La torre di Tanabrus

Cose preziose

Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: € 7.90
Pagine: 768

Incuriosito dalla recensione di Stefano, quando un mesetto fa al supermercato avevo trovato questo libro di King a otto euro mi ero deciso a prenderlo.
Devo premettere che non sono un fervido lettore di King, tutt altro. Di suo ho letto solo una raccolta di racconti e i primi capitoli della Torre nera.

Sapevo dalla recensione letta di cosa parlasse il libro, e l’inizio mi ha intrigato.

A Castle Rock, una cittadina che pare essere comparsa più volte in diversi libri dello scrittore, arriva il misterioso Leland Gaunt, proprietario di un nuovo negozio. Il nuovo negozio diventa il centro dell’attenzione dei cittadini, visto che è una delle rare novità in quell’ambiente. E il nome scelto, Cose preziose, aggiunge un alone di mistero e di fascino al tutto. Cose preziose? Cosa significa? Cosa vende?

Così per curiosità, poco a poco la gente comincia a entrare. Per dare un’occhiata, per capire di cosa si occupi questo Gaunt.
E rimane fregata.
Perchè Gaunt non solo è affabile e cortese, ma sembra conoscere i pensieri dei suoi clienti. I loro desideri.
E ha sempre l’oggetto giusto per ogni persona, l’oggetto dei suoi sogni, quello che brama più di ogni altra cosa.

E questo può essere una figura rarissima per un bambino, o per una donna adulta un oggetto di Elvis, o per una religiosissima credente una scheggia dell’Arca di Noè. O una canna da pesca, una mappa del tesoro, un amuleto per scacciare la malattia…
quello che conta è che sono l’oggetto, per il cliente. La cosa più importante che ci sia. Quella che, una volta vista, si intrufola nei suoi pensieri e vi si avvinghia, rifiutando di mollare la presa. Diventando un’ossessione.

Ma c’è qualcosa di più che non il semplice desiderio.
Perchè quando la donna stringe l’oggetto di Elvis, con la mente si ritrova a vivere con Elvis. Quando si stringe in mano la scheggia, si ha la sensazione di essere a bordo dell’Arca durante il diluvio.
E sopratutto, ovunque ci si trovi, si sente la voce del signor Gaunt che tenta, consiglia, ricorda la promessa fatta.

Già, la promessa. Perchè le sue cose preziose non costano care. Costano pochissimi soldi. E un favore.
Uno scherzo da fare a qualche concittadino. Uno scherzo innocuo, e in cambio si avrà l’oggetto dei nostri sogni, quello a cui si pensa tutto il tempo da quando lo si è visto.
Che male farà mai tirare dei sassi contro le finestre della persona più antipatica della città? O mettere delle finte lettere nelle cassette delle lettere, mettere degli ordigni che rilascino odori nauseanti… anche tagliare le gomme alle macchine sembra poco più che uno scherzo.
E non ci si può tirare indietro. Gaunt non lo permette: sorveglia sempre, con la mente, i suoi clienti. Li sprona, li minaccia. Li ha in pugno, le loro menti e le loro anime ormai gli appartengono. Sono i suoi burattini.

E solo alcuni di questi se ne accorgeranno, riuscendo a sfuggire alla sua morsa. Gli altri invece continueranno a danzare al ritmo di quella creatura affamata di anime, fino a quando gli eventi messi in moto dagli scherzetti innocenti fatti per il signor Gaunt non indirizzano il corso degli eventi verso la sua naturale conclusione.

Detto così, sembrerebbe un buon libro, come avevo letto.

Peccato che tra l’inizio interessante e la fine nella quale gli eventi precipitano ci sia un’enormità di pagine lente e pesanti. Talmente pesanti che ho impiegato quasi venti giorni a leggere questo libro, e più volte ho avuto la fortissima tentazione di interromperne la lettura.
E’ la parte in cuui King mostra moltissimi personaggi di Castle Rock, ci fa conoscere le loro menti, i loro desideri… così da far apparire quasi naturale ciò che faranno in seguito, ossessionati da Gaunt e spinti ormai nel baratro della paranoia e della follia.
Scelta comprensibile, e che razionalmente vedo come obbligata.
Ma non cambia il fatto che abbia reso il libro un mattone quasi indigeribile. Lento, lentissimo. Insopportabilmente lento.

