minimo più di sfaccettatura, ma alla fine agisce in maniera incomprensibile.
Un po’ tutti agiscono in maniera incomprensibile, anche tenendo conto che si tratta di dodicenni, tredicenni, quattordicenni.
L’amica\ragazza del protagonista, che cerca di emulare Hermione  ma risulta solo una ragazza che incomprensibilmente sa tutto di tutto.

Il libro si legge rapidamente, molta azione e un linguaggio semplice aiutano in questa direzione, ma la cosa semplicemente rallegra perché così non si ha il tempo di annoiarsi a morte.

Un’occasione mancata, peccato.

26 febbraio 2012 - Pubblicato da | Grant Michael

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