La torre di Tanabrus

Il gusto amaro della cioccolata

Da un paio di giorni penso spesso al cioccolato.
Da quando ho letto questo articolo.
E ci sono rimasto veramente di merda.

Voglio dire, tutto questo non è colpa di qualche trafficante di schiavi privo di scrupoli o di qualche individuo oscuro e gretto che si sfrega le mani nel suo studio pensando ai lauti guadagni che gli arriveranno dai bambini sfruttati.
No, la colpa di tutto questo è nostra.
Perché fa comodo avere il cioccolato nel negozio sotto casa, e a un prezzo bassissimo. Fa comodo, fa gola e fa piacere.
E quindi non si fanno domande. Non si vogliono risposte. Si guarda il prodotto finito, e non si pensa a come si sia arrivati a questo punto.

Ho cercato un poco in rete, e ho trovato la prima denuncia di questo orrendo schiavismo, risalente a undici anni fa.
Dopo questa denuncia, era stato firmato il protocollo Harkin-Engel che avrebbe dovuto sconfiggere lo schiavismo. Ovviamente così non è stato.
E si continua a parlare di schiavismo, di sfruttamento, di orrori: qui, ad esempio,  o qui, o qui.

Siamo tutti colpevoli, colpevoli di omertà e di voluta ignoranza.
Io per primo, che fino a quando non sono incappato in quell’articolo non mi sono mai posto nemmeno lontanamente il quesito.

Non so cosa si possa fare… cercherò di diventare un consumatore più accorto, di badare alla provenienza delle merci, di informarmi di più. Oppure tenere d’occhio eventuali iniziative e movimenti che cerchino di sensibilizzare l’opinione pubblica e di far muovere sul serio i governi.

 

23 gennaio 2012 - Pubblicato da | Uncategorized

5 commenti »

  1. Purtroppo la coltivazione delle banane è addirittura peggiore, lì gli schiavi lavorano in un ambiente saturo di antiparassitari. :(
    A volte penso che dovremmo tornare ai tempi dei nostri nonni e mangiare quello che noi stessi produciamo. :(

    Commento di Valberici | 23 gennaio 2012

  2. Ci penso spesso anche io.
    Lavoro fisico nei campi, a contatto con la natura. Prodotti sani, vendita dei surplus per ottenere ciò che non possiamo produrre.

    Ma è tutto utopico, ormai indietro non si torna…

    Commento di tanabrus | 23 gennaio 2012

  3. Si, si torna…ma solo dopo qualcosa di simile al diluvio universale :(

    Commento di Valberici | 24 gennaio 2012

  4. Sempre una questione di soldi :(

    Commento di M.T. | 24 gennaio 2012

  5. Be’ allora possiamo esser lieti che l’Unione europea ha consentito di chiamare cioccolato la schifezza prodotta in altri paesi che praticamente il cacao lo ha visto in cartolina, e quando le ditte italiane hanno provato a definire il proprio prodotto (fatto con il cacao) “vero cioccolato” le ha redarguite aspramente…

    Commento di bruno | 24 gennaio 2012


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