Poi ci sarebbe da ridire anche sul finale, che sa molto di deus ex-machina: perchè succede quello che succede? Mah, mistero.
E aggiungo che i continui riferimenti agli altri libri, per me che non li ho letti, dopo un po’ diventavano irritanti.
Sarebbe potuto essere un bel libro, ma è troppo pesante… non so se sia un libro “sfortunato”, o se King sia sempre così.
So solo che passerà diverso tempo prima che provi un altro suo libro.

Voto: 4/10

Maggio 30, 2009 Pubblicato da tanabrus | King Stephen, libri | | 6 Commenti

Mistborn alla Fanucci

Ho letto la notizia questa mattina su fantasymagazine… la Fanucci ha preso i diritti per pubblicare la trilogia di Mistborn di Brandon Sanderson.

In Italia di Sanderson non si sapeva praticamente nulla fino a quando non è stato scelto per terminare la saga di Jordan, La ruota del tempo.
Ma ha scritto diversi libri in America. Libri fantasy, ovviamente.

E avevo sentito parlare bene di questa sua trilogia, tanto che avevo deciso di procurarmi, con il prossimo ordine da ibs, il primo volume in inglese.
A questo punto sono tentato fortemente di lasciar perdere ed aspettare ottobre per leggermelo in italiano… si vedrà se ho abbastanza forza di volontà.

Di cosa parla questa trilogia?
Essenzialmente, ricorda un po’ i libri di Lynch come protagonisti: anche qui infatti i protagonisti sono ladri e truffatori, gente che vive nei bassifondi e si finge nobile per imbrogliare i ricchi.
Ma le similitudini si fermano qui, direi.
Infatti, a parte i protagonisti, a quanto ho letto Mistborn è un fantasy vero e proprio.

Solo che parte da dopo la fine dei fantasy normali, un migliaio di anni dopo lo scontro tra il grande malvagio e l’eroe descritto dalle leggende come il salvatore del mondo.
Ah, e in questo caso l’eroe ha fallito. Il male ha vinto, e ora l’immortale malvagio domina allegramente il mondo. L’oscurità è ovunque, dal cielo cade costantemente della cenere, la maggior parte della popolazione vive praticamente schiavizzata mentre gli eredi di chi aveva aiutato nella lotta il Signore sono ricompensati e privilegiati.

Essendo un fantasy, non può mancare la magia. E la magia esiste in quanto il Signore l’ha concessa tempo addietro ai nobili, cioè a coloro che lo avevano aiutato. E’ una magia, a quanto pare, legata ai metalli, e per averla non basta avere sangue nobile, ma anche molta fortuna. Ci sono le persone con meno potere magico, che possono usare solo un metallo (un solo potere, in pratica) e chi invece li può usare tutti. Questi ultimi sono chiamati Mistborn, e sono molto rari.

Vin è una di questi, anche se non lo sa. E in una banda di ladri, disillusa e concentrata solo sulla sua sopravvivenza. Non sa nulla di magia, sa solo di avere una qualità speciale che nessuno ha.. la Fortuna, che le permette di manipolare un minimo le emozioni delle persone.
Questa sua abilità sarà invece riconosciuta dagli obbligatori, che le sguinzaglieranno contro un inquisitore, creatura misteriosa e fortissima.
A salvarla arriverà un altro Mistborn, un ribelle che lotta contro il tiranno. E che guida un gruppo di ladri abilissimi (e immagino con diversi fruitori di magia tra le loro fila) per cercare di abbattere il regime.
Come? Molto Lamoraniamente, rubando il denaro del tiranno per portargli via le truppe, e consentire così la rivolta… del resto, ormai suegli eroi da favola promessi dalle leggende non si può fare affidamento, quindi si deve combattere con le armi che si hanno a disposizione…

La storia mi pare molto interessante, sul sito di Sanderson inoltre si possono leggere i primi tre capitoli (che bene o male raccontano ciò che ho brevemente condensato qui sopra) oltre ad annotazioni dello scrittore sul libro (anzi, i libri visto che i primi capitoli e le note sono disponibili per tutti e tre i volumi) e “scene cancellate” (che non ho guardato per evitare spoiler, ma che immagino contenga dei capitoli o dei paragrafi poi eliminati nell’ultima stesura).

Maggio 28, 2009 Pubblicato da tanabrus | Nuove pubblicazioni, Sanderson Brandon, libri | | 4 Commenti

Draghi e cavalieri

In questi giorni mi divido tra la lettura notturna di Cose preziose e il lavoro uno e trino giornaliero, che mi fa sentire sempre più Ercole in lotta con l’Idra: ogni problema che risolvo, ne spuntano altri due. E qui non ho nemmeno uno Iolao qualunque a cauterizzare i problemi una volta risolti…

Ma vabbè, il fatto è che in questi giorni mi sono ritrovato a pensare a draghi e a cavalieri. Non so neanche io il perchè.
In origine c’era il prode cavaliere che affrontava il drago, giusto? Il nobile cavaliere chiuso nella sua armatura splendente, intento a difendersi dal soffio infuocato dietro il grande scudo di metallo e poi pronto a partire all’attacco armato della sua fida spada.

Ora invece, nei fantasy, siamo passati sempre più al connubio uomo-drago. Del resto, il drago è una creatura affascinante… perchè non ipotizzare un alleanza con la Razza per eccelnza, gli umani?
Il problema, a mio avviso, sorge quando questi umani diventano cavalieri sul dorso del drago.

Non è tanto una questione di dignità draconica -che pure andrebbe presa in considerazione, specie quando magari il drago è rappresentato come potente, senziente, orgoglioso, dotato di memoria ancestrale e spaventosa intelligenza- quanto una mera questione di misure.
Perchè si, in questo caso direi che le dimensioni contano. Contano enormemente.

Il fatto è semplice: l’uomo in groppa al drago può andar bene se lo usa come mezzo di locomozione, può andar bene se in sella al bestione troviamo un mago intento a lanciare palle di fuoco sul campo di battaglia sottostante, o a proteggere con scudi e schermi magici le parti vulnerabili del corpo del drago… così va benissimo, sistemando la questione “draconian pride”.

Il problema arriva quando si tirano in ballo cavalieri in sella a draghi.
Un guerriero a cavallo funziona perchè la bestia passa sopra ai nemici appiedati ferendoli e spaventandoli, e perchè sporgendosi un poco il cavaliere può attaccare i nemici che gli sono di fianco, con spada, lancia, mazza o quello che vuole (basta che sia abbastanza lungo, dubito che con un pugnale potrebbe fare molto, se si trova in sella a un bel cavallo da guerra). Inoltre può scontrarsi conaltri cavalieri, attaccandosi da lontano con la lancia e a spadate (o arma prediletta che si voglia) quando i cavalli sono affiancati.
Pacifico, giusto?

Con i draghi, però, tutto questo è impossibile. Che diavolo ci fanno allora guerrieri armati di spada in groppa a un drago?
Un drago immagino sia ben più alto di un cavallo, altrimenti si tratterebbe di un pegaso ricoperto di scaglie. Ipotizzando un’altezza della groppa di almeno un paio di metri (ma penso sia maggiore, sarebbe ben piccolo altrimenti) il cavaliere per colpire nemici appiedati dovrebbe sporgersi molto. E visto che la larghezza del drago è ben più vasta di quella di un cavallo, la cosa immagino potrebbe risultare rischiosa per il cavaliere.
Un conto è sporgersi se sei in sella, le gambe ai lati del corpo del cavallo, i piedi nelle staffe.. tutta la posizione ti permette di restare in equilibrio e in sella anche se ti sporgi e falci qualche fante.
Ma se sei su una cosa larga come il dorso di un drago, a meno che il cavaliere non sia anche una ballerina esperta e non cavalchi a gambe divaricate ad angoli improponibili (e pure in quel caso spero per lui abbia già un erede a casa, altrimenti la dinastia finisce con la sua morte) dovrà stare seduto sul dorso del drago, più o meno imbracato a una sella. Possibilità di sporgersi: molto, molto remote.
E poi, se un bestione come un drago piomba sui fanti, penso che la spadina del cavaliere che si sporge come un idiota dalla groppa della creatura sia l’ultimo problema dei poveracci attaccati da zampe enorm, fauci, coda e fiamme ossidriche.

Ci sono gli scontri con altri cavalieri, allora.
A parte che mi viene da dire “bella utilità”… creare un corpo di guerrieri a cavallo di draghi che possano combattere solo tra di loro, visto che contro i fanti i cavalieri sui draghi sono inutili.
Ma poi, si hanno presenti le dimensioni che un drago avrà?
Se vogliamo che i guerrieri combattano frontalmente, si torna alla lancia. Bella lunga però, visto che un conto è la testa del cavallo, un conto il collo e la testa del drago. Oltre alla posizione alla quale è stata messa la sella. Una lancia bella lunga, quindi. Che dovrà essere resistentissima, altrimenti così lunga si spezza subito contro lo scudo avversario. E se vogliamo che faccia qualcosa al drago, dovrà essere rinforzata con ferro, acciaio… Una lancia del genere quanto diavolo peserà? Ricordiamoci che l’altro sarà armato parimenti, quindi il cavaliere dovrà manovrare l’arma con una mano mentre l’altra regge lo scudo. E questa lancia lunghissima e pesantissima dovrà pure essere molto lunga all’indietro, altrimenti con quella lunghezza e quel peso il cavaliere non riuscirebbe mai a tenerla pari.
Domanda: dove diavolo la tiene fino a quel momento una lancia lunga molti metri e pesantina? E poi, quale sarebbe la sua reale utilità, alla fin fine?
Resta lo scontor che è il cuore dello scontor tra guerrieri, lo scontro a spadate.
I cavalli si affiancavano, e i cavalieri duellavano.
Coni draghi però è impossibile, c’è una cosetta chiamata “apertura alare”. Se il drago vola ,le ali sono spiegate. E sbattono. Due draghi potranno quindi affiancarsi solo fino a far toccare tra loro le ali. Decisamente fuori portata per la spada. O per la lancia, visto che si rischia di traforare l’ala del nostro mezzo di locomozione edi precipitare a terra.
L’unico affiancamento valido resta quindi “l’ingroppata“: i draghi se ne fregano degli omuncoli sul loro dorso, e cercaon di ghermirsi per abbattere l’avversario. Sfido un cavaliere a lottare con l’altro mentre gli arriva un artiglio a cercare di squartarlo, o mentre la sua cavalcatura piroetta per sfuggire alle fauci avversarie.

In definitiva, direi che è impossibile la figura del cavaliere a dorso di drago. O meglio, possibile ma inutile: posiamo mettere i cavalieri sul drago, ma non faranno assolutamente nulla. Braccia rubate al campo di battaglia.

Molto meglio dei maghi sui draghi. O piuttosto dei “navigatori”, che si limitino a guardargli le spalle avvertendo la creatura dei pericoli da dietro e dall’alto…  con buona pace degli scrittori che mettono guerrieri armati di spada in sella al drago.

Maggio 27, 2009 Pubblicato da tanabrus | Altro | | 10 Commenti

Epix

Se ne parlava da diverso tempo, di questa nuova collana da edicola della Mondadori, che spazierà tra horror, fantasy e fantascienza. E a dire il vero se ne continua a parlare, visto che la prima data di cui si era letto in rete (aprile) è passata senza alcuna novità. Pare che giugno sarà il mese buono.
E in effetti è anche comprensibile la scelta del mese d’esordio… a giugno la gente va al mare, e visto che dopo mezz’ora uno si è già rotto ampiamente i maroni di starsene spalmato su un telo a giocare a carte o a occhieggiare le ragazze agli ombrelloni vicini fingendo di dormire, finisce che i libri da edicola vendono parecchio.

Niente da eccepire quindi per la scelta del mese di giugno.
I problemi, per quanto mi riguarda, vengono fuori quando si va a guardare il programma dei primi mesi di pubblicazione.

Si comincia con un autore che, bene o male, è stato uno dei più importanti scrittori di fantasy dell’epoca moderna. Terry Brooks.
Non viene pubblicata La spada di Shannara (e meno male, penso io, visto che al giorno d’oggi saprebbe ancora più di plagio), nè Il magico regno di Landover (quello sarà ristampato più costoso quando uscirà il film).
La scelta è caduta su I figli di Armageddon, il primo libro dell’ultima trilogia di Brooks (ancora devo leggere il libro finale, a proposito). Ok, va bene che è la trilogia migliore dell’ultimo periodo di Brooks, ma perchè non stampare -se si voleva qualcosa di Brooks, e di classico e di bello- Le pietre magiche di Shannara?
Un buon libro, autoconclusivo, che invoglia a comprare gli altri libri del ciclo iniziale… no, primo di una trilogia. In edizione da edicola.
Penso non prenderei MAI una cosa del genere, sapendo che molto probabilmente la storia risulterà totalmente monca e per leggerla intera dovrò prendermi gli altri volumi a un prezzo parecchio superiore.

A seguire, Acque oscure, antologico di Evangelisti.
Ecco, questo mi attira già di più… Evangelisti in Tortuga mi è piaciuto molto, sono curioso di vedere questi suoi racconti.
Inoltre, sempre restando in un’ottica del lettore occasionale da spiaggia, un antologico è l’ideale… leggi, fai una nuotata, leggi, partitone di pallone, leggi, gelato…

E giugno è finito, con questi due libri.
Una prima parte di trilogia recente, e un antologico.
Cassata senza mezzi termini (da me) la prima, mentre molto probabilmente prenderò il libro di Evangelisti.

Ma è solo il primo mese, magari poi vengono buttati nella mischia esordienti italiani, o grandi classici ristampati, o bei libri ormai introvabili….
…invece no.

Si prosegue con quella che reputo la gemma della programmazione (per quanto è trapelato fino ad ora): Monster Nation. Il lato horror di Epix.
Peccato che sia il libro centrale di una trilogia!!
Ecco, queste sono le cose che mi fanno infuriare. E che mi rafforzano nella mia decisione di non avvicinare nemmeno da lontano una saga in questa collana.

Poi si ricomincia daccapo, a quanto pare.
Nuovo giro, nuovo primo volume di trilogia fantasy.
Questa volta tocca a una grande trilogia fantasy: Anharra. Talmente grande che su ibs il primo volume edizione normale è esaurito, quello in economica è nelle rimanenze. Il secondo volume è stato stampato solo in edizione normale, ed è di due anni fa.  Non mi era particolarmente interessato a suo tempo, e di certo non mi avvicino alla trilogia qui, sapendo di dover reperire altrove -eventualmente- i seguiti.

Quinto titolo, Bad Prisma.
Atologico di autori italiani.

Se ho ben capito lo schema, il sesto titolo sarà un horror, e poi via con un’altra trilogia fantasy. Magari riproporranno il primo del Mondo Emerso.

In definitiva, per quello che mi interessa (perchè per l’horror ho letto su un blog dedicato al tema che verranno pubblicati i romanzi di Doom… fortuna non sono un appassionato di horror, mi risparmio un’incazzatura) si tratterà di parti di trilogie abbastanza recenti. E antologici che verranno etichettati come fantascienza.
Ad ora non si intravedono romanzi autoconclusivi, non si intravedono ristampe utili, nè spazio per giovani esordienti (con un prezzo di neanche cinque euro, un’occhiata agli esordienti l’avrei data di sicuro).
Ah, dimenticavo, pare ci saranno anche i libri di Warcraft.
Mica noccioline. A questo punto manca solo che ci mettano anche un mezzo libro a caso dal centro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco e saremo a posto.

Finchè le cose resteranno così, probabilmente mi fermerò al solo Evangelisti.

Ah, parlo molto per sentito dire, ho letto su un blog, si dice che… non per mia particolare idiozia, quanto piuttosto per via del fatto che per ora non sembra esistere un sito ufficiale dove leggere dichiarazione d’intenti e piano d’opera.
Speravo di più, ma effettivamente ero troppo ottimista.

Maggio 22, 2009 Pubblicato da tanabrus | Nuove pubblicazioni, libri | | 6 Commenti

Dollhouse, prima stagione

E la prima, attesissima stagione di Dollhouse è finita.
Non è stata la stagione trionfale che un po’ tutti i fan di Joss si aspettavano, a causa di molte defezioni a seguito dei primissimi episodi.

Episodi effettivamente non entusiasmanti, con la storia che ingrana lentamente.
Ma quando ingrana le cose si fanno molto interessanti, e questa cosa è dimostrata dalla conferma di una seconda stagione malgrado gli ascolti non positivissimi.

Gli episodi iniziali, non eccelsi anche perchè abbastanza a sè stanti, più che altro servono a introdurci alla Dollhouse.
Il luogo dove vengono cancellati ricordi e personalità, e le persone vivono come automi privi di coscienza godendo di una vita perfetta e armoniosa, sorvegliati e seguiti costantemente.
Il luogo dove, pagando, si ottiene esattamente ciò che si vuole. Che sia la ragazza perfetta per una notte, il ragazzo dei propri sogni, il miglior ladro del mondo, un’assistente sociale, una mediatrice, un’esperta in un qualunque campo si voglia. Basta fare la richiesta, e alla Dollhouse verrà creata la personalità desiderata e inserita in una Doll, pronta all’uso per il tempo stabilito. Poi un bel reset, e tutto come prima.

Conosciamo così Echo, la protagonista. Una Doll.
Un tempo si chiamava Caroline, ma ha accettato di offrirsi volontaria per cinque anni alla Dollhouse. Ora non sa più niente di sè o del suo passato, nè capisce che esistano un sè o un passato. E’ una tavoletta bianca su cui scrivere qualunque cosa.
E conosciamo Boyd, il suo supervisore. Ancora non molto fiducioso riguardo la Dollhouse, instaurerà poco a poco un rapporto di profonda amicizia con Echo, non vedendola come una Doll ma come una persona.

Poco a poco anche gli altri comprimari trovano posto sotto i riflettori, sia che si tratti di altre Doll sia che si tratti dei membri della Dollhouse.
Ma sopratutto vengono fuori le due storie portanti.

La prima, che dura tutta la stagione e si snoda lentamente, sempre in primo piano, è quella di Paul Ballard, agente FBI che indaga sulla Dollhouse. E su Caroline.
E che per scoprire la verità e salvare quella ragazza che ha visto solo in un vecchio video rischierà tutto, arrivando a perdere il lavoro e gli amici pur di seguire il suo istinto e il suo cuore. Un duro e puro, interpretato da Helo di Battlestar Galactica. Un ottimo personaggio.

La seconda, quella principale e che fa da vero collante a tutta la serie, è quella di Alpha.
La Doll di cui tutti sussurrano impauriti quando qualcosa non rispetta esattamente la loro pianificazione.
La Doll che si era ribellata, che aveva ucciso e deturpato, che era fuggita ed era stata uccisa.
Ma davvero è stata uccisa? Come si chiede Boyd, ci si può realmente fidare delle informazioni passate dai superiori?
Cosa aveva a che fare Alpha con Echo? E se Alpha è morto, chi è che sta bersagliando Echo durante le sue missioni?
Alla fine le due trame si riuniranno negli ultimi due episodi, che terminano con il buonissimo Omega, finale di stagione che mostra un villain affascinante, tra le altre cose. Nonchè alcuni colpi di scena niente male alla Dollhouse…
Alcune cose, come la scelta finale di Ballard, non mi hanno convinto particolarmente però.

In generale, la serie gioca parecchio sul filo del concetto di buono e cattivo, di giusto e sbagliato… quello che fa la DeWitt alla Dollhouse com’è?
Inizialmente si pensa che sia il male assoluto, ma episodi come Needs e Haunted cambiano le carte in tavola, portandoci poco a poco a chiedere se in fin dei conti sia così malvagio il tutto.
E già nel penultimo episodio tra Ballard e Boyd mi sono trovato a parteggiare per Boyd, malgrado tutto…

Una buona serie, che parte lentamente (forse troppo, visto che dura 13 episodi questa stagione) ma poi prende un buon ritmo, tirando in ballo diverse tematiche molto interessanti.
In più in questa prima stagione ci sarebbe un tredicesimo episodio che finirà solo nel dvd, dove comparirà come guest star l’adorabile Felicia Day, la Penny di Dr. Horrible (nonchè star della web serie The guild).

Voto: 6\10

Maggio 20, 2009 Pubblicato da tanabrus | Dollhouse, Serie tv | | Ancora nessun commento